Come scegliere i contenuti giusti per i tuoi post

Come scegliere i contenuti giusti per i tuoi post
[Total: 0 Average: 0]

Stai pubblicando articoli sul blog per sfruttare le leve dell’inbound marketing? Perfetto, questo è un ottimo modo per sfruttare la forza del web. Attraverso i contenuti riesco a portare persone interessate e – con un buon lavoro di landing page e call to action – trasformo i visitatori in lead o vendite. Come individuare e scrivere contenuti per il web che abbiamo l’obiettivo di avvicinare e comunicare con il mio target?

Questa logica dipende da tre fattori decisivi: la spinta del social media marketing, l’ottimizzazione SEO – capace di migliorare la struttura del blog e di individuare le ricerche più utili al tuo progetto – e i contenuti. Per attivare questo processo, mi sembra logico, hai bisogno di articoli e pagine degne di questo nome. Insomma, devi investire nel content marketing.

Il ruolo del blog

Il blog spesso viene confuso con il concetto stesso di content marketing ma questo è un errore: è solo la prima parte del funnel che vedi in basso, un processo che – sviluppato nella sua interezza – porta verso sviluppi interessanti. Gli articoli rappresentano solo la punta dell’iceberg.

funnel

Al tempo stesso, però, i post di un blog possono diventare crocevia di diverse soluzioni. All’interno di una pagina web puoi riassumere codici differenti, il risultato di attività differenti e studiate per intercettare le esigenze dello stesso pubblico. Obiettivo? Creare la sintesi per rispondere a tutte le necessità.

Funziona? È un approccio vincente? Dipende dalla tua capacità, dal modo in cui riesci a sintetizzare obiettivi e codici. Ecco un’analisi delle combinazioni che puoi racchiudere in un post e della relativa utilità ai fini della buona comunicazione.

Testo scritto

Qual è l’elemento dominante nel post di un blog? Il testo scritto, la parola che occupa gran parte della superficie offerta dall’articolo. Il blog rimedia la formula del quotidiano, del diario, di conseguenza la sua natura è impossibile da rimodellare: nell’articolo regna la scrittura. D’altro canto Google ha sempre amato questo codice e i suoi spider sono ghiotti di contenuti unici.

Il testo ha due funzioni: comunicare conoscenza e stimolare emozioni. Le persone sono alla costante ricerca di qualcosa, usano social e Google per soddisfare desideri. E questi possono essere di natura diversa, non per forza tecnici e funzionali alla risoluzione di un problema. Spesso le persone cercano empatia, comprensione, hanno bisogno di parole capaci di descrivere ciò che provano.

contenuti

Il testo ha questo compito: interpretare e descrivere ciò che cercano le persone. La prima forma di contenuto è questa, e ha un vantaggio chiaro: viene indicizzata da Google, è il primo strumento per ottenere dei risultati in termini SEO. Deve esserci per forza? No, esistono pagine senza testo indicizzato e possono ottenere in ogni caso buoni risultati. Dipende sempre dalle necessità del pubblico.

Video

Quante volte hai sentito parlare di video nel mondo del content marketing? Questo codice rappresenta il futuro della comunicazione online, soprattutto per il mobile. E il tuo blog può aver bisogno di video per migliorare la qualità di un articolo. In che modo? Qual è la soluzione ideale?

Pensa ai tutorial, ai pillar article dedicati a un argomento tecnico. Puntare su una strategia video può essere importante quando devi mostrare procedure complesse e quando hai bisogno di tempo per spiegare un passaggio. Mi riferisco, ad esempio, alla procedura per installare WordPress sul proprio hosting: il valore di un articolo lungo e ben strutturato può aumentare se accompagnato da un video capace di spiegare ogni step.

Il video, però, è un prodotto difficile da confezionare e il rovescio della medaglia è chiaro: rischi di creare un messaggio mediocre, soprattutto se non lo sfrutti al massimo per creare valore. Senza dimenticare che il video può essere una fonte di traffico se lo carichi su YouTube (con link all’articolo) e inserisci una sitemap per suggerire a Google la presenza di questi contenuti.

Immagini

Anche le immagini hanno un ruolo preciso in questo quadro: possono attirare lo sguardo, dare significato extra, comunicare dei concetti. Dipende. C’è la foto che introduce il testo, la grafica che riprende uno screenshot e quella che racchiude dei dati. Il mio consiglio: usa le immagini quando servono, quando arricchiscono. Non spezzare il testo con il visual.

