E-commerce e influencer marketing: vuoi migliorare gli acquisti online?

E-commerce e influencer marketing: vuoi migliorare gli acquisti online?
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In uno degli ultimi consigli un lettore ha giustamente esposto un dubbio: ecommerce e influencer marketing possono unirsi? Con quali vantaggi? Volevo rispondere di getto ma ho pensato di affrontare il tema nel miglior modo possibile. Ovvero scrivendo un articolo, definendo con cura una serie di elementi.

Elementi necessari per affrontare il tema. L’influencer marketing può fare la differenza e rientra nelle tecniche di inbound marketing che ti consentono di farti trovare nel momento in cui i contatti hanno bisogno di te. Molti vedono come unica soluzione il blog, ma non è così: gli strumenti sono diversi.

E hai bisogno di tutte le alternative quando punti sulla vendita online. Ecommerce e influencer marketing possono diventare due facce della stessa medaglia. Puoi trovare individui in grado di mettere in evidenza prodotti e servizi, ma recuperando sempre i principi essenziali per una buona azione di web marketing.

Da leggere: come scegliere gli influencer

In fase di acquisto gli influencer vincono

Questo è il primo punto da prendere in considerazione quando decidi cosa fare del rapporto tra ecommerce e influencer marketing. La domanda è chiara: serve veramente? Sembra di sì.

Diverse ricerche sottolineano l’importanza del contributo di chi ti fidi nel processo degli acquisti. Nel 2012 il gruppo Nielsen sottolinea questo: “Ninety-two percent of consumers around the world say they trust earned media, such as word-of-mouth and recommendations from friends and family, above all other forms of advertising”.

Il 92% dei consumatori ascolta ciò che dicono amici e familiari rispetto agli acquisti. Il concetto non cambia, gli acquirenti cercano informazioni e confronto nel momento in cui devono prendere una scelta economica. Vogliono procedere su binari sicuri, come hanno sempre fatto. Avveniva così prima del digitale e succede oggi dove le relazioni sono molto più fluide. Soprattutto distanti dal modello familiare.

Oggi non mi accontento del parere del mio amico d’infanzia o di un parente stretto, loro non possono consigliarmi su tutto. Però ci sono gli influencer per questo, persone in grado di conquistare l’attenzione e di creare un legame di fiducia. Vuoi usare queste figure nel tuo progetto di ecommerce?

Devi scegliere l’influencer in base a tre parametri

Per scegliere un influencer bisogna fare un’attenta ricerca di outreach, bisogna valutare i nomi utili per un progetto e sfruttarle sulla piattaforma che riescono a dominare con maggior forza. C’è chi opera bene su YouTube, chi si mette in mostra su Instagram e chi ha un blog veramente efficace e degno di essere presieduto dal tuo brand. Come devi procedere?

  1. Rilevanza.
  2. Engagement.
  3. Numeri totali.

Questi sono i passaggi indispensabili per scegliere un influencer, o almeno per fare in modo che siano valutati gli aspetti essenziali. Da un lato hai la quantità dei follower o delle visite, il dato che indica il volume generale del tuo influencer. Questo passaggio però è inutile, non puoi ridurre tutto a questo: devi contestualizzare. Quindi hai bisogno della rilevanza: questo influencer si lega al tuo tema?

Sarebbe del tutto inutile avere un influencer legato al mondo della cucina se vuoi promuovere i tuoi articoli legati agli sport estremi. O meglio, puoi farlo ma i risultati sono incerti. Il pubblico non riconosce il nome e non lo lega a qualcosa di concreto. E di valore. Non puoi rinunciare a questo punto: l’influencer deve essere rilevante per il tuo progetto. Non può essere scelto solo per i numeri.

Mai dimenticare il coinvolgimento del pubblico

Step successivo: engagement, ovvero coinvolgimento. Il successo di un influencer è dato dal contesto, dalla rilevanza e dai numeri totali. Però se alla base di questo progetto non c’è una sfumatura importante.

Devi fidarsi dell’influencer che vuoi contattare. Non ti serve un account Instagram con tanti follower e zero interazione. Le persone devono partecipare alla vita editoriale del contatto selezionato. Questi sono i passaggi chiave da mettere in evidenza nella tua strategia di influencer marketing.

Preparati a investire nell’influencer marketing

Il grande errore: pensare che tutto questo sia gratuito, o comunque a un prezzo abbordabile. In realtà tutto dipende dalla tua idea, dal tuo concetto di dispendioso o economico. E dal progetto che vuoi mettere in campo. Però un passo è chiaro: gli influencer si fanno pagare e anche tanto. Ecco un grafico preso dal Bloomberg.com. Guarda che numeri riescono a portare a casa gli influencer.

quanto costa un influencer

Prezzi interessanti, vero? Ma questo è il vantaggio di essere un buon influencer. Sono uguali in Italia? Dipende dalle circostanze, ma un punto è chiaro: non puoi gestire una campagna di influencer marketing con quattro denari. Oltre a pagare gli influencer (che devono mettere in evidenza la natura economica della relazione con il tuo e-commerce) devi considerare i costi di gestione della strategia.

Un influencer professionista dà una serie di garanzie qualitative in cambio alla somma ricevuta. In primo luogo dovrebbe avere un media kit. Ovvero un documento utile per capire le sue possibilità, i numeri di analytics e il target di riferimento. Magari anche una descrizione dei lavori svolti in passato con una serie report. Non devono essere per forza dati pubblici.

Il rapporto tra ecommerce e influencer non è semplice da intercettare e decifrare. A volte non è solo una questione di prezzo: dipende tutto da ciò che stai vendendo e dalle persone che vuoi raggiungere per ottenere il risultato. Ad esempio, lo sai che ci sono anche i micro-influencer da contattare e verificare? A volte è qui che si trova la risposta per le tue necessità.

Valuta anche i micro-influencer

Questo è un punto essenziale: non farti ingannare dai numeri. Devi valutare la qualità e la quantità dei follower, delle visite, dei Fan. Ma soprattutto devi capire qual è l’ambito di riferimento.

A cosa conducono questi influencer? Spesso quello che fa la differenza per un piccolo e-commerce è la capacità di raggiungere una nicchia. Un settore ben specifico. Per questo si parla di micro-influencer: persone che riescono ad avere grande credibilità in un settore. E che magari hanno numeri molto bassi in termini assoluti, però il valore della loro parola è impossibile da contestare.

Le regole d’ingaggio sono simili, però in qualche modo è ancora più difficile interagire con i micro-influencer. Il lavoro di blogger outreach diventa arduo e spesso sono persone che non conoscono gli approcci professionali all’influencer marketing e hanno sempre operato in contesti amatoriali. Però è questo il vantaggio di avere dalla propria parte un micro-influencer di buona caratura.

Per approfondire: quando investire nell’influencer marketing

Ecommerce e influencer marketing: la tua opinione

Qui trovi le mie riflessioni sull’argomento, sul rapporto tra ecommerce e influencer marketing: una relazione virtuosa che però deve essere gestita con cura se vuoi portare a termine campagne virtuose.

Vendere prodotti online grazie alle testimonianze degli influencer, anche micro-influencer, può essere la chiave necessaria per avere successo. Senza però cadere nell’advertising non rintracciato e nei branded content che non rispettano le regole. Sei d’accordo? Lascia la tua opinione nei commenti.

Riccardo Esposito

Riccardo Esposito, blogger per MediaBuzz. Si occupa di scrittura online dal 2008: ha iniziato in agenzia e ora passa 14 ore al giorno davanti al monitor del suo iMac. Il suo blog personale: My Social Web

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