Dalla tecnica alle emozioni: intervista a Maria Pia De Marzo

Dalla tecnica alle emozioni: intervista a Maria Pia De Marzo
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Il bello del web è questo: puoi crearti una competenza su misura. Puoi incastrare le abilità che ruotano intorno a un progetto web come meglio credi, e creare un profilo professionale capace di esporre il meglio di te.

Perché un’anima tecnica non può convivere con quella creativa? Perché una persona specializzata nella creazione di siti web non può, ad esempio, occuparsi anche di comunicazione, infografiche e community management? La risposta la trovi nell’intervista a Maria Pia De Marzo, anima di Web In Fermento insieme a Dario Ciracì.

Chi sei e di cosa ti occupi?

Un caro saluto al lettore, mi presento. Sono Maria Pia De Marzo classe ’83 e i miei ambiti di specializzazione sono abbastanza trasversali per il web.

Dentro di me vivono un’anima tecnica che si esprime nella realizzazione di siti web, attualmente sono molto concentrata sulla componente responsive, e nella realizzazione di infografiche in ogni salsa (statiche, dinamiche e in parallax).

Ma c’è anche un’anima comunicativa e emozionale che si esprime nel community managment che porto avanti con molto coinvolgimento sia per clienti che per progetti personali.

Come hai iniziato ad occuparti di queste attività?

Per quanto riguarda la parte tecnica, posso dire che sono nata così? La passione smodata per la tecnologia ha preso piede durante il periodo adolescenziale quando il mio papà mi ha fatto appassionare ai programmi di grafica e ai computer in genere.

Proprio in questo periodo sono riuscita a comprendere quale sarebbe stato l’obiettivo di lavoro: diventare “web master”. Questo obiettivo ha preso piede quando ho deciso di formarmi per farlo e, dopo gli studi universitari di informatica ed un master, sono arrivata al 2010 quando ho raccolto la conoscenza appresa e l’ho fatta diventare, fino ad oggi, la mia professione che svolgo con dedizione e impegno continuo.

Invece per la parte infografiche essendo un settore abbastanza nuovo è stato una specie di amore a prima vista in cui mi sono buttata a capofitto, avendo maturato competenze sulla grafica, e che ad oggi sta producendo molte gratificazioni.

Stessa cosa per il community management che ho imparato a conoscere proprio attraverso l’esperienza personale e l’uso continuo dei social network. Anche in questo penso di esser abbastanza portata.

Meglio Freelance o lavorare come dipendente?

Guarda questa è una domanda da un milione di dollari nella situazione delicata dell’Italia. Ma io valuto i pro e i contro di entrambe le situazioni.

Per esperienza personale (il mitico stage) posso dire che, in questo settore, essere dipendenti ti pone un sacco di “limiti creativi” nel senso che se sei abbastanza convinto di quello che vali e di quanto puoi creare, lavorare per agenzie ti porta ad essere una sorta di manovale che deve eseguire i compiti impartiti e molto spesso a prezzi scontati.

Questo modo di lavorare a me non piace perché nessun settore come questo ti impone di esser te stesso e lavorare per obiettivi, ma che devono essere tuoi. Quindi io preferisco essere freelance e, con tutti i problemi che si porta dietro la figura, compreso il non avere uno stipendio fisso, almeno posso essere felice e appagata dei miei successi.

Il web è così importante per le aziende? Perché?

Importante? Direi che la parola giusta è vitale! Non è pensabile più che un’azienda rimanga ancorata al vecchio modo di operare per promuoversi, pena l’affondamento.

La motivazione è abbastanza semplice e risiede nel fatto che il pubblico si è evoluto, ha imparato a conoscere e sfruttare la tecnologie e la questione è che ne è totalmente immerso che per qualsiasi cosa ne ha bisogno a maggior ragione se si tratta di valutare l’investimento del suo denaro. Se non si è pronti a rispondere alle esigenze del mercato, il mercato non risponde.

Oggi le persone hanno bisogno di qualcosa di diverso che il volantino, il cartellone o la pubblicità televisiva, hanno bisogno di indagare, conoscere, interagire e valutare prima ancora di recarsi in negozio. Quindi il web è vitale per le aziende!

Native advertising e branded content: un pericolo per l’autenticità di internet?

Non penso che queste due tipologie di promozione possano intaccare in qualche modo l’autenticità di internet. A me piace sempre l’idea di immaginare il web, o i social network ragionando in piccolo, nella metaforica piazza dunque non trovo che sia deleterio il fatto che l’utente possa vedere dei contenuti di marketing contestuali ai suoi interessi, in linea con le proprie preferenze e che possano apportare nuova conoscenza o valore.

Sicuramente per le aziende rappresenta l’opportunità unica di essere meno invasive nella vita dei consumatori e secondo me questo all’utente non può che portare beneficio. La spada di Damocle è per le aziende che devono in tutti i modi riuscire a rimanere soft e non esagerare, cosa che molto spesso non riescono a fare e forse questo potrebbe essere l’unico elemento che intacca l’autenticità del web.

Dal Marketing Department a PR e Customer Service. Come cambia la presenza aziendale?

Qui parliamo di una evoluzione senza precedenti che, sempre per via dei mutati comportamenti dell’utente e delle sue esigenze nei confronti delle aziende, ha portato ad una rimodellazione del marketing aziendale per trasformarlo da qualcosa di impostato, metodico e “a catena di montaggio”, in qualcosa di dinamico, originale e che per forza di cose deve avere come obiettivo il far sentire l’utente amato e curato.

Ecco che ritengo che un’azienda che offre servizi debba fondamentalmente preventivare la presenza del customer care online e di attività di digital PR per assicurare una presenza umana fissa che possa monitorare gli utenti e le loro opinioni online per arginare il fatto che comunque ne parleranno, ma in questo modo si evita che il messaggio negativo, ad esempio, si sparga qua e la nella rete causando danni ben maggiori.

Il progetto più importante per te?

Il mio progetto di vita ora come ora è Webinfermento.it il sito che mi ha permesso di fare delle mie passioni, di cui ho parlato, una professione dunque per me lui resta il progetto principale da coltivare, il mio bambino.

Ho parallelamente altri progetti che mi stanno recentemente danno molte soddisfazioni e sono infographiclov.com che è un sito di raccolta di infografiche realizzato per permettere di non disperdere la conoscenza, e la bellezza, delle infografiche italiane e non, ma di intercettarle tutto in un unico luogo e suddivise per categoria come se fosse un piccolo archivio storico.

C’è anche Opinioni Prodotti che è un progetto super personale a cui sto lavorando da qualche mese ed è legato principalmente alla mia vita da ragazza qui racconto le mie esperienze di marketing e d’uso con i prodotti che acquisto. Date un’occhiata! 😉

Danilo Polidori

Danilo Polidori, Online Media Manager e fondatore di MediaBuzz, inizia la sua giornata alle 6:00 am con una corsa di 50 minuti a Battersea Park durante la quale raccoglie idee ed energie per affrontare con positività la giornata. Crede con fermezza che lo sviluppo tecnologico e dell’economia digitale rappresenti l’occasione per internazionalizzare le eccellenze produttive del nostro paese e tornare grandi.

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