Digital divide in Italia: il sud supera il nord?

Digital divide in Italia: il sud supera il nord?
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Ormai sappiamo qual è la reale situazione in Italia. Il digital divide che spacca l’Europa ci vede in una situazione di perenne rincorsa nei confronti delle altre nazioni. La digitalizzazione in Italia resta un miraggio, e questo vale nel settore scolastico ma anche nella pubblica amministrazione.

Questa è la realtà dei fatti. Colpa delle infrastrutture, colpa della banda larga. Ma colpa anche di una mentalità che non vuole cambiare. O che ha grandi difficoltà ad accettare il cambiamento, un po’ per tenere fede a quella tradizione gattopardesca per cui “tutto deve cambiare affinché nulla cambi”.

Digital divide in Italia: il sud supera il nord?

In parte lo confessa anche Elio Catania, presidente di Confindustria digitale, quando a Repubblica.it confessa che l’Italia ha avuto paura di internet. Continua così: “La rete non è tecnologia di conservazione, chiede di rimettersi in gioco. Per dare il meglio di sé vuole innovazioni radicali nei processi, nell’organizzazione, nelle competenze. Hanno prevalso le resistenze”.

Ecco, hanno prevalso le resistenze. Ma adesso è arrivato il momento di cambiare, giusto?

Come procede l’agenda digitale?

L’agenda digitale italiana viene periodicamente rimpinguata e alimentata da speranze, promesse, obiettivi da raggiungere. Nel frattempo i dati sono sempre gli stessi, non cambiano da un giorno all’altro:

  1. Siamo al 27esimo posto in Europa nel campo dell’e-government.
  2. Il 34% della popolazione italiana non ha mai utilizzato internet.
  3. Le scuole digitali sono solo 38 in tutta Italia.
  4. Il 50% delle famiglie italiane paga una ADSL (in UK l’83%).

Anche nel settore e-commerce c’è tanto da fare. I dati parlano di un trend positivo, di una nazione che continua a investire in questo settore. Soprattutto in una popolazione che prende fiducia con lo strumento e-commerce. Ma la verità è che c’è ancora tanto da fare, e che siamo ancora una volta fanalino di coda dell’Europa.

Perché tutto questo?

Secondo il Corriere della Sera, questo ritardo così ampio (paragonabile a tre anni) è dovuto soprattutto alla grande prudenza degli operatori telefonici. Le spese sono tante, i ritorni non garantiti, e come sempre le imprese non vogliono rischiare capitali in progetti incerti. Ecco perché il governo, con il decreto Sblocca Italia, ha indirizzato dei finanziamenti importanti:

2,4 miliardi di euro di fondi comunitari Fesr e Feasr più 4 miliardi di fondi coesione e sviluppo del governo, cui vanno aggiunti i 2 miliardi di investimenti privati degli operatori, comunicati al ministero dello sviluppo economico (…) un credito d’imposta per le infrastrutture a banda ultralarga fino a un massimo del 50% degli investimenti degli operatori (l’esatta percentuale, 40% o 50%, dipenderà dalla quantità delle richieste).

Non male. La previsione è questa: rientrare nei ranghi individuati dall’Europa entro il 2020 grazie a finanziamenti che arrivano a 8,4 miliardi di euro. Una cifra interessante che però, come sostiene sempre il Corriere, dovrebbe essere distribuita in modo diseguale in Italia.

Le zone bianche

La maggior parte (6,4 miliardi) degli investimenti riguarda la spesa pubblica, una spesa che deve tutelare le aree più bisognose. E dato che le zone bianche  – ovvero quelle in totale assenza di cablaggio – sono prevalentemente al sud, si presuppone che la maggior parte dei vantaggi saranno indirizzati verso queste regioni.

Digital divide in Italia: il sud supera il nord?

Questo significa che, in un quadro puramente teorico (anche se qualche anno fa si parlava già di sud più performante del nord), nel 2020 si potrebbe avere un meridione più veloce del settentrione. Una sorta di rivincita delle zone più depresse della nostra nazione che potrebbe fare da volano per recuperare un gap che si trascina da decenni.

La tua opinione

Personalmente credo che questa sia una previsione possibile, ma che in realtà potrebbe fare solo da traino per quello che deve essere l’obiettivo finale: raggiungere uno sviluppo omogeneo per recuperare il divario con le altre potenze europee. Uno sviluppo che, come puoi ben vedere dalla cartina in alto, per ora è ancora lontano. L’obiettivo ultimo: permettere a tutti i cittadini di navigare con una banda in grado di migliorare veramente la vita dei cittadini, prima ancora delle persone.

Sei d’accordo?

Fonte immagine 

Riccardo Esposito

Riccardo Esposito, blogger per MediaBuzz. Si occupa di scrittura online dal 2008: ha iniziato in agenzia e ora passa 14 ore al giorno davanti al monitor del suo iMac. Il suo blog personale: My Social Web

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