Podcast

Il podcast è un canale che permette di registrare e distribuire un messaggio vocale. Le persone scaricano il podcast e lo ascoltano in qualsiasi momento della giornata, mentre fanno la fila alla posta o durante la pausa pranzo. Magari mentre fanno sport. Devi valutare la logica che ti spinge a creare dei podcast: se il video è perfetto per mostrare una procedura, il podcast deve essere usato per un approfondimento.

Devi essere capace di non sovrapporre video e podcast: non creare prodotti simili, non dimenticare le caratteristiche di ogni supporto. Il podcast può essere embeddato nelle pagine web e in un articolo ben strutturato può diventare il giusto approfondimento per migliorare la presentazione dell’argomento. Un professionista che usa i podcast alla grande? Te ne cito due: Alessio Beltrami e Andrea Barghigiani.

Per approfondire: 5 esempi di storytelling per la tua azienda

Infografiche

Spesso si parla di infografica come strumento di content marketing. Il motivo? Questi contenuti sono interessanti, utili, capaci di riassumere in pochi passaggi una marea di informazioni. Tu ami leggere le statistiche? Sei a tuo agio con tabelle, numeri e percentuali? Io no, quindi apprezzo l’infografica.

Perché di questo stiamo parlando: un lavoro di qualità. Spesso i blogger trasformano tutto in infografica, anche una lista di elementi affrontati nel post. Questa è una sintesi visual e può essere una buona soluzione per ottenere visibilità sui social, ma l’infografica è un’altra cosa. In particolar modo è la soluzione per presentare le migliori informazioni con una formula accattivante.

L’infografica nasce dalla selezione. Individui un argomento, definisci una serie di fonti e seleziona quelle utili per catturare l’attenzione del lettore. Il servizio che offri è chiaro: permetti alle persone di leggere dati interessanti, e poi li presenti in modo semplice e facile da consultare.

La forma grafica permette di sfruttare le logiche virali. Grazie a un buon lavoro di Digital PR, infatti, puoi raggiungere blogger e webmaster interessati alla pubblicazione dell’infografica. Questo comporta un valore importante: link in ingresso. Ma l’infografica non può essere creata sempre e comunque, ci vuole tempo e ci vogliono risorse economiche. Soprattutto, ci vuole un’idea.

GIF

gifLe GIF possono essere inserite a pieno titolo nel mondo del content marketing. Queste sequenze di immagini ti permettono di riassumere delle idee, dei concetti per contestualizzare una riflessione. Ad esempio, se affronti il tema delle tasse da pagare per una partita IVA puoi usare una GIF simile a questa per sintetizzare rabbia, disagio, malessere.

Questa è buona comunicazione, una GIF può essere il codice giusto per creare empatia con il pubblico. Ma non solo, può sostituire i video per riassumere dei passaggi tecnici molto semplici. Ad esempio, vuoi spiegare come si crea un tweet? Puoi scattare diversi screenshot e unire il tutto con uno strumento come gifmaker.me.

Scrivere contenuti per il web

Il testo per creare il corpo dell’articolo, il video per illustrare passaggi complessi, il podcast per approfondire, l’infografica per riassumere dati interessanti, la GIF per catturare l’attenzione e le immagini per arricchire il visual. Ti sembra una buona soluzione per i tuoi post?

Dipende. L’approccio non deve essere basato sulla forzatura, un buon contenuto non è quello che racchiude tutti i punti: li deve usare nel modo giusto. Cioè quando il pubblico ha necessità di un approfondimento in quella direzione. Come si può capire tutto questo? Con una buona analisi del target, delle ricerche e delle community.

Come suggeriva Francesco De Nobili al Web Marketing Festival può essere utile monitorare su Google Analytics le ricerche effettuate sul motore interno e scoprire cosa cercano le persone. Se hai creato un articolo sugli influencer marketing e nelle query noti che ci sono diversi “influencer marketing video” allora hai un’informazione in più.

Per ottimizzare ogni passaggio ti consiglio di dare uno sguardo alla guida ufficiale di Google. Raccogli i tuoi dati, incrocia altre fonti prendi la tua decisione. Sei pronto per sfruttare i tuoi contenuti migliori nel blog?

Riccardo Esposito

Riccardo Esposito, blogger per MediaBuzz. Si occupa di scrittura online dal 2008: ha iniziato in agenzia e ora passa 14 ore al giorno davanti al monitor del suo iMac. Il suo blog personale: My Social Web

More Posts

Follow Me:
TwitterFacebookLinkedIn

Submit a Comment

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.