Vuoi evitare l’epic fail? Ecco i controlli che devi fare prima di pubblicare

Vuoi evitare l’epic fail? Ecco i controlli che devi fare prima di pubblicare
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Il mondo dei social epic fail è fantastico: puoi trovare decine di casi che fanno da manuale per evitare di commettere gli stessi errori. Eppure i grandi brand ricadono sempre nelle stesse dinamiche. Ci vorrebbe una vera e propria scuola per gestire epic fail e contenuti, non credi? Sarebbe un successo.

Questo è un problema che riguarda molte aziende. Ho parlato con un responsabile social di un brand importante e ho chiesto: “Ma perché succedono queste cose, come mai i grandi marchi che dovrebbero avere i migliori professionisti cadono in errori così banali?”. 

Risposta illuminante: troppi passaggi decisionali. Spesso il buon senso si perde tra i cavilli e le approvazioni dei reparti, si infrange contro le forzature di chi ha il potere decisionale. Questo non giustifica un atteggiamento passivo: ecco 5 controlli che devi fare sempre per gestire epic fail e contenuti sul nascere.

Per approfondire: tutto quello che devi sapere sull’influencer marketing

Assicurati che non ci siano errori nel contenuto

Il primo controllo che devi fare sui contenuti: ci sono errori da correggere nel testo? Quante volte si pubblicano testi con errori di grammatica in bella vista, o magari con refusi e strafalcioni. Beh, capita a tutti. Sono il primo ad ammettere e giustificare chi è preda dei tempi stretti e deve lanciare l’ultimo post con anticipo minimo. Sai, il mondo dei social media marketer è stressante.

social media fail e contenuti

Errori di Photoshop – Fonte immagine

Capita. Ma puoi dedicare un minimo di attenzione per fare un rapido controllo ed evitare grane. Perché basta un attimo per risolvere il problema, e questo vale per il copy e per il visual.

Quanti errori con Photoshop sono diventati virali? Ecco un esempio in alto: non hai tempo per un controllo completo del materiale e rischi di mettere online cose del genere. O, peggio ancora, di mandare in stampa campagne pubblicitarie, costate migliaia di euro, con una falla impossibile da ignorare.

Il testo o l’immagine: hai citato l’autore reale?

Il classico errore che può fare la differenza: chi ha detto ciò che stai postando avanti con tanta sicurezza? Elenchi numeri, citazioni, statistiche, dati. Ma da dove arriva tutto questo? Hai citato la fonte? Perfetto, ma hai usato quella giusta? Qui si nasconde la combinazione infelice tra epic fail e contenuti.

Il gioco delle citazioni è semplice: devi usare quella più autorevole. O quella che ha dato vita alla notizia. Non devi accontentarti di quella che riporta la voce, sentita in giro e che però non è proprio confermata. Il controllo della fonte fa parte dei tuoi doveri. Perché qualcuno potrebbe chiederti la provenienza delle informazioni e tu devi essere in grado di rispondere, senza scaricare la colpa su quello che hai sentito dire.

Il marketing che stai facendo è veramente etico?

Non si contano più, ormai, i social media fail che hanno preso il via a causa di un tentativo sbilenco di fare marketing attraverso procedure poco etiche. O magari al limite della decenza. Succede spesso in concomitanza di eventi drammatici o intorno a situazioni difficili, quando c’è grande attenzione sui social.

Ma anche una serie di emozioni forti che non sono facili da incanalare e decifrare. Le aziende (piccole e grandi) che vogliono cavalcare a tutti i costi queste dinamiche rischiano di diventare bersaglio di critiche.

Sarebbe difficile citare qui i brand che in occasione del terremoto consigliavano di prenotare vacanze all’estero, prenotare il ristorante per scongiurare la paura o altre soluzioni poco indicate.

marketing etico

Il caso più famoso resta quello di Microsoft: attraverso l’account Twitter di Bing, infatti, volevano donare un dollaro per ogni retweet del messaggio. Spesso si vuole provare la carta della particolarità, si tenta di essere virali a tutti i costi perché si fissano degli obiettivi impossibili da raggiungere con il duro lavoro.

Le persone capiranno l’ironia dei tuoi contenuti?

Un altro aspetto decisivo quando stai lavorando a una campagna di social media marketing e ti chiedono qualche risultato in più. Di solito questo passaggio si trasforma in potenziale fonte di crisi quando, dall’alto, premono sui numeri: like, commenti, engagement, interazioni. A questo punto sei disposto a fare di tutto pur di raggiungere l’obiettivo, anche a camminare su percorsi fatti di un’ironia che sfiora l’offesa.

Forse tu non la vedi così, ma altre persone la pensano diversamente. La maggior parte dei social media fail si basa su questo: la mancanza di un punto di vista alternativo, non legato alla propria opinione.

Devi essere in grado di lavorare con un’ironia leale e delicata, non offensiva. Forse meno efficace. Ma questo può essere la chiave per evitare il dramma. Assicurati che il tuo lavoro non offenda minoranze, gruppi etnici e generi: a volte il luogo comune diventa uno stigma, e quindi un’offesa.

In questi casi è importante avere un team dalla tua parte. Quando parte una campagna tutto diventa difficile da gestire, ma prima puoi chiedere a colleghi e superiori di approvare il lavoro. Punti di vista e occhi differenti ti aiutano a evitare problemi.

Il messaggio è realistico o stai vendendo fuffa?

Le persone non si fidano dei venditori di aria fritta. Devi essere rispettoso e devi comunicare le leve giuste per fare marketing. Pensa ai numeri: sai bene che la scientificità aiuta a dare forza al messaggio.

Questo significa che puoi inventare dati e statistiche roboanti per fare colpo su chi ti legge? Cosa succede se qualcuno ha fatto i compiti a casa e può smentire in pubblica piazza la tua versione?

social media fail

Secondo Sprout Social è la disonestà il motivo che spinge le persone ad abbandonare un brand. Un servizio clienti manchevole ha seguito la percentuale principale con il 59%.

Il 57% dei consumatori ha menzionato la maleducazione e il 45% ha dichiarato che tutto ruota intorno alla cattiva esperienza con il prodotto. Interessante notare, però, che questo punto si trovi solo al primo posto: la qualità di ciò che si acquista è meno importante di una comunicazione onesta e cristallina.

Ecco perché un controllo prima di andare online diventa essenziale: quante volte ti sei trovato di fronte ai nuovi strilloni digitali con forti dubbi sull’onestà delle affermazioni messe in campo?

Da leggere: cos’è e come creare un blog aziendale

Epic fail e contenuti: quali sono i tuoi controlli?

Questi sono i check che, dal mio punto di vista, sono indispensabili quando si affronta il rapporto tra epic fail e contenuti. In realtà è questa la causa che ti spinge a diventare un possibile bersaglio per i detrattori del tuo brand: la mancata attenzione verso i controlli di base. Basta poco per ottenere buoni risultati. O per evitare il tracollo. Sei d’accordo? Hai altre opinioni sul tema? Lascia tutto nei commenti.

Riccardo Esposito

Riccardo Esposito, blogger per MediaBuzz. Si occupa di scrittura online dal 2008: ha iniziato in agenzia e ora passa 14 ore al giorno davanti al monitor del suo iMac. Il suo blog personale: My Social Web

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