Digital Life Coach: intervista a Giuseppe Noschese

Digital Life Coach: intervista a Giuseppe Noschese

Giuseppe Noschese

Digital Life Coach specializzato in consulenza strategica alle imprese e-commerce. In sinergia con i reparti dell’azienda definisce gli obiettivi, forma il team e guida il vostro e-commerce al successo.

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Quando il gioco si fa duro i duri iniziano a giocare. Mi sembra questo un buon modo per annunciare il Digital Life Coach, una figura che oggi inizia a guadagnare spazio tra le aziende che decidono di investire nel mondo digitale. E magari vogliono aprire un e-commerce per vendere online.

Sì, ma cosa? E come? Oggi c’è bisogno di persone in grado di analizzare i processi interni e valutare l’operato della tua attività. Detto in altre parole, c’è bisogno di una persona che si occupi della tua attività online. E della tua vita digitale. Un profilo utile per osservare tutto questo? Propongo Giuseppe Noschese di www.clickeweb.com.

Chi sei e di cosa ti occupi?

Ciao, la risposta sintetica è: mi chiamo Giuseppe Noschese e sono un Digital Life Coach! Ma poiché è sempre difficile racchiudere in due parole se stessi, ecco qualche informazione in più su di me.

Nasco come programmatore, laureato in Informatica, e a 5 anni avevo già il mio primo pc, a testimonianza del fatto che la tecnologia e l’innovazione digitale mi hanno sempre affascinato. Ho gestito la mia Web Agency per diversi anni, prima di diventare Digital Life Coach e posso dire che è stata un’esperienza altamente formativa.

Due anni fa, nel 2015, sono diventato PrestaShop Ambassador assumendo l’impegno di aiutare le aziende sul territorio ad avvicinarsi alla vendita online e l’anno successivo, Associate Partner di yourDIGITAL, un network europeo di Digital Transformation Manager con l’obiettivo di affiancare le imprese nel processo di digitalizzazione. Oggi mi occupo a tempo pieno di consulenza e formazione per le aziende e sono specializzato in consulenza nel settore e-commerce.

Cosa significa lavorare come digital life coach?

Digital Life Coach è ormai uno state of mind per me! Essere un allenatore di vita digitale vuol dire essere flessibile e versatile, comprendere le esigenze delle aziende e affiancarle nel percorso di “Digital Transformation”, proprio come un personal trainer.

Molte delle aziende del nostro tempo restano fedeli al proprio modello di business iniziale, senza considerare i notevoli miglioramenti che il digitale potrebbe apportare alla loro attività. Così facendo, però, restano travolte da questa grande onda del cambiamento e surclassate dai competitor.

Ti faccio un esempio. Ricordi Blockbuster? È una delle tante aziende che, purtroppo, non è stata in grado di innovare ed è stata letteralmente spazzata via da Netflix, che ha introdotto lo stesso servizio, ma con un modello di business scalabile, capace di migliorare l’esperienza di acquisto del cliente.

Solitamente, presento la mia figura associandola al ruolo dello Chef Cannavacciuolo in “Cucine da incubo”, il modo più semplice e simpatico per spiegare quello che faccio 🙂 Proprio come lo Chef, io entro nelle aziende, osservo, analizzo e ottimizzo i processi interni, eliminando le criticità ed elaborando strategie, principalmente digitali, ma non solo, per migliorare il loro rendimento.

Lavorare come Digital Life Coach significa proprio questo: insegnare alle aziende come percepire il cambiamento e quali sono gli strumenti e le strategie digitali da adottare per crescere il loro business.

Gli imprenditori sono pronti per l’e-commerce?

Gli imprenditori sono sicuramente consapevoli che devono fare qualcosa per evitare che la loro azienda subisca passivamente i cambiamenti introdotti dal digitale fino a scomparire e diventare la prossima “Blockbuster”, superata dai competitor.

E, sebbene l’Italia sia ancora molto indietro rispetto al panorama europeo e internazionale, negli ultimi anni sono sempre di più gli imprenditori che si avvicinano al mondo e-commerce con grande interesse. Lo dimostra la forte partecipazione ad eventi online e offline, come Ecommerce Hub (di cui sono coFounder), che ogni anno raccoglie sempre più aziende interessate ad approfondire il tema e-commerce.

D’altra parte, non si può dire che vi sia consapevolezza di cosa significa affrontare la vendita online a 360°. Spesso, infatti, l’approccio è approssimativo, grossolano, superficiale, privo di una strategia, elemento necessario per portare avanti un e-commerce e renderlo redditizio. Secondo la mia esperienza, gli imprenditori sono troppo concentrati sulla scelta della piattaforma, che, in realtà, è soltanto uno dei tanti tasselli che compongono l’e-commerce.

Prima di intraprendere un progetto di vendita online occorre analizzare, formare e informare; l’imprenditore, grazie all’affiancamento di una figura strategica con esperienza, deve conoscere ogni aspetto del progetto ed essere messo in condizioni poter operare le scelte più giuste secondo il suo business, solo così l’e-commerce avrà successo.

Cosa significa per un’azienda vendere online?

Ti dico prima cosa non significa vendere online: vendere online non significa pubblicare un sito e attendere che arrivino le vendite, non significa soldi facili. L’e-commerce è una vera e propria impresa, assimilabile ad un negozio tradizionale, e come tale richiede tempo, risorse e investimenti per portare risultati.

Vendere online significa cogliere l’opportunità di rivolgersi a nuovi mercati e far conoscere il proprio brand in contesti diversi, più ampi, anche internazionali. Online, infatti, il prodotto può essere percepito in maniera diversa, ciò che offline fatica a essere venduto, online potrebbe intercettare e soddisfare la richiesta di una nicchia di persone fisicamente lontane.

