Dalla psicologia ai contenuti online: intervista a Francesca Ungaro

Dalla psicologia ai contenuti online: intervista a Francesca Ungaro

Francesca Ungaro

Webwriter e Content Manager. Formatrice e Consulente. Psicologa Clinica. Ho lavorato come Responsabile della Comunicazione Corporate e come Coach aziendale. Contributor di InTime e collaboratrice di Digitalic per le attività Social Media.

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Contenuti pensati per le persone: cosa vuol dire questo? Sicuramente alla base c’è bisogno di un’analisi del target (se non conosci non puoi creare). Poi devi pensare alla multimedialità del risultato finale. E alle sue declinazioni, se non altro per andare incontro a momenti diversi del processo di acquisto.

Concentriamoci un attimo sui testi che incontrano i desideri del pubblico e i bisogni di Google. Per ottenere questi risultati devi lavorare con i vari SEO tool per capire quali sono gli interessi del lettore. Ma c’è anche un buon lavoro basato sulla sensibilità. Anzi, sotto certi punti di vista la differenza si nasconde proprio nella capacità di chi scrive di ascoltare e accogliere lo spirito di chi legge. Ho un’idea: perché non leggiamo l’intervista a Francesca Ungaro, contributor di InTime (www.franzrusso.it)?

Chi sei e di cosa ti occupi?

Grazie, innanzitutto, della bellissima occasione che mi dai per farmi conoscere: è un gran piacere. 

Io sono una psicologa clinica, ho lavorato circa vent’anni in un ospedale psichiatrico a Milano e in altre città italiane. 
La mia professione si è sempre svolta col camice bianco direttamente in reparto. Ma soprattutto – e da questo ho imparato tantissimo – esercitando le mie competenze in equipe.

Ero ancora al liceo che già sapevo di voler fare questo lavoro. Per cui, una volta iscritta all’Università, ho iniziato subito a richiedere il tirocinio in ospedale. E l’ho ottenuto.
 Un lavoro che deve essere per forza una passione, una specie di missione: si arriva ad amare la poesia che c’è dentro alla follia.

Contemporaneamente – una volta raggiunta una mia strutturazione solida – mi sono occupata di coaching aziendale e per più di tre anni sono stata Responsabile della Comunicazione Interna Corporate di una grossa multinazionale finanziaria. 
Altra meravigliosa lezione di vita.

 Al lavoro di oggi sono arrivata piano piano, dedicandomici a tempo pieno solo da quattro anni.

Attualmente scrivo come Web Writer e Content Manager rivolgendomi, tuttavia, ad un settore di nicchia: i comportamenti, le motivazioni, le dinamiche che sottostanno alla Comunicazione Digitale e al Social Media Marketing.
 E lavorando quotidianamente sulle piattaforme online, ho imparato anche a svolgere le attività di Social Media Consultant.

Racconta ai lettori come hai iniziato

Era il 2012 quando ho deciso che il mio lavoro sarebbe stato il web. 
Eppure ho iniziato con calma.
 Usavo già Facebook per contatti privati, quindi la prima necessità professionale per me era quella di capire come funziona Twitter.
 Ho aperto un account, ma non l’ho usato per almeno un paio di mesi.

Ho letto, letto, letto. Ogni singolo giorno.
 Ho seguito le persone che ritenevo interessanti, il concetto di influencer marketing ancora non mi era chiaro. Ho osservato il loro modo di interagire, cercando di comprendere fondamentalmente gli errori da non fare.

Non volevo espormi prima di aver capito davvero la funzionalità della piattaforma. 
Oggi Twitter è per me il principale strumento di lavoro, e indubbiamente il mio canale social preferito.

Meglio lavorare in ospedale o come freelance?

Una domanda difficile: la risposta più sensata sarebbe che ci sono pro e contro in entrambi i lavori.
 La differenza, tuttavia, da chi viene da altre aziende è fondamentale: l’ospedale psichiatrico è una scelta di vita. Come dicevo, è necessario amarla. Soprattutto, c’è una differenza sostanziale tra ospedale e aziende: i turni e gli orari.
 Non ci sono sabati e non ci sono domeniche.

Soprattutto non c’è giorno e non c’è notte in un reparto ospedaliero. 
Questa caratteristica mi ha aiutato tanto, oggi, nel lavoro di freelance. In cui il lavoro arriva quando arriva e non puoi dire di no, in cui non ci sono pause né orari se non quelli che – lentamente – impari a darti tu.
 Come freelance la difficoltà è proprio questa. Imparare ad organizzarti per dare il massimo ed essere più o meno sempre disponibile. Ma rispettando una giusta ed equilibrata qualità di vita.

Come inizi la giornata?

Con un buon caffè. 
Finalmente non inizio le mie giornate al buio, controllando Social Network ed email dallo smartphone. 
Ho imparato a disegnare il più possibile il mio lavoro di freelance sui miei ritmi biologici, che tendono ad essere lenti la mattina e molto produttivi la sera.

Poi, col secondo caffè, accendo il pc.
 Priorità alle mail. Sempre.
 Per la condivisione di nuovi post, la lettura di notifiche e di menzioni sui canali Social inizio sempre con Twitter.
 Facebook viene dopo perché il mio target di riferimento legge e commenta i miei post con calma, soprattutto durante la pausa pranzo.



Content marketing: la soluzione per conquistare il web?

