Fare impresa nel digitale: intervista a Raffaele Gaito

Fare impresa nel digitale: intervista a Raffaele Gaito

Raffaele Gaito

32 anni. Salernitano. Imprenditore digitale, blogger, public speaker. In segreto mi alleno per diventare Batman. Da ragazzino ho attraversato tre fasi diverse di cosa-vuoi-fare-da-grande. C’è stata la fase “scienziato”, poi la fase “inventore” e poi quella “scrittore”. Mi piace pensare che il web mi abbia permesso di fare tutte e tre.

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Cosa significa essere imprenditore secondo te? Ti lascio la mia opinione: rischiare, puntare su un terreno che non ha sicurezze. Ma che al tempo stesso ti consente di amplificare i profitti. Magari per raggiungere quel tanto cercato Oceano Blu.

Andare oltre. Toccare punti che gli altri, nel tuo settore, non hanno avuto il coraggio o la possibilità di affrontare. Questo è un buon modo di intendere il concetto di imprenditore. Anche nel mondo digitale? Beh, in questo caso preferisco chiedere a chi conosce l’ambiente meglio di me. Tipo a Raffaele Gaito [twitter.com/duplikey].

Chi sei e di cosa ti occupi?

Sono Raffaele Gaito, imprenditore digitale e blogger. Ho iniziato a bloggare quando avevo 15 anni e a fare impresa da quando ne avevo 20. Negli ultimi anni, accanto ai progetti personali, ho iniziato a dare sempre più spazio alla consulenza e alla formazione che al momento sono le mie attività principali.

Poi scrivo. Tanto. Su diversi argomenti e blog, sia per me che per altri. Spazio dal mondo del business online e delle startup a quello del marketing e della comunicazione.

Racconta ai lettori come hai iniziato

Ho iniziato ai tempi dell’università. Per pagarmi gli studi, come molti informatici, mi sono buttato nel favoloso mondo dei siti web. Molti hotel della Costiera Amalfitana avevano il sito web (e relativo gestionale) fatto da me e i miei soci dell’epoca.

Qualche anno dopo ho avviato un’altra azienda spostando l’attenzione sui software B2B nel cloud, ma eravamo avanti per il tipo di clientela a cui ci stavamo rivolgendo.

Degli amici mi coinvolsero nel progetto FaceYourManga che, prima del boom dei social network, raggiunse numeri da capogiro (circa 10 milioni di utenti in tutto il mondo). Questo evento ci “accese la lampadina” sul fare un tipo di impresa diversa, con target internazionale e focus di crescita importante.

Così è nata Mangatar, una startup focalizzata sullo sviluppo di videogiochi per smartphone che – tra decine di premi vinti in Italia e all’estero, dopo investimenti ricevuti per più di un milione e mezzo – si è fatta notare nel panorama italiano e non.

Ultime evoluzioni?

Sono uno che non riesce a stare fermo per troppo tempo. In questi ultimi anni ho lanciato, parallelamente alla mia azienda, diversi progetti personali (adoro sperimentare) finendo sui più importanti siti tech italiani e americani.

Poi è arrivato il momento di spiccare il volo da solo. Qualche tempo fa ho rinunciato al ruolo operativo nella mia startup per dedicarmi a tempo pieno alle attività di consulenza e formazione. Ora lavoro fianco a fianco con le startup aiutandole sia su aspetti di prodotto che di comunicazione. Qualcuno lo chiama Growth Hacking, ma forse è un parolone un po’ troppo abusato.

Come inizia la tua giornata?

Da qualche tempo con la palestra. Ho provato a spostare l’attività fisica dalla pausa pranzo alla mattina e devo dire che mi sta piacendo. Colazione, un’ora di crossfit e poi si parte con il primo pomodoro. Sì, utilizzo la tecnica pomodoro per la gestione del mio tempo: 25 minuti di task e 5 minuti di pausa.

Sono un forte sostenitore della scuola di pensiero che dice di iniziare la giornata con un task per te stesso e non per terzi. Quindi faccio prima qualcosa per me (scrivo un post, produco un contenuto, studio qualcosa) e poi passo ai miei clienti.

 Ti definisci imprenditore o freelance?

In questo momento sono in una fase ibrida dove non voglio essere etichettato né come startupper né come freelance. Certe parole diventano così abusate da avere quasi una connotazione negativa.

Se proprio devo descrivermi lo faccio dicendo che sono un imprenditore, un consulente e un blogger: dipende in quale momento della giornata mi incontri 🙂

Cosa significa imprenditore digitale?

