Dagli studi umanistici al CoWorking: intervista a Francesco Rienzi

Dagli studi umanistici al CoWorking: intervista a Francesco Rienzi

Francesco Rienzi

Specialista in Information Technology, new media e web marketing. Docente ed esperto in E-Learning e Web Contents. Lavora con e per scuole pubbliche e università ed è consulente per numerose aziende lombarde. Nel 2013 fonda l’agenzia di comunicazione digitale Rienzi Comunica e nel Marzo 2015 il nuovo spazio di lavoro condiviso Coworking Varese con Scuola Digitale.

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La condivisione del sapere è una marcia in più per qualsiasi progetto imprenditoriale. E quando crei un luogo che non è solo ufficio, ma anche un punto di riferimento per il movimento di idee e di occasioni lavorative, stai dando un valore aggiunto a uno spazio. Ecco perché il coworking sta ottenendo tutto questo successo anche in Italia.

Con MediaBuzz abbiamo già intervistato un imprenditore – Corrado Sorge di Napoli – che ha deciso di trasformare uno spazio fisico in un luogo per professionisti digitali. Oggi passiamo ad un altro capo dello stivale ma rimaniamo sempre nel settore del coworking e di un’imprenditoria che unisce le persone: oggi intervistiamo Francesco Rienzi.

Chi sei e di cosa ti occupi?

Ciao io sono Francesco, classe 1976, Lucano di nascita (cosa vuoi di più dalla vita?) ma Varesino di adozione. Mi occupo da sempre di comunicazione digitale per passione e per lavoro. Sono titolare di una agenzia di web e social media marketing (Rienzi Comunica) e community manager dello spazio di lavoro condiviso Coworking Varese.

Sono curioso, appassionato ed eternamente connesso attraverso i più svariati dispositivi. Insomma sono un tipo Responsive che si adatta a qualsiasi tipo di dispositivo (Desktop, Laptop, Smartphone e Tablet). Sono appassionato di Circo contemporaneo e gioco a scacchi con tanta dedizione.

Racconta ai lettori come hai iniziato

Il mio battesimo digitale è avvenuto un po’ per caso e ormai son passati più di 20 anni. Sul web era il tempo degli spazi hosting offerti da tripod.com c’erano Geocities, Lycos, Aol e Yahoo che dominavano la scena internazionale. In Italia c’era Iol, Arianna, Virgilio e Dada.net e io avevo un account di posta @freemail.it e Frannzine, un blog all’interno del quale mi dilettavo a scrivere post infuocati a favore delle lotte studentesche.

Ho fatto studi umanistici (Scienze Politiche all’Università Orientale di Napoli) ma la passione era digitale e mi sono specializzato in IT e New Media e Marketing subito dopo l’università. Ho iniziato da autodidatta rompendo computer e smanettando nella rete. Non ho mai perso la passione però mi son reso conto che mi serviva una formazione specializzata per poter fare della mia passione il mio lavoro.

Come inizia la tua giornata?

Mah, adesso che ho una mia azienda mi sveglio intorno alle 7:00/7:30. Ho bisogno di tre/quattro sveglie puntate a distanza di circa 15 minuti e di una colazione con la “C” maiuscola: succo d’arancia e un paio di brioche, biscotti e un paio di caffè rigorosamente fatti con caffettiera “Made in Naples”.

Faccio colazione con le mie due micie (Nico e Mila) che sono la mia quinta sveglia. Cioè anche loro due fanno colazione con me e guai se al mattino non provvedo a riempire le scodelline di croccantini e a mettere acqua fresca nella ciotola. Simultaneamente inizio a controllare tutti gli account social, a leggere notizie e a postare già a casa fra un sorso di caffè e un morso alla brioche. Generalmente sono uno dal risveglio lento e in ufficio arrivo intorno alle 9:00.

Prima in azienda e poi imprenditore oppure hai seguito la strada freelance?

Il percorso è stato curvilineo e abbastanza tortuoso. Ho iniziato in azienda, nella mia Lucania a Matera. Ho lavorato per diversi anni alla realizzazione e alla gestione di una delle prime Mediateche italiane. Avevo tante responsabilità e lo stipendio, che arrivava sempre in ritardo, non era sufficiente. Lasciai tutto e andai in Francia.

Dopo un po’ di tempo trascorso oltralpe son tornato in Italia e precisamente qui nel Varesotto. Ho continuato a lavorare sempre in azienda, questa volta per un’agenzia di Milano. Facevo il pendolare: Varese­Milano ogni mattina. Sveglia alle 6:00 e quotidiano viaggio della speranza. L’ho fatto per alcuni anni poi ho mollato per gli stessi motivi di cui sopra: stipendio puntualmente in ritardo e non commisurato alle responsabilità.

