Copy e social: lunghezze ideali

Copy e social: lunghezze ideali
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Prima di iniziare a enumerare dati e consigli una precisazione e d’obbligo: non esiste una regola fissa. Non esiste una battaglia tra testo breve e testo lungo, ma sicuramente ci sono delle indicazioni di massima che possono aiutarti a ottenere dei risultati migliori.

 

Voglio dire… è chiaro che un tweet non debba essere superiore a un certo numero di battute. Ma si possono ottimizzare le misure anche all’interno di questo numero, anche quando il limite è dato dalla piattaforma. E per Facebook o Google Plus? Vale lo stesso discorso.

Lavorare sui numeri non vuol dire imporre uno stile o un altro. Vuol dire definire delle tecniche per migliorare i tuoi testi social. Ecco qualche esempio concreto:

Twitter

I dati arrivano da questo post di Bufferapp, e il primo numero che attira la mia attenzione riguarda proprio Twitter: un report di Buddy Media sottolinea come i tweet compresi nei 100 caratteri siano più efficaci. Nella fattispecie, un post tra i 71 e i 100 caratteri dovrebbe avere un’influenza positiva sull’engagement.

twitter

Ovviamente è specificato che il successo di un tweet dipende da tanti fattori, non solo dalla lunghezza. Ma la semplicità e l’immediatezza di un copy snello può influenzare le azioni di chi segue il tuo account.

E soprattutto può essere utile per evitare di sforare il limite nel momento in cui qualcuno vuole retwettare (magari aggiungendo qualche hashtag) il tuo messaggio.

Facebook

Passiamo a Facebook: qual è la lunghezza consigliata? In questo caso si aggira tra gli 80 e i 100 caratteri.

Diverse ricerche hanno confermato che la lunghezza dei post su Facebook influisce negativamente sulle prestazioni: secondo clikz.com un post compreso in questo numero di battute (allungando fino a 119) con una domanda ha maggiori opportunità di engagement.

facebook

Ovviamente ci sono delle voci discordanti. E c’è anche chi suggerisce 40 come numero magico di battute per un post su Facebook. Probabilmente 40 caratteri sono pochi per comunicare qualche informazione ben articolata, ma possono essere sufficienti per giocare sulle emozioni.

Google Plus

Oggi tutti vogliono usare Google Plus. Uno dei motivi del suo successo è la capacità di ospitare testo nel miglior modo possibile: con un’adeguata formattazione. Così anche i testi più lunghi possono avere una forma degna di tale nome.

Questo non significa che puoi fare esattamente come credi.

O meglio, puoi fare e strafare ma i risultati forse non saranno i migliori. Se, ad esempio, vuoi dare un titolo al post su Google Plus devi restare sotto i 60 caratteri. In questo modo, infatti, non andrà a capo e avrai più spazio per inserire una subheadline o per dare maggiori informazioni nel primo paragrafo del post.

google

Ricorda, inoltre, che la prima stringa dei post su Google Plus diventa tag title e viene indicizzato come tale da Google.

Qual è la dimensione giusta?

Non esiste. Queste sono semplici indicazioni per ottenere risultati migliori in vista di determinati scopi. Scrivere una headline lunga su Google Plus o un testo articolato su Facebook può essere la soluzione giusta per determinati scopi.
Di certo, però, su Twitter più di tanto non si può scrivere 😀

Riccardo Esposito

Riccardo Esposito, blogger per MediaBuzz. Si occupa di scrittura online dal 2008: ha iniziato in agenzia e ora passa 14 ore al giorno davanti al monitor del suo iMac. Il suo blog personale: My Social Web

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