Comunicare alle persone: intervista ad Alex Alessandrini

Comunicare alle persone: intervista ad Alex Alessandrini

Alex Alessandrini

Co-fondatore di Retorica Comunicazione di Riccione. Da oltre 5 anni accompagno le aziende nel loro percorso di marketing e comunicazione, cercando di non dimenticare mai che il business è fatto principalmente di persone.

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Parliamo di web marketing, SEO, social media marketing. E fissiamo obiettivi, lavoriamo intorno a concetti per massimizzare le operazioni e i risultati concreti. Perché è questo che cercano le gli imprenditori che investono in questo settore: vogliono dei vantaggi in termini di fatturato.

Ma non puoi ridurre questo universo al semplice guadagno. Certo, così funziona il mondo del web marketing ma dietro a ogni azione ci sono sempre le persone. Esatto, le persone. Per questo mi è piaciuto subito l’approccio di Alex Alessandrini rispetto al suo lavoro e al progetto. Vuoi approfondire?

Chi sei e di cosa ti occupi?

Ciao Danilo, consentimi di ringraziarti per aver pensato a me per questa intervista. Mi chiamo Alex Alessandrini, tra qualche mese compirò 31 anni ed ho dedicato buona parte di questo tempo allo studio e all’utilizzo di ogni forma di espressione per comunicare qualcosa. Sono partito dal puro piacere di farlo fino al giorno in cui mi sono reso conto che poteva essere la mia strada professionale.

Da un anno a questa parte ho deciso di buttarmi (insieme ai miei soci) nella mia prima esperienza imprenditoriale, continuando a occuparmi di consulenze di marketing online e offline. Guido le aziende nel loro percorso di marketing e comunicazione, cercando di trasmettere loro l’importanza di una strategia pianificata associata a una forte identità e riconoscibilità del brand.

Racconta ai lettori come hai iniziato

Ho sempre pensato che mi sarebbe piaciuto scrivere per lavoro e ai tempi delle scuole medie aspiravo a una carriera di giornalista (ancora il copywriting non era così famoso). Più il tempo passava e più mi rendevo conto che forse era meglio pensare a qualcosa di diverso, qualcosa che stesse a cavallo tra business, comunicazione e tecnologia (i tre aspetti che più mi incuriosivano).

Ho avuto la fortuna di potermi creare un percorso accademico che non abbandonasse nessuno di questi rami con la laurea triennale all’Università di Bologna in Economia di Internet e la conseguente specialistica in Net-Economy all’Università di Trento, vero trampolino professionale.

Poi l’ingresso come Content Manager e SEO in un’azienda di prodotti biologici, il passaggio a un’azienda strutturata per affrontare più di un settore alla volta e con un punto di vista più ampio, fino a un percorso tutto mio. Nel frattempo non ho mai abbandonato i progetti con amici per il gusto di sperimentare, vivendo il mondo che gravita attorno alla mia professione in maniera più leggera e disincantata.

Meglio lavorare come freelance o in azienda?

Difficile dire cosa sia meglio o peggio. Dal mio punto di vista dipende molto da quale fase della vita (professionale e non) stai affrontando, di quanta necessità hai di poter gestire il tuo tempo e di quanto desideri poter lavorare secondo idee o direttive tue o di altri.

alex alessandrini formazioneHo beneficiato per diversi anni della sicurezza che ti offre un posto da dipendente: lo stipendio sicuro, le otto ore, le ferie pagate. Tutto molto confortevole ma che alla lunga rischia di soffocarti se hai bisogno di dare libero sfogo alle tue idee e ambizioni. Se poi ci aggiungi una piccola peste da seguire e crescere, ecco che la dimensione del dipendente inizia a farsi piuttosto stretta.

Nella dimensione del freelance (o comunque di colui che lavora in proprio) cambiano le responsabilità e il peso che si porta sulle spalle a livello professionale. Meno sicurezze, meno certezze ma un grado di libertà diverso che ti consente di ambire a risultati sempre più importanti. Non sono più le ore di lavoro a scandire la giornata, bensì gli obiettivi che ti poni sul breve e sul lungo periodo. Diventi padrone di te stesso e del tuo tempo e, se sei capace di gestirti, può rinunciare a molte meno cose della “vita vera”.

Come inizia la tua giornata?

