Contenuti qualitativamente superiori: cosa significa?

Contenuti qualitativamente superiori: cosa significa?
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StorytellingSpesso analizzo forum e commenti dei blog legati al mio universo professionale. E mi ritrovo di fronte questa frase: “Per ottenere buoni risultati devi pubblicare contenuti di qualità”. Ma come è fatto un contenuto di qualità? Questa la domanda che si attiva nella mente, questo è il grande dubbio.

La risposta è semplice: il contenuto di qualità soddisfa una domanda, è una soluzione ben strutturata. La qualità è determinata dalla capacità di rispondere nel miglior modo possibile. Quindi non sei tu a determinarla, ma il parere dei lettori che Google registra in modi differenti. Ad esempio grazie al comportamento sulla pagina (click ricevuti, tempo di permanenza) e ai link in ingresso.

Come creare contenuti di qualitá

Questa è la mia idea di contenuto di qualità. Ragioni in questo modo? Perfetto, sei sulla buona strada. Ma non sei solo, non sei l’unico a puntare su una buona attività di content marketing. Ecco che si fa largo un concetto più interessante, ovvero quello dei contenuti qualitativamente superiori.

Tutti puntano al miglioramento, ad articoli degni di nota. Se rimani nella media, il lavoro è destinato a fallire. Quindi devi fare un passo in più. Devi avere un buon content marketing team al tuo fianco. O devi acquisire le competenze necessarie per analizzare e creare contenuti capaci di superare la media. E raggiungere l’eccellenza.

Conoscere il target

Ecco la base. Mi secca quasi aggiungere questo passaggio, ma non posso parlare di contenuti superiori se non parto da un punto chiaro: sono i lettori che dettano il ritmo. Devi conoscere le esigenze delle persone che apprezzeranno ciò che pubblichi. Devi scrivere per un pubblico preciso.

contenuti

Quindi devi partire da una buona analisi SEO per indagare gli aspetti quantitativi della ricerca. Cosa dicono le query? Cosa vogliono le persone dal motore di ricerca? Strumenti come Semrush e Seozoom si muovono in questa direzione e ti aiutano a scoprire aspetti interessanti.

Poi ci sono le ricerche qualitative, quelle che chiamano in causa le interazioni. Prendi come esempio forum e community: in questi luoghi virtuali ci sono informazioni preziose per investigare gli interessi. Lavora su questi piani e inizia a creare delle reader personas per definire il target.

Da leggere: 5 consigli per iniziare a fare storytelling

Conoscere i competitor

Il secondo punto per completare l’analisi: i competitor. Per creare dei contenuti superiori devi andare oltre. E pubblicare qualcosa che gli altri non hanno avuto il coraggio di mettere in campo. Ti piace questo punto di vista? Perfetto, devi incrociare due punti essenziali per ottenere un buon risultato:

  1. Interessi del pubblico.
  2. Carenze dei competitor.

Il primo snodo è chiaro, ed è stato affrontato nel paragrafo precedente. Ora passo al secondo step perché il successo del tuo contenuto si rispecchia nelle carenze dei blog di settore. Lì dove manca qualcosa tu devi esserci. Come raggiungere tutto questo?

Devi studiare la serp prima di iniziare a scrivere. In primo luogo basta una semplice ricerca, magari in modalità anonima. Indaga, visita gli snippet che Google propone in primo piano per una determinata query. Individua i punti di forza e quelli di debolezza: come migliorare quello che si trova in rete?

Ripetere un lavoro già disponibile può essere un’azione inutile. Senza innovazione, senza miglioramenti, la tua attività di publisher diventa lettera morta. Approfondisci i gusti del target, indaga i punti deboli dei competitor e poi inizia a pubblicare qualcosa di spettacolare. Qualche esempio?

