Essere blogger non basta

Essere blogger non basta

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O almeno non basta più – oggi, nel 2014 –  essere blogger nel senso classico del termine. In passato tutto si basava sulla scrittura, sulla pura e semplice capacità di elaborare testi.

D’altro canto questo è il ruolo del blogger, giusto? Scrivere, incastonare consonanti e vocali in una pagina o in un articolo per dare forma a un progetto. Per riempire il vuoto.

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La vita del blogger – Fonte

Nell’immaginario collettivo è ancora così. Il blogger scrive e pubblica i contenuti. Ma questa è solo la fase finale del suo lavoro. Oggi la scrittura, la capacità di articolare periodi in modo più o meno ordinati, è solo una delle caratteristiche del blogger.

Non basta creare contenuti per ottenere un blog valido. Non basta per i lettori che hanno sempre maggior scelta ed esigenze più specifiche, e non basta neanche ai motori di ricerca.

Blogging e social

Pensa alla gestione dei commenti: il tuo blog è solo una piattaforma per postare contenuti o un luogo di discussione? Chi ha creato un contenuto è anche in grado di stimolare la conversazione?

Magari è anche capace di creare engagement sui social, di leggerne le statistiche e di risollevare l’azienda da un epic fail? Inutile basarsi solo sul posizionamento, sui risultati di Google.

I lettori ti seguono e ti trovano anche attraverso Twitter, Google Plus e Facebook: tu devi essere in grado di presentarsi nel migliore dei modi.

Ma devi anche interagire, rispondere ai commenti e magari alle critiche. La fusione dei risultati di Google con l’universo G+, ad esempio, ha reso imprescindibile una pianificazione dei contenuti e delle interazioni su questa piattaforma.

Blogging e scrittura

L’essere blogger abbraccia competenze che riguardano solo di sfuggita la scrittura. Sì, non ho paura di sottolineare questo punto. La scrittura è importante ma è solo un tassello del puzzle.

Da un punto di vista aziendale il blogging si interfaccia con i reparti di customer care: è indispensabile conoscere le domande dei tuoi ieri per creare grandi contenuti.

Ovviamente a tutto questo si affianca un ottimo lavoro dedicato alla seo, agli strumenti di Analytics e all’usabilità dei siti web. Tu invece credi ancora che il blogging riguardi solo la scrittura?

La tua opinione

Credi che si debba fondere con content marketing team equilibrato o che possa fare tutto da solo? Approfondiamo insieme questo argomento nei commenti.

Riccardo Esposito

Riccardo Esposito, blogger per MediaBuzz. Si occupa di scrittura online dal 2008: ha iniziato in agenzia e ora passa 14 ore al giorno davanti al monitor del suo iMac. Il suo blog personale: My Social Web

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4 Comments

  1. Beh, non saprei se serve affiancarlo ad un team del genere in quanto la sua stessa figura di blogger dovrebbe essere in grado di collezionare ed analizzare contenuti che sono un’altra delle basi che danno successo al suo lavoro. Ovviamente contenuti interessanti per il suo target.

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    • Ciao Alessandro,

      Potrebbe essere così, ma quando ti trovi in una grande situazione corporate? Quando i dati in arrivo sono qualitativamente e quantitativamente difficili da integrare?

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  2. Ciao Riccardo,
    come tu ben sai quando affronto un progetto lo faccio davvero a 360 gradi e studio una strategia che tocca on-line e offline.
    Io penso che non si possa pensare semplicemente di poter scrivere un bell’articolo e che il gioco finisce lì. No, è come hai detto tu bisogna mettersi in gioco, socializzare ed essere in qualche modo utili.
    Il customer care per le aziende è diventato imprescindibile a partire dalla risposta efficiente e veloce al telefono, tanto quanto lo deve essere sui social e on-line.
    Confrontarsi e portare avanti la comunicazione a 2 vie è la strada verso il successo. Spero che sempre più aziende si aprano alla vera comunicazione e decidano di affidarsi ai professionisti: quelli che vogliono il bene del brand!
    Grazie per il tuo articolo

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    • Ciao Francesca, grazie a te per aver integrato nel miglior modo possibile il post!

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