Formazione e Web Marketing Festival: intervista a Cosmano Lombardo

Formazione e Web Marketing Festival: intervista a Cosmano Lombardo

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Fare formazione. Sembra questo il punto di partenza per chi deve iniziare il proprio percorso nel web marketing. Ma è un processo che riguarda solo chi muove i primi passi? No, questo è il chiaro: quando decidi di lavorare in questo settore non puoi mai fermarti. Questo è il bello (almeno per me): non si smette mai di apprendere e imparare.

Ora, però, si apre un nuovo fronte: chi si occupa della formazione? È un peso importante, non puoi improvvisare perché è grazie al flusso di nozioni, conoscenze e informazioni che migliori la tua attività. E permetti al tuo business di crescere.

Questo vale per le aziende, i liberi professionisti, gli studenti e chi decide di cambiare lavoro per scoprire un nuovo settore. Proprio perché la formazione è così importante oggi abbiamo intervistato Cosmano Lombardo che ci presenta la nuova edizione del Web Marketing Festival, ormai diventato un riferimento per il settore.

Web Marketing Festival: il segreto per arrivare alla quinta edizione?

Se esiste un segreto credo che sia nel rapporto creatosi in questi anni con tutti coloro che vedono nel web marketing uno strumento per generare valore. Il Festival è un luogo voluto e costruito da tutti gli amanti della creatività, e dalla passione per la contaminazione e fusione di più mondi. Anche quest’anno stiamo co-costruendo l’evento a 360 gradi: dalla parte tematica alle proposte di speech, passando per le singole iniziative di intrattenimento e quelle sociali.

 

Questa complicità tra le persone ci permette di realizzare una manifestazione che non sia solo formazione e che non si esaurisca in due giorni, ma si manifesti come uno strumento di interazione tra mondi e personalità differenti che hanno come minimo comune denominatore la passione per l’innovazione sociale e per la “crescita felice”.

Mi piace definire il Web Marketing Festival una vera e propria agorà nata dal digitale e animata dallo spirito costruttivo e partecipativo di chiunque decida di dare il proprio contributo. Stiamo facendo il possibile affinché questa agorà diventi sempre più aperta e partecipativa, e ne approfitto per ringraziare tutte le persone che credono e supportano il Festival.

Che tipo di formazione serve a chi lavora nel web marketing?

Ancora non è stata individuata una modalità formativa idonea non solo per quanto riguarda il web marketing, ma adatta alle evoluzioni che la società sta vivendo da circa 10 anni. La riflessione in tal senso è aperta e dovrebbe interessare le istituzioni, le aziende e anche le famiglie. Stiamo vivendo un momento storico particolare: abbiamo a disposizione una quantità di informazioni, momenti formativi e un livello tecnologico unico, ma non siamo in grado di sfruttarlo al massimo.

Potrei dilungarmi sui sistemi e modelli formativi, ma limitando il raggio di pensiero a chi opera nel web marketing è opportuno, in primis, sviluppare dei percorsi interni di verifica delle competenze digitali. Una delle sfide principali per le aziende e per gli operatori del web marketing è quella di avere del personale formato e con un livello di competenze adeguato ai costanti cambiamenti che il mercato impone.

Difficilmente si riuscirà a creare dei percorsi di formazione interna sui temi del digitale, ma ognuno è in condizione di verificare se il know how in possesso sia quello che permette di rimanere sul mercato e di fare la differenza. Ciò permetterebbe di avere una fotografia aggiornata dello stato di salute dell’impresa e faciliterebbe i percorsi di formazione. Purtroppo o per fortuna il digitale impone una continua ri-progettazione del modello di business e ciò è possibile se team è orientato al cambiamento costante oltre che in possesso di competenze aggiornate.

Quali sono i temi più ricercati?