Paragrafi utili

L’analisi delle ricerche correlate, quelle che ruotano intorno all’intenzione di ricerca che vuoi soddisfare, può dare risultati interessanti. Perché qui si possono nascondere paragrafi preziosi per soddisfare il chi si trova dall’altra parte del monitor. Ti faccio un esempio: scrivi un articolo dedicato all’inbound marketing.

inbound marketingCosa ci suggeriscono le ricerche correlate di Google? Le persone hanno delle esigenze che riguardano la definizione dell’inbound marketing, le strategie ed eventuali libri per approfondire il tema. Può essere utile affrontare questi argomenti per dare una buona base, una struttura. Queste informazioni sono disponibili, tutti possono lavorare in questa direzione. Anche i competitor. La differenza è data dalla tua capacità di completare questi passaggi nel miglior modo possibile.

Non per forza aggiungendo quantità, testo inutile e di contorno. Puoi lavorare sulle informazioni che non si trovano ovunque. Ad esempio può essere importante dare un contributo personale, esperienze che nessuno può copiare. Tipo un case study o interviste.

Sempre lo stesso argomento: inbound marketing. Vedi che nelle correlate c’è la presenza di “inbound marketing significato” oppure “inbound marketing strategie” vuole dire che le persone cercano informazioni e esempi sul significato di inbound marketing e come implementare una strategia. Bene, possiamo produrre contenuti utili per intercettare queste esigenze.

Contenuti multimediali

Perché quando parli di blogging pensi solo alla scrittura? Ci sono mille modi per soddisfare una richiesta e il testo rappresenta solo una delle sfumature che puoi sfruttare online. Il content marketing è una miniera di risorse e i mezzi a disposizione riescono a coprire solo una parte delle richieste.

Il testo è perfetto per i motori di ricerca. Google intercetta le pagine web e raccoglie informazioni, in questo meccanismo le parole hanno una corsia preferenziale. Lo stesso vale per gli esseri umani? Certo, tutti sanno leggere. Tu però sai scrivere per farti capire e per rendere l’operazione più semplice possibile?

Un contenuto superiore pensa anche a questo: scrivere bene, rendere l’articolo leggibile, abbattere le distanze usando termini e periodi semplici. Tutto questo fa parte di un equilibrio da rispettare. Poi ti rendi conto che puoi comunicare molto senza consonanti e vocali. Ad esempio con le immagini:

  1. Screenshot
  2. Grafici
  3. Infografiche
  4. GIF
  5. Box di riepilogo
  6. Disegni

Questa è solo una piccola parte del contenuto visual da sfruttare in un articolo. Riassumere le informazioni noiose e difficili da leggere, ad esempio i dati di una ricerca, è un aspetto decisivo della buona comunicazione online. Per questo esistono le infografiche e, più in generale, il data storytelling.

Poi ci sono i video che svolgono altre funzioni. Qui puoi comunicare emozioni o racchiudere, in passaggi semplici ed essenziali, le procedure più articolate. Ad esempio i tutorial hanno bisogno dei video, ed è questo un punto che devi osservare nei competitor. Tutti hanno pubblicato una sequenza di azioni sul blog ma nessuno le ha mostrate in modo chiaro con un video? Adesso puoi fare la differenza. E puoi usare una sitemap video per fondere i vantaggi social e quelli legati alla SEO.

Da leggere: 7 grandi esempi di content marketing

La tua opinione

Lo so cosa stai per dire: qui ci vuole un mese per terminare tutto questo, non poche ore. Ho detto da qualche parte che questo è un lavoro semplice? Non credo. Puoi continuare a scrivere lavori di contorno, e pagare pochi denari i blogger. Ma puoi arricchire il calendario editoriale con post profondi, densi, capaci di fare la differenza.

Contenuti superiori, ecco la mia idea nel mondo del blogging: articoli capaci di rispondere alle domande dei lettori, in grado di superare ciò che è già stato fatto dai colleghi. Molti ascoltano il pubblico, pochi hanno il coraggio o la forza di andare oltre. E di diventare la migliore scelta possibile. Sei d’accordo? Aspetto la tua opinione nei commenti.

Riccardo Esposito

Riccardo Esposito, blogger per MediaBuzz. Si occupa di scrittura online dal 2008: ha iniziato in agenzia e ora passa 14 ore al giorno davanti al monitor del suo iMac. Il suo blog personale: My Social Web

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