Copywriting e storytelling: intervista a Rossana Cavallari

Copywriting e storytelling: intervista a Rossana Cavallari

Rossana Cavallari

Giornalista, copywriter e storyteller vivo circondata dalle parole che, ogni giorno, uso per raccontare storie, persone e fatti con il cuore al centro. I miei ingredienti? Quaderni, penne colorare e pc per iniziare. Creatività e ricerca per continuare. Le canzoni di Jovanotti per terminare. Come contorno la voglia di ascoltare e conoscere, sempre e comunque, perché ogni storia è a sé pronta ad accogliermi regalandomi idee ed emozioni sempre nuove.

Parlare oggi di copywriting e storytelling può sembrare un’attività comune. Facile farsi coinvolgere e rapire da queste materie: ci sei tu, c’è un mondo al quale raccontare i benefici e i vantaggi di un prodotto. O i valori di un’azienda. Ecco perché è così facile puntare sul visual storytelling e sul persuasive copy.

Facile? Non credo proprio. Per affrontare nel miglior modo possibile questi temi hai bisogno di professionisti competenti e capaci. Nel corso delle interviste per Eccellenze Digitali Italiane ne abbiamo ascoltati tanti. Oggi è arrivato il momento di leggere le parole di Rossana Cavallari.

Chi sei e di cosa ti occupi?

Sono Rossana Cavallari. Giornalista, copywriter e storyteller. Mi occupo di parole o, per meglio dire, cerco di trovare le parole migliori per raccontare storie in modo nuovo e mai banale. Ho iniziato il mio percorso più di dieci anni fa nelle redazioni dei giornali locali.

Giornalista dentro, ho sviluppato e modulato le mie competenze portandole nel mondo on line. Oggi produco contenuti che sappiano coinvolgere ed emozionare. Lo faccio per i blog con i quali collaboro e per chi chiede la mia consulenza e il mio supporto affidandomi il racconto di progetti, lavori e professionalità.

Cosa significa per te fare giornalismo oggi?

Domanda complessa. Oggi pare che fare giornalismo significhi, in molti casi, fare sensazionalismo. Creare curiosità spicciola. Il classico effetto wow che lascia il tempo che trova. Niente approfondimento, niente ricerca seria delle fonti, niente rispetto per il lettore e della sua intelligenza.

Io arrivo dalla vecchia scuola dove per fare un articolo si dovevano seguire regole e metodi. Dove si usavano delle strutture e si aveva il senso del rispetto per una professione nobile nel suo senso più ampio. Mi piacerebbe si tornasse a quel tipo di giornalismo e vorrei che questo arrivasse alle nuove generazioni che si affacciano a una professione che non è più quello che, alcuni, immaginano.

La scrittura online è un elemento chiave?

La scrittura on line è la giusta evoluzione di questo percorso. Quando ho iniziato a lavorare, anni fa, appuntavo le strutture delle notizie sui quaderni mentre oggi, ovviamente, non andrei mai a una conferenza con carta e penna. Ma la scrittura on line va conosciuta, capita, analizzata e studiata altrimenti gli effetti che si ottengono sono trascurabili e la qualità del lavoro viene meno. Purtroppo vedo parecchi esempi in tal senso ed è un peccato perché la scrittura on line ha un potenziale positivo elevato.

Blogging e inbound marketing: soluzione definitiva?

Non ho una soluzione certa ma credo che una buona risposta possa essere rappresentata dalla qualità dei contenuti che si pubblicano. Le persone sanno selezionare e dare risposte e segnali che premiano se il blogging viene percepito come mezzo di utilità e valore. Aggiungerei la costanza che non significa pubblicare contenuti per forza ma, al contrario, capire i riscontri che arrivano dall’attività di blogging utilizzandoli come leva di analisi per comprendere la direzione nella quale è meglio andare.

Perché tutti parlano di storytelling e copywriting?

Sarò impopolare ma penso proprio che, oggi, tutti parlino di storytelling perché è di gran moda e, come tutte le mode, bisogna soltanto aspettare che passi e arrivi quella successiva. Se ci pensiamo bene lo storytelling non è una novità. La narrazione esiste da quando esiste l’uomo in forme e modi diversi eppure nessuno, prima, le dava così tanta importanza.