La sete di sapere è davvero tanta e arrivano richieste sui temi più disparati, dal brand – su cui è necessario fare chiarezza poiché si sono sviluppate correnti di pensiero e formative poco corrette – al Programmatic e al Marketing Automation. Quest’anno sono arrivate tantissime richieste di intervento sui chat bot, ma i temi che continuano ad andare per la maggiore sono quelli relative ai Social Network e al Content Marketing con una particolare richiesta per il Video Marketing.

Per cercare di sviluppare un programma che possa rispondere alle richieste degli utenti e alle esigenze del mercato stiamo analizzando il tutto. E intersecando questi elementi con le proposte di speech inviate dai relatori, e con i temi individuati dal team che si occupa della didattica.

Da questo lavoro sta emergendo un programma davvero variegato che darà vita a oltre 20 sale formative. Dall’E-commerce al Social Media Management, dalla Web Analytics al Digital for Non Profit, dal Content Marketing all’Advertising. Ampio spazio quest’anno verrà dato inoltre ai relatori internazionali, sinonimo di come il Festival da un lato punti a diventare leader italiano in questo settore, dall’altro abbia una forte vocazione internazionale.

 

Torna anche la Sala Giornalismo, uno spazio formativo per giornalisti professionisti ed editori in cui potenziare le competenze in ambito digitale; la partecipazione, inoltre, dà diritto a crediti formativi. Ci saranno alcune sale nuove, tra queste Branding e Programmatic – tecnologia che permette uno scambio di spazi pubblicitari tra advertiser e publisher in modo automatizzato – che riflettono proprio due dei temi più caldi del momento.

A tal proposito, penso che queste due tematiche siano in grado di generare molto interesse e momenti di discussione tra gli stessi partecipanti. Di carne al fuoco ce n’è tanta e, mai come in questi casi, spazi e tempi non bastano mai per placare la sete di conoscenza.

Un tema emergente e un sempreverde del digital marketing

Se argomenti come la SEO e il Social Media Marketing sono entrati a far parte del gergo comune di chi lavora in campo digitale, ce ne sono tantissimi altri che potremmo definire emergenti e che in futuro avranno uno sviluppo importante. Tra questi, uno dei temi più dibattuti del momento e più rilevanti è la Web Analytics, grazie alla quale siamo in grado di comprendere e analizzare cosa fanno le persone e tracciarne le azioni.

Tutti i dati che riusciamo a ottenere da un approccio analitico al web, inoltre, ci forniscono informazioni chiave non solo sul comportamento degli utenti, ma anche sul nostro operato. Dove per nostro intendo che lavora in questo settore. Ciò permette, in ultima fase, di valutare le strategie, rivedere eventuali azioni, conoscere meglio i propri utenti e investire al meglio risorse e tempo.

Un altro tema tanto innovativo quanto attuale è il Digital Health, motivo per cui a breve lanceremo una sala che permetterà a operatori del mondo medico di partecipare ottenendo crediti formativi.

Quanto conta poter scegliere sale e argomenti durante l’evento?

Tantissimo! Anni fa, da studente, non riuscivo a capire il motivo per il quale dovevo star seduto ad ascoltare alcune lezioni che non avrebbero inciso in alcun modo sulla mia formazione. Vivevamo l’11 settembre e studiavamo per l’ennesima volta il Congresso di Vienna.

Il Festival consente di scegliere prima dell’evento il tema che verrà sviluppato nel programma. Attraverso dei form tutti possono indicare i temi che vorrebbero approfondire. In seguito, durante la due giorni, la molteplicità di sale permette poi di scegliere gli interventi preferiti e che si intendono seguire. Rientrati a casa è possibile poi vedere le videoregistrazioni di tutti gli interventi. Seguire questa linea di garantire la scelta ai partecipanti complica il lavoro organizzativo, ma ne vale la pena.

Le PMI puntano sul digitale? L’export incide sulla presa di coscienza?

Le PMI oggi puntano e credono sul digitale. Molte vanno alla conquista dei mercati esteri – e parleremo anche di questo al Festival – e ciò incide sulla consapevolezza e sull’utilità del digitale come strumento per la competitività delle imprese. Negli ultimi anni le aziende hanno vissuto e creato un processo di accelerazione che le ha avvicinate al digitale e all’export.

