Continua l’evoluzione di Google Plus (no, non è ancora morto)

Continua l’evoluzione di Google Plus (no, non è ancora morto)

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C’è sempre qualcosa che deve passare a miglior vita nel mondo del web marketing. Da anni si rincorrono le voci di una possibile dipartita della SEO, con relative smentite (e in molti casi grasse risate) da parte di chi lavora ogni giorno in questo settore.

Un altro dei tormentoni è quello che lega Google Plus a una disfatta imminente. Per molti questa piattaforma è nata morta, per altri invece è un continuo richiamare l’attenzione verso possibili segnali di una prematura scomparsa di questo ambizioso progetto di Mountain View.

“L’anti Facebook riuscirà a fare centro? Somiglia a una città fantasma. Twitter è down, ora possiamo trovare qualcosa di utile su Google Plus”. Certo, semplice ironia. Ma anche segnali di un atteggiamento che spesso non tiene conto della natura di questa piattaforma, una piattaforma che vive grazie a quella spinta che spesso manca in altre realtà: la partecipazione attiva.

Arrivare su Google Plus e pensare che tutto accada solo perché ti sei iscritto è un’idea malsana: per avere buoni risultati – quindi commenti, interazioni, visite, condivisioni – devi muovere i primi passi. Non hai commenti? Devi essere tu il primo a commentare, e lo stesso vale per le condivisioni e i +1.

Per approfondire: Tutto quello che devi sapere per aumentare i follower di Google Plus.

Tutto cambia, anche Google Plus

Google Plus, come tutto ciò che si basa sui meccanismi del web, spinge verso l’evoluzione. Verso un mutamento che porta (o dovrebbe portare) a un’ottimizzazione generale. Così un giorno c’era l’authorship e il giorno dopo no. Risultato? Funerale a Google Plus. Tutto è finito, tutto è andato, non c’è futuro.

Vic Gundotra lascia Google Plus? Chiudete tutto, Google finirà nel dimenticatoio. Poi tutto si risolve grazie all’arrivo di Sundar Pichai (nella foto in basso) che prende in mano le redini della situazione, riportando Google Plus verso sentieri sicuri.

Continua l’evoluzione di Google Plus (no, non è ancora morto)

E oggi siamo qui a creare grandi contenuti da condividere sulle nostre pagine aziendali. Google My Business si evolve e permette di gestire le immagini del proprio team, degli esterni e degli interni. Ricorda le parole di Mountain View: “Google My Business ti mette in contatto con i clienti che ti cercano su Google, Maps o Google+”.

Per approfondire: le migliori risorse per usare Google Plus al massimo.

Poi le foto vanno via e…

Nel frattempo c’è una novità: Sundar Pichai, al MWC 2015, conferma che Google Plus si evolverà. E dalla sua attuale forma dovrebbero nascere tre divisioni: Stream, Foto e Hangouts. Ecco, le voci negative puntano il dito su un cambio di rotta significativo: prima Google ha inglobato tutto su G+ togliendo a Picasa la gestione delle foto, oggi fa marcia indietro e risponde all’integrazione con la divisione.

Continua l’evoluzione di Google Plus A ognuno il suo. Forse perché si sono resi conto che Google Plus è un progetto fallimentare e vogliono rendere indipendente altri servizi prima della disfatta definitiva, così dicono i malpensanti. Può essere, nessuno ha la possibilità di prevedere le mosse di Mountain View.

Ma una cosa è certa: in un settore come questo è impossibile lavorare con certezze in mano. Un prodotto innovativo come Google Plus deve creare una nuova strada, deve diventare un prodotto che non racchiuda una semplice copia carbone di piattaforme già viste. Non può e non deve. Quindi innova, cerca soluzioni differenti. Soluzioni che non sempre si rivelano vincenti.

Questo non significa fallire

Questo significa lavorare per raggiungere un equilibrio, e poi nuovi obiettivi. Anche se le operazioni di Google fanno effettivamente pensare: prima riuniscono tutti i servizi sotto la bandiera di Google Plus (foto, email, hangout…) e poi iniziano a separare tutto.

Foto e hangout prendono una strada indipendente, inoltre non è più obbligatorio avere un profilo Google Plus per iscriversi a Gmail. Ecco, questo è stato un altro cavallo di battaglia per chi sostiene il disinteresse della casa madre nei confronti di Google Plus.

Ma è veramente così? Forse è solo un’operazione per ritornare sui propri passi e dare massima libertà agli utenti che vogliono usare Gmail ma non Google Plus, forse si sono resi conto che in questo modo creavano dei profili che rimanevano sostanzialmente inutilizzati. Forse era una strategia inutile, poco fruttuosa. Perché continuare? Solo per dare l’idea che tutto va bene?

Le interviste: Salvatore Russo e Claudio Gagliardini parlano anche di G+.

Qual è il futuro di Google Plus?

Non voglio dare false speranze a Google Plus. Non ne ha bisogno. Credo solo che un progetto debba essere valutato nella sua interezza, e non solo per i rumor che si inseguono sul web. I titoli roboanti fanno sempre presa sul lettore distratto, ma nella maggior parte dei casi è solo un modo per intercettare click. Quante volte hanno dato per spacciata la SEO e vedi un po’…

Ora a te la parola: secondo te Google Plus gode di buona salute?

Riccardo Esposito

Riccardo Esposito, blogger per MediaBuzz. Si occupa di scrittura online dal 2008: ha iniziato in agenzia e ora passa 14 ore al giorno davanti al monitor del suo iMac. Il suo blog personale: My Social Web

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4 Comments

  1. Google plus gode di ottima salute, è uno strumento dalle immense potenzialità che tutti gli esperti di settore non possono non riconoscere. Secondo me dobbiamo essere più forti nel dimostrarlo ai nostri clienti e a dargli la giusta collocazione nelle nostre strategia di web marketing.

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    • Ciao Giulia,

      Perfettamente d’accordo. Google Plus gode di grande salute e per le aziende ci sono grandi possibilità di sviluppo. Dimostrarlo ai clienti, dici. In che modo secondo te?

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  2. Adoro Google+, sarò sincero, almeno per quello che concerne a me, da uomo di 42 anni interessato a notizie, scienza, tecnologia preferisco girare tra le community di Google+ piuttosto di altre piattaforme più conosciute che secondo il mio punto di vista sono “mo, tanto apparenza e poco succo” più adatte ad un pubblico giovanile in cerca di altro…

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    • Anche io lo adoro, e sono sicuro che alimenterà i nostri interessi ancora per diversi anni. O almeno lo spero!

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