Vendere online, però, vuol dire anche pensare e gestire la vendita in maniera totalmente diversa rispetto al passato e i canali tradizionali. Negli ultimi anni, infatti, ho avuto la fortuna di seguire tante aziende e ho verificato che chi possiede un’azienda con punti vendita fisici e canali di distribuzione offline ha maggiori difficoltà nel far crescere la propria attività online rispetto a chi decide di avviare ex novo un progetto di vendita online.

Questo conferma ciò che dicevamo, cioè la necessità di cambiare completamente il proprio approccio al lavoro e per chi possiede già un’azienda non sempre è facile, senza dimenticare, poi, che la vendita online inserisce all’interno dell’assetto aziendale nuovi processi, nuove figure e quindi un nuove dinamiche da gestire per tutte le risorse, anche per quelle già presenti in azienda.

Per farlo c’è bisogno solo di un e-commerce?

L’e-commerce è solo uno degli strumenti che l’azienda può utilizzare come canale di vendita online dei suoi prodotti. Ne esistono tanti altri, ciascuno con peculiarità che lo rendono più o meno adatto in base alle esigenze delle imprese.

Ad esempio, molte aziende trovano nei Marketplace (Amazon, eBay etc.) un ottimo punto di partenza per vendere online e, in alcuni casi, anche per autofinanziarsi nella realizzazione del proprio e-commerce in una fase successiva, altre, invece, sfruttano la propria pagina Facebook o il contatto WhatsApp/Messenger per concludere anche 100 vendite al giorno!

Quindi, prima ancora di decidere se realizzare il proprio e-commerce o meno, è importante identificare le proprie buyer personas (target), capire dove e come intercettare le persone che hanno bisogno del nostro prodotto e solo dopo individuare lo strumento/canale di vendita più corretto per interagire con i nostri utenti. Questo è il motivo per il quale affermavo che la scelta della piattaforma non è assolutamente prioritaria nell’elaborazione della strategia di vendita online.

Digital transformation manager: può fare la differenza?

Certo che sì. Il Digital Transformation Manager è un esperto di strategie digitali, con competenze trasversali e diversi anni di esperienza nella guida di aziende. Il suo punto di forza è la capacità di guidare un processo di cambiamento culturale, di business e tecnologico, per fare in modo che l’azienda riesca a cogliere pienamente le opportunità offerte dal digitale.

Si tratta di una figura chiave nel processo di crescita e di digitalizzazione dell’impresa, perché proprio grazie alla sua visione d’insieme riesce a colmare il gap comunicativo esistente tra le aziende e i fornitori tecnologici, al fine di migliorare i processi organizzativi, i prodotti e i servizi.

Il Digital Transformation Manager nasce, dunque, per aiutare le aziende a definire gli obiettivi, per affiancarle nella fase iniziale e durante l’avanzamento del progetto, ma soprattutto per fungere da ponte tra l’azienda e gli stakeholder che intervengono in qualunque progetto digitale.

Grazie all’affiancamento di un Digital Transformation Manager, l’azienda è in grado di compiere scelte strategiche ponderate, senza spreco di risorse economiche e di tempo. Quindi il Digital Transformation Manager fa assolutamente la differenza.

Su cosa si basa il successo di un e-commerce?

Questa è una delle prime domande che, spesso, mi fanno. In realtà non esistono formule magiche, le best practice ormai sono note a tutti, ma posso dire che, oggi, gli e-commerce di successo sono quelli che hanno individuato una nicchia di mercato e sono riusciti a specializzarsi.

Naturalmente non sto parlando dei big player come Amazon, Zalando & Co., a cui spesso, aggiungo erroneamente, gli imprenditori si ispirano come modello di business, user experience e servizi. Mi riferisco a realtà online che sono riuscite a raccontare il loro prodotto e la loro azienda, differenziandosi e facendo percepire ai propri utenti il loro valore aggiunto.

Un’altra componente fondamentale, che, a mio avviso, può fare la differenza è la capacità di raccogliere, analizzare e usare i dati. Oggi è fondamentale concentrarsi sul singolo cliente e soddisfare le sue esigenze, dall’esperienza di acquisto con la personalizzazione della piattaforma fino alle azioni di marketing. Sembra assurdo, ma pochi riescono a farlo bene.

Un consiglio che cambierà la vita del lettore

“Contaminazione positiva”: questo è il consiglio che mi sento di dare a chi desidera dedicarsi alle professioni digitali. Contaminazione positiva significa allargare i propri orizzonti, essere curiosi e non smettere mai di approfondire le proprie conoscenze, al di là della propria sfera di competenza.

Siate specialisti in qualcosa, ma non precludetevi nulla e lasciate spazio alle informazioni e agli stimoli che provengono da ambiti professionali diversi e complementari al vostro; puntate sulla formazione, sull’esperienza diretta, sull’analisi e sulla riflessione. Solo così riuscirete ad avere quella visione d’insieme che vi consentirà di elaborare strategie a 360°, in grado davvero di fare la differenza per le aziende.

A chi, invece, vuole intraprendere un’attività di vendita online, beh, spero di aver fornito qualche spunto di riflessione con le mie risposte. In ogni caso, un ultimo consiglio è di ascoltare il cliente, perché è sempre lui a indicarti ciò che vuole.

Danilo Polidori

Danilo Polidori, Online Media Manager e fondatore di MediaBuzz, inizia la sua giornata alle 6:00 am con una corsa di 50 minuti a Battersea Park durante la quale raccoglie idee ed energie per affrontare con positività la giornata. Crede con fermezza che lo sviluppo tecnologico e dell’economia digitale rappresenti l’occasione per internazionalizzare le eccellenze produttive del nostro paese e tornare grandi.

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