Molte hanno preso posizione e alcune lo stanno iniziando a fare probabilmente spinte dai loro clienti, più che da una naturale propensione verso l’innovazione. Altre hanno dato vita e guidato il processo di cambiamento. Tuttavia, i problemi continuano a permanere sia dal punto di vista istituzionale, sia per quanto riguarda l’infrastruttura.

La PMI costituisce il motore del nostro paese e creare le condizioni affinché sia in grado di operare in modo competitivo dovrebbe essere un caposaldo dei provvedimenti statali. Il gap con gli altri paesi si è assottigliato, ma non per merito delle istituzioni. Dobbiamo riconoscere che gli impegni e le preoccupazioni di chi fa impresa sono davvero tanti e cercare di essere in linea con il mercato non è semplice.

Chi si è lanciato tra le braccia del web e del digitale lo ha fatto spontaneamente o grazie all’opera di sensibilizzazione fatta da molti soggetti privati. Viviamo nel paese in cui l’ingegno e l’abilità imprenditoriale ha permesso di costruire autovetture che hanno fatto scuola in tutto il mondo e non siamo stati in grado di mettere in piedi una rete autostradale all’altezza.

Economia digitale e Export: un binomio che può incrementare il fatturato?

Sì. Tuttavia, come già accennato, devono esistere dei presupposti e delle condizioni affinché il binomio possa funzionare. Esistono casi di successo e ciò deve far da traino per chi vuole andare alla scoperta dei mercati esteri. Le PMI italiane hanno nel proprio DNA la scoperta di nuovi mercati, dovrebbero essere tuttavia agevolate affinché il binomio possa funzionare. Dal canto nostro non possiamo fare altro che rimboccarci le maniche, lavorare e creare dei momenti per far emergere esigenze che possano dare il via ad azioni concrete.

Limiti e risorse dell’impresa digitale

Rispetto alle infrastrutture digitali sta accadendo la medesima cosa: siamo in possesso di creatività, voglia di fare, spirito imprenditoriale e innovazione. Ma le condizioni in cui siamo costretti ad operare non sono all’altezza. Se è vero che bisogna riconoscere e accogliere il digitale come parte integrante della quotidianità e del lavoro di ogni azienda, è ancor più vero che per lanciarsi alla volta di mercati esteri le PMI dovrebbero essere agevolate e accompagnate in questo percorso.

Le imprese sono sole e il vuoto normativo e infrastrutturale più che favorire l’esportazione, incentiva al trasferimento in nuovi paesi: provare nuove esperienze oltre confine, investendo in luoghi che, a parità di condizioni, offrono maggiori opportunità. Detto questo, il Web Marketing Festival ha come obiettivo primario quello di sviluppare competenze digitali nel nostro Paese perché credo che è proprio da qui, dall’interno, che si debba partire non solo per salire a bordo del treno dell’innovazione, ma esserne la locomotiva in grado di viaggiare anche all’estero.

Perché un’azienda dovrebbe favorire la formazione?

Perché la formazione è il modo migliore per far uscire tutte le componenti di un’azienda dalla comfort zone. Le zone di comfort sono delle oasi che poco alla volta si trasformano in paludi che rischiano di divenire sabbie mobili. Bisogna puntare su esperienze formative che hanno alla base l’incontro con modi diversi di pensare. La vera sfida delle aziende – e quindi di tutte le persone che la compongono – è questa: uscire dalla propria zona di “sicurezza” e creare situazioni di difficoltà che portano alla crescita.

Danilo Polidori

Danilo Polidori, Online Media Manager e fondatore di MediaBuzz, inizia la sua giornata alle 6:00 am con una corsa di 50 minuti a Battersea Park durante la quale raccoglie idee ed energie per affrontare con positività la giornata. Crede con fermezza che lo sviluppo tecnologico e dell’economia digitale rappresenti l’occasione per internazionalizzare le eccellenze produttive del nostro paese e tornare grandi.

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