In entrambi i casi (Matera e Milano) mi occupavo di digitale. In entrambi i casi ero assunto a tempo indeterminato. Ma quando le condizioni di lavoro sono inaccettabili bisogna prendere posizione, affrontare la realtà e, senza aver paura, imparare a dire basta!

Son passato quindi da un lavoro in azienda a fare il freelance portandomi via con me un paio di clienti affezionati. Ho iniziato ad essere imprenditore di me stesso. Il freelance l’ho fatto solamente per un anno perché ho deciso subito di aprire la mia azienda (Rienzi Comunica) e di continuare ad occuparmi di web e social media marketing in maniera più strutturata.

Le tecnologie digitali hanno influenzato il tuo modo di fare business?

Ho sempre lavorato nel settore digitale e quindi da questo punto di vista mi sento un “nativo digitale” nonostante l’anagrafe. Non conosco altri modi di fare business o meglio non concepisco come si possa fare business senza le tecnologie digitali. E non penso sia una mia deformazione professionale.

Coworking: perché?

Coworking per tante ragioni. Coworking per collaborare, coworking per condividere non solo spazi ma anche idee e progetti. Coworking perché è una concreta modalità di creare nuove opportunità e di fare business.

Avevo voglia di mettere su uno spazio di lavoro condiviso da almeno 4/5 anni ma non avevo le risorse necessarie. Poi l’idea è piaciuta ad un mio cliente il quale ha messo a disposizione un suo spazio (una vecchia officina meccanica) e l’ha ristrutturato, trasformando in realtà il mio progetto.

Clienti che guardano al futuro non è facile trovarli e io mi ritengo fortunato in questo. E così a marzo abbiamo inaugurato Coworking Varese, uno spazio di 180 metri/quadrati con 8 postazioni in open space, 2 uffici in stanze dedicate, una sala pose, un’area break e una sala riunioni.

Nello spazio ha sede anche la mia agenzia (Rienzi Comunica) e una scuola di formazione dedicata al mondo digitale, al web e al social media marketing: la #ScuolaDigitale, dove abbiamo in programma seminari gratuiti e corsi full immersion con i migliori docenti nazionali. Insomma una bella scommessa che sarà possibile vincere perché credo fermamente di essere sulla strada giusta!

Qual è la strategia di comunicazione aziendale nel mercato online?

Sarò sintetico dicendoti che al centro delle nostre strategie mettiamo le persone. Lavoriamo molto sulla nostra identità digitale cercando di essere quanto più possibile autentici. Sviluppiamo contenuti di qualità che evidenziano le nostre effettive capacità e i nostri punti di forza. Cerchiamo in questo modo di aumentare la nostra reputazione on line (ci teniamo molto a quello che si dice in rete di noi!) e di generare sempre relazioni di valore, durature nel tempo e in grado di rinnovarsi in base ai cambiamenti.

L’economia digitale può aiutare i nostri imprenditori ad emergere in un contesto globale? Non vedo altre vie, davvero! Oggi è sicuramente molto più vantaggioso fare imprenditoria digitale. La rete abbatte le distanze fisiche e abbatte anche i costi. Secondo me però il problema non è se l’economia digitale potrà aiutare i nostri imprenditori.

I problemi italici (e atavici) che frenano lo sviluppo di un’economia digitale, sono di ordine infrastrutturale (penso alla mancanza di banda larga in molte zone del Paese e alle conseguenti diseguaglianze in termini di accesso alla rete e al digital divide). Ma cosa potranno mai fare gli imprenditori per risolvere questi problemi?

Poco o nulla! Sono i governi che devono creare infrastrutture e condizioni affinché l’imprenditoria possa definitivamente lanciarsi ed essere competitiva in un contesto globale.

La tua azienda fra 10 anni?

Con lo stesso spirito e la stessa passione di oggi e con un’esperienza e un know how di ben 10 anni. Naturalmente in un coworking! :­) Un unico consiglio agli imprenditori, anzi due: credere davvero nel proprio progetto e nelle proprie capacità senza mai sottovalutarsi e poi aprirsi, condividere e collaborare ogni giorno e quanto più possibile.

Danilo Polidori

Danilo Polidori, Online Media Manager e fondatore di MediaBuzz, inizia la sua giornata alle 6:00 am con una corsa di 50 minuti a Battersea Park durante la quale raccoglie idee ed energie per affrontare con positività la giornata. Crede con fermezza che lo sviluppo tecnologico e dell’economia digitale rappresenti l’occasione per internazionalizzare le eccellenze produttive del nostro paese e tornare grandi.

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