Adesso sì e, forse, è anche giusto pur capendo che serve consapevolezza e preparazione. Il fatto che tutti parlino di storytelling non significa che tutti siano in grado di applicarlo con cognizione di causa. Per quanto riguarda il copywriting, invece, le cose non sono molto diverse.

L’attenzione rivolta ai contenuti è in notevole aumento, quindi molti credono di poter e dover parlare di copywriting in generale. E, in molti casi, in modo banale. Anche qui c’è molta confusione. Fare copywriting non significa trovare belle parole e metterle insieme. Non è solo questo almeno.

Fare copywriting significa creare contenuti in grado di portare risultati che è un pochino diverso. Contenuti che si pensano ad hoc per un progetto, per i mezzi sui quali si veicoleranno… Insomma, è un’attività che non si improvvisa sull’onda di una tendenza e gli esempi da seguire in questo senso non sono tantissimi.

Cosa significa raccontare una storia online oggi?

Raccontare una storia on line oggi significa, per me, portare una dimensione umana all’interno di una realtà virtuale e fluida. Laddove tutto scorre una storia ti può far fermare. Attraverso una storia puoi creare immedesimazione, empatia e puoi dare un senso concreto alle parole.

Una storia serve a portare i singoli nel mondo e nella realtà che si vuole raccontare. Gli individui hanno bisogno di essere prese per mano, di riconoscersi in qualcosa oppure qualcuno, di credere che si può fare. Non si ha bisogno di parole vuote ma, piuttosto, di parole piene in grado di fare la differenza.

Perché puntare sul content marketing?

Perché puntare sul content marketing? È la risorsa più importante che tutte le aziende hanno a disposizione ma della quale non sono ancora in grado di sfruttare il potenziale. Perché il content marketing è fatto dalle persone e per le persone. Perché i contenuti possono essere uno strumento importante per dare risposte, offrire soluzioni e rispondere alle ricerche immediate.

Perché in un momento in cui tutti fanno strategie complesse il contenuto si rivela essere una fonte meno considerata ma ricca di sfaccettature. Si può affiancare ad altri elementi, può essere modulato su più livelli e adattato al proprio target di riferimento. Cresce e si sviluppa con l’azienda. Insomma il contenuto è vivo e mi sembra già questa una prospettiva interessante su cui riflettere.

Un consiglio che cambierà la vita del lettore

Saper essere consapevoli. Il pubblico ha una grande opportunità in questo momento. Ha a disposizione un numero altissimo di strumenti da utilizzare e tantissime fonti alle quali attingere. Essere consapevoli può fare la differenza e tanto anche. Se un lettore è consapevole potrà valutare, scegliere e decidere con autonomia e con lucidità. Mi sembra una cosa, oggi, non scontata ma può cambiare la vita.

Danilo Polidori

Danilo Polidori, Online Media Manager e fondatore di MediaBuzz, inizia la sua giornata alle 6:00 am con una corsa di 50 minuti a Battersea Park durante la quale raccoglie idee ed energie per affrontare con positività la giornata. Crede con fermezza che lo sviluppo tecnologico e dell’economia digitale rappresenti l’occasione per internazionalizzare le eccellenze produttive del nostro paese e tornare grandi.

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2 Comments

  1. Grazie Rossana per la tua Chiara chiara esposizione che denota profonda conoscenza dei temi trattati. In un mondo che va di fretta è obbligatorio usare parole appropriate soprattutto per chi vuole qualificare la propria attività aziendale o comunque imprenditoriale.Io da naturopata conosco bene il valore delle parole e raramente sono colpita da contenuti “buoni” .
    I tuoi li leggo sempre con molta attenzione. Grazie per rendere onore a ciò che si dice e quindi si scrive.

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    • Daniela grazie.
      Un piacere sapere che il mio lavoro e il mio impegno possono essere di aiuto nello sviluppo di una professione e di un’attività.

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