Comunicazione digitale: intervista a Sara Duranti

Comunicazione digitale: intervista a Sara Duranti
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La comunicazione digitale è un passaggio che, da sempre, può fare la differenza in un’attività imprenditoriale. Le aziende hanno bisogno di una strada da seguire quando decidono di portare il proprio brand online. Spesso, però, la percezione è diversa: si pensa di poter ottenere buoni risultati senza investire in professionisti del settore.

Tutti possono occuparsi di comunicazione online, il content marketing è semplice scrittura di articoli sul blog e fare digital PR vuol dire mandare due o tre comunicati stampa via email. In massa. Senza neanche controllare l’interesse reale dei riceventi. No, non è questa la strada da seguire. Soprattutto dopo l’intervista a Sara Duranti che si occupa proprio di questo.

Chi sei e di cosa ti occupi?

Ciao a tutti gli amici di MediaBuzz, grazie per l’intervista. È veramente un piacere scambiare due chiacchiere insieme. Chi sono: Sara Duranti, appassionata di comunicazione, passione che si è trasformata poi nel tempo, anche grazie al web, in professione.

Adoro leggere, scrivere, chiacchierare, sperimentare e tenere gli occhi bene aperti sulle novità e le innovazioni che offrono oggi web e tecnologie. Mi occupo di costruire, gestire e testare strategie di comunicazione e di utilizzare il web come opportunità di business attraverso il content e i social media.

Sono responsabile di Spremute Digitali – Magazine Online, blog focalizzato su 4 argomenti chiave Smart Working, Startup, Enterprise e Digital&Social Media di cui sono anche contributor.

Cosa significa comunicazione digitale?

Lavorare nella comunicazione digitale per prima cosa significa essere in grado di saper comunicare. Comunicare bene è l’opportunità per raggiungere persone che potrebbero essere interessate a quello che hai da dire e creare connessioni preziose. Il bello di questo lavoro è proprio questo: comunicare per tessere relazioni, che potrebbero far nascere opportunità.

Ovviamente niente può essere lasciato al caso, prima di puntare sulla comunicazione digitale bisogna pianificare e strutturare e in seguito misurare. Chi lavora in quest’ambito deve essere consapevole del ruolo che ricopre e delle responsabilità: dare massima diffusione a contenuti per migliorare la visibilità e la reputazione, e magari farlo con approcci innovativi per emergere.

Lavorare nella comunicazione digitale significa quindi essere pronti, stare sul pezzo per intenderci. Pronti all’informazione, alla notizia, all’innovazione, all’aggiornamento, alla formazione e alla flessibilità.

Perché spesso manca il digital PR?

Purtroppo si fa ancora tanta confusione sul tema Digital PR. Mi ricordo di aver letto proprio qui su MediaBuzz un articolo di Riccardo Esposito dove se ne sottolinea l’importanza. Mancano queste figure perché si confonde una professione vera e propria con le semplici pubbliche relazioni. In molti credono che le Digital PR possano essere sopperite da chiunque si occupi di comunicazione. Invece non è così.

Con le digital PR si ha un obiettivo: diffondere e migliorare la reputazione online creando relazioni, le quali permettono di uscire fuori dalla tua realtà e di incontrarne altre interessanti.

Ma creare connessioni non basta, bisogna essere in grado di pianificare le attività creando una strategia prima dell’esecuzione e monitorare i risultati ottenuti. Una figura del genere in un’azienda è necessaria, fa da collante con clienti, partner e collaboratori. È la voce di un progetto.

Perché investire nelle relazioni digitali?

La nuova era delle relazioni è arrivata da un pezzo ed è il caso che tutti se ne facciano una ragione. Investire nelle relazioni digitali è un passo importante e necessario. Le aziende dovrebbero farlo per poter esplorare il mercato, creare connessioni, incontrare persone e realtà nuove.

Innescare conversazioni è il miglior modo per costruire e rafforzare l’identità di un progetto, perché si iniziano ad attivare percezioni, stimoli e opinioni da cui è possibile apprendere molto. Si dovrebbe investire in relazioni digitali per conoscere, collaborare, parlare e far parlare di sé, per ascoltare i feedback e avere un riscontro diretto sull’attività che si sta svolgendo.

Se si creano relazioni buone, queste si rafforzeranno nel tempo e le connessioni si trasformeranno in una community di persone affezionate che parleranno di te al posto tuo, creando un passaparola da cui possono derivare contatti professionali.

Una buona attività da fare sono ad esempio le interviste, proprio come questa, e come quelle che ho avuto modo di fare per Spremute Digitali a Luca La Mesa, Social Media Strategist, formatore e mentor, presentatore del Mashable Social Media Day di quest’anno con Eleonora Rocca, o a Marco Gay Vicepresidente Esecutivo di Digital Magics.

Community manager: cosa significa?

Lavorare verso la direzione community manager significa essere in grado di mettersi nei panni degli altri e assimilare il più possibile dai comportamenti altrui. Bisogna diventare degli osservatori attenti e cercare di avere una visione a 360 gradi di quella che è la community e l’ambiente in cui abita il progetto.

Questo ti permette di rispondere e dialogare nel modo giusto e di creare empatia con le persone, fondamentale per innescare sentimenti di fiducia. Saper ascoltare e rendere positivo il confronto, sono due aspetti chiave.

Alla fine il community manager è quella figura che fa da ponte tra l’azienda o il brand e gli individui, quindi deve essere una persona che si rende disponibile agli altri offrendo soluzioni e consigli. Se il Digital PR è solo la voce, il community manager è voce, occhi e orecchie del brand nella community di riferimento.

Social media manager: può fare la differenza?

Certo che può fare la differenza in una strategia, perché è quella figura che fa esplodere all’esterno l’attività di un progetto e ne fa conoscere il lato umano. Essendo a contatto con le persone, riesce ad avere la percezione reale e immediata, attraverso il sentiment e i feedback, della strategia.

I social network sono un’opportunità per esplorare nuovi mercati e consolidare quelli esistenti grazie alla personificazione dell’azienda. Il social media manager è importante per le imprese perché interagisce con persone che potrebbero essere potenziali clienti, in un ambiente dove l’azienda non è percepita come soggetto distaccato che vuole vendere i propri prodotti o servizi. Ma come realtà che informa, si racconta e confronta con i potenziali clienti stessi. E questo fa la differenza in una strategia.

Un consiglio che cambierà la vita del lettore

Il consiglio che mi sento di dare ai lettori è di non smettere mai di crederci e provare. Non rimanere nell’ombra, ma di tuffarsi. Di dare la giusta importanza a tutte le attività che si vogliono fare, lavorative e non. Non si vive di una cosa soltanto. Le esperienze più sono varie e più arricchiscono. La mente è fatta per essere aperta, dobbiamo solo imparare a superare i nostri limiti e non smettere mai di provare.

Danilo Polidori

Danilo Polidori, Online Media Manager e fondatore di MediaBuzz, inizia la sua giornata alle 6:00 am con una corsa di 50 minuti a Battersea Park durante la quale raccoglie idee ed energie per affrontare con positività la giornata. Crede con fermezza che lo sviluppo tecnologico e dell’economia digitale rappresenti l’occasione per internazionalizzare le eccellenze produttive del nostro paese e tornare grandi.

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