Da Web Content Manager la risposta immediata è sì.
 Ma con le dovute distinzioni e alcuni principi ben chiari in testa.
 Il contenuto di un post pubblicato sul blog e condiviso sui Social Network deve comprendere qualcosa di interessante per il lettore: questo è indiscutibile, a cosa servirebbe comunicare altrimenti?

Tuttavia, il timore è che il concetto di Content Marketing sia inteso come talmente generico da non apportare valore vero. Il Content Marketing è la soluzione per conquistare il web solo se dà ogni singola volta valori nuovi e utili, fruibili a tutti.

Personalmente, credo che l’essenza stia sempre di più nella verticalità dei contenuti.
 Contenuti di settore che, tuttavia, possano essere condivisi, intrecciati, rimodellati con o da altri settori. 
È in questo confronto, in realtà, che si conquista il web.

La psicologia: come si inserisce in questo percorso?

Credo che questa domanda sia rivolta a me.
 Lavorare sul web richiede skill molto differenti tra loro, dall’Informatica pura al Web Designer, dalle competenze sull’Advertising a quelle sul Marketing, dalle abilità richieste a un Social Media Strategist a quelle di un Community Manager.

La conoscenza, tuttavia, di quanto stia dietro e dentro – psicologicamente parlando – a questi singoli lavori favorisce immensamente qualsiasi talento. 
Qualità come resilienza, adattamento, automotivazione, apertura all’apprendimento e al confronto sono fondamentali per innovare.

In altre parole, comprendere come la nostra psiche funziona – consciamente e inconsciamente -,e a come si modelli, cresca, cambi col mutare delle relazioni sociali rende tutto più semplice.
 È quanto io mi impegno a scrivere in ogni mio post. 
Sono le persone le protagoniste del web, anche se a volte lo dimentichiamo. Ed è per le persone che bisogna lavorare.

Lo storytelling è così importante?

Assolutamente sì. 
Purché sia inteso come il racconto, quindi nell’accezione più letterale del termine.
 La dimensione narrativa è il metodo più efficace per sedurre, convincere e influenzare i clienti. E il cliente è una persona – o un’azienda fatta di individui – che va conquistata da qualcosa di concreto: una storia.

Questa fa comprare il prodotto perché lo distingue da tutti gli altri, lo rende riconoscibile. 
Ma certo non basta una storia qualunque: lo storytelling è un’arte le cui corde devono arrivare a toccare le emozioni, stabilire relazioni di complicità e fiducia, favorire familiarità e confidenza. 
Non è facile raccontare storie di questo calibro, ma la narrazione di un brand può avere successo solo così.

Perché un’azienda dovrebbe puntare su un copy?

La narrazione è una vera e propria arte. A qualsiasi azienda serve una figura professionale capace di raggiungere e influenzare il cliente. Che è anche persona. 
Un bravo copyrwriter non sa solo scrivere bene, esprimendo il desiderio di stabilire relazioni emotive e di fiducia allo stesso tempo: ha una capacità innata formidabile.

La creatività.
 È qualcuno che sa scrivere in modo chiaro, semplice, vivo. Ispira la gente. 
Nella realizzazione delle campagne pubblicitarie è capace di curare i dettagli. Vuole e ama parlare con la gente, ma sa anche ascoltare. 
Crea per curiosità: ecco la caratteristica distintiva che fa la differenza nella professionalità.
 Davvero un’azienda può competere sul mercato senza avere nel suo staff un copy professionista?

Un consiglio che cambierà la vita del lettore

Ho avuto la fortuna di intervistare personalmente David Shing, Digital Prophet di America On Line, uno dei più grandi esperti mondiali di Marketing Digitale.
 Ecco, approfitto della sua esperienza per rispondere a questa domanda.

Oggi tutto è tecnologia. 
La realtà aumentata, se non lo è già, è pronta per entrare nelle nostre case, nella nostra vita. 
L’IoT è destinato a prendere il posto di molti lavoratori, e se ne ha paura. Ci chiediamo fino a che punto i robot sostituiranno l’uomo.

È una rappresentazione errata dell’epoca che stiamo vivendo. 
Perché il vero scopo della tecnologia è quello di creare contatti e relazioni, che spesso noi per primi sviliamo. Ad esempio preferendo le notifiche dello smartphone a una chiacchierata.

I robot dell’Internet of Everything prenderanno il sopravvento, certo. Forse anziché averne paura potremmo prendere in prestito da David Shing il meraviglioso concetto di Internet of Emotion. 
Una realtà in cui nasce una vera e propria sfida: quella di accettare che i clienti siano persone dotate di emozioni, il cui bisogno di relazionarsi con gli altri è almeno pari a quello di comprare un nuovo prodotto.

La sfida è quella di creare emozioni.
 Dal marketing all’advertising, dal customer care di un e-commerce al punto vendita, dal Web Designer al Copywriting, dall’uso sempre maggiore di contenuti video alle applicazioni di messaggistica istantanea.
 Dobbiamo creare emozioni perché siamo noi stessi gli utenti e siamo protagonisti attivi.

Danilo Polidori

Danilo Polidori, Online Media Manager e fondatore di MediaBuzz, inizia la sua giornata alle 6:00 am con una corsa di 50 minuti a Battersea Park durante la quale raccoglie idee ed energie per affrontare con positività la giornata. Crede con fermezza che lo sviluppo tecnologico e dell’economia digitale rappresenti l’occasione per internazionalizzare le eccellenze produttive del nostro paese e tornare grandi.

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