Fare impresa nel mondo del digitale, utilizzando le tecnologie digitali. È una definizione volutamente generica perché non è basata su uno specifico prodotto o servizio, ma sull’utilizzo di determinate tecnologie. E, volendo, approcci specifici.

Nel mio caso significa che tutto quello che fai riguarda il mondo del digitale.

Per farti un esempio, sono molto preso dal mondo della formazione negli ultimi tempi e dopo qualche esperienza dal vivo ho voluto sperimentare la formula online. Ho contattato degli amici che hanno una piattaforma di questo tipo e abbiamo registrato un paio di corsi, il primo dei quali (sull’uso di LinkedIn) è andato online proprio qualche giorno fa.

Startup: risorsa o buco nero della speculazione?

Lo chiedi a uno che nel mondo startup ci vive immerso fino al collo da anni ormai, ma che non ha peli sulla lingua quando si deve criticare l’ecosistema.

La realtà italiana ha entrambi gli aspetti: ci sono molti ragazzi in gamba che stanno producendo valore (leggi fatturano e assumono) così come ci sono tanti fuffaroli che hanno adocchiato l’opportunità e si sono fiondati sul mondo delle startup.

Credo che non sia un problema legato solo alle startup. Questo è l’hype del momento e quindi, essendo sotto i riflettori, ce ne accorgiamo di più. La soluzione: tenere gli occhi aperti, studiare e informarsi. Quelli in gamba li riconosci subito, così come gli spara-fuffa li scopri appena aprono bocca.

Come hai superato le diffidenze iniziali?

Ti posso rispondere con un termine dialettale delle mie zone? Con la cazzimma!

Dalle mie parti la cazzimma ha un’interpretazione negativa e una positiva. Io uso quella positiva per rispondere a domande come queste perché racchiude il concetto che voglio esprimere.

Le diffidenze le superi guardando avanti, filtrando i commenti che ti arrivano dall’esterno, concentrandoti sul prodotto e sull’obiettivo, non lasciando spazio ai fuffaroli, ai vampiri e ai cagacazzi.

Più ti remano contro e tu più ti concentri e ottieni risultati. Questa è la cazzimma, quella buona, che ti aiuta a superare i momenti di difficoltà.

La comunicazione aziendale nel mercato online?

Dipende molto dal tipo di azienda. Nel mio caso, affiancando quasi esclusivamente startup e PMI, punto su una comunicazione diversa da quella che può essere fatta da una grossa corporation.

Poi dipende molto anche dal tipo di prodotto e dai canali dove lo stai comunicando. Se uno studio di commercialisti vuole una mano a comunicare su LinkedIn non gli propongo le stesse soluzioni di una startup che fa magliette nerd e vende su Instagram.

Ho preso due casi estremi per rendere l’idea del fatto che non esistono soluzioni definitive e applicabili in tutti i casi. Anzi, se qualcuno vi dice il contrario diffidate.

L’economia digitale può aiutare i nostri imprenditori?

Sì ma bisogna saperla comprendere, interpretare e sfruttare.

Questo consiglio è valido soprattutto per gli imprenditori della vecchia scuola che si fanno prendere dal “digital entusiasmo”, pensando che una pagina Facebook o un account Snapchat risolverà tutti i problemi.

Negli ultimi anni ne abbiamo visti tanti di flop clamorosi, dove grossi brand si sono dati la zappa sui piedi in contesti digitali che non comprendevano appieno.

Da questo punto di vista si può imparare tanto dalle startup italiane. Senza citare i soliti nomi (tipo Yoox), penso ad alcune startup nate negli ultimi anni nel Belpaese con un target internazionale dal giorno uno: Musixmatch, Iubenda, Wiman, AdEspresso, ClickMeter sono i primi nomi che mi vengono in mente.

Un consiglio ai futuri imprenditori digitali?

Imprenditori non ci si improvvisa. Ci sono pro e contro e potrebbe essere più dura di quello che pensate. Anzi, lo sarà sicuramente. Fare impresa non è la soluzione universale e non tutti sono nati per fare gli imprenditori. È importante capirlo bene prima di lanciarsi in un’avventura che potrebbe essere tutt’altro che divertente e piacevole.

Danilo Polidori

Danilo Polidori, Online Media Manager e fondatore di MediaBuzz, inizia la sua giornata alle 6:00 am con una corsa di 50 minuti a Battersea Park durante la quale raccoglie idee ed energie per affrontare con positività la giornata. Crede con fermezza che lo sviluppo tecnologico e dell’economia digitale rappresenti l’occasione per internazionalizzare le eccellenze produttive del nostro paese e tornare grandi.

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