La mia giornata inizia con una lunga serie di “postponi” sulla sveglia. Scherzi a parte, la mia giornata inizia verso le 8 accompagnando mia figlia al nido e recandomi nel mio ufficio in Viale Ceccarini a Riccione. Ho la fortuna di vivere in una piccola località di mare quindi mi sposto a piedi o in bicicletta, manna dal cielo per chi lavora principalmente con la testa come me e ogni tanto desidera una pausa.

Caffè insieme ai miei colleghi, una rapida verifica di non aver dimenticato nulla nella “To do List” quotidiana che cerco di preparare sempre la sera prima di chiudere e poi si parte coi controlli di routine sui vari progetti.

Cerco di ripartire in modo equo le attività relazionali da quelle operative, cercando di spostare le call quanto più lontano possibile dalla sveglia e definendo i timing di quello che faccio. Mi permette di essere più produttivo e chiudere la sera con la consapevolezza di aver portato tutto quello che sia io che i miei clienti ci aspettavamo.

Consulente di marketing: cosa significa?

Consulente di marketing significa entrare all’interno dell’azienda che segui con il corpo e con la testa. Conoscerne le peculiarità, condividere fallimenti e traguardi fino a farla diventare tua.

La chiave è nella fiducia che riesci a ottenere dagli individui con cui entri in contatto. Perché è di persone che sono fatte le aziende e spesso si tende a dimenticarsi di questo aspetto. Il giusto livello di fiducia e di empatia possono muovere leve e strumenti che compongono il marketing con molta più serenità e decisione. E a giovarne è il business.

Secondo il Native advertising ha futuro in Italia?

Ho un rapporto molto complicato con le definizioni che ruotano attorno alla mia professione e alle sue scuole di pensiero che nel corso degli anni mi son trovato ad analizzare. Non penso sia necessario racchiudere in una scatola tecniche e approcci che usiamo da un po’ di tempo ma che non chiamavamo Native Advertising.

L’inbound marketing ha fatto più o meno lo stesso percorso. Corriamo il rischio di farle passare per mode e non come tecniche con cui lavorare. Penso che l’esperienze estere ci hanno dimostrato che funzionano e l’Italia, pur avendo un percorso tutto suo in termini di reazione, si allineerà come sempre.

Contenuti e blogging, la soluzione preferita?

Sono un fan della prima ora dello storytelling e del contenuto utile che non perde la sua necessaria vena emozionale. Non riesco a pensare di poter convincere qualcuno a comprare qualcosa senza trasmettergli una sensazione che solo un certo modo di costruire contenuti può donare.

Alex Alessandrini

Cerco sempre di pensare prima a chi leggerà e poi ai motori di ricerca e non viceversa. Raccontare, descrivere e coinvolgere: sono queste secondo me le linee guida per pensare ai nostri contenuti, con buona pace dei consumatori frettolosi di informazioni.

Perché un’azienda dovrebbe puntare sull’influencer marketing?

Ti rispondo con una domanda: le aziende devono puntare sull’infuencer marketing? È innegabile che sia un filone molto interessante e attraente poiché fa leva sulle persone che, volenti o nolenti, restano il principale strumento a disposizione.

Tuttavia ci sono due quesiti a cui rispondere prima di pensare agli influencer: quanto è pronto il nostro prodotto/servizio/brand a un’esposizione di questo tipo? Quale tipo di percezione avrà l’utente che verrà intercettato da questa azione? Il rischio è di partire con la massima ambizione per ritrovarsi in qualche squallida marchetta (e ogni giorno se ne vedono eh!).

Un consiglio pratico che cambierà la vita del lettore

Gli unici consigli che mi sento di dare è quello di non porsi mai limiti, di credere al massimo in ciò che si fa, vivendo ogni giorno l’esperienza lavorativa con la stessa curiosità degli inizi. Essere sempre pronti a mettersi in discussione, rivedere le proprie idee e i propri approcci, provare nuovi strumenti e raggiungere persone sempre nuove sono elementi imprescindibili per tenersi vivi in una professione che viaggia a mille all’ora e non ha nessuna intenzione di fermarsi.

Grazie mille di nuovo Danilo per questo bellissimo confronto che mi ha permesso di fermarmi a ragionare un attimo sulla mia professione. Piacevole e terapeutico, ci voleva. E quando passi da Riccione passa a trovarmi in Retorica Comunicazione, ti aspetto per il caffè delle 9 insieme agli altri.

Danilo Polidori

Danilo Polidori, Online Media Manager e fondatore di MediaBuzz, inizia la sua giornata alle 6:00 am con una corsa di 50 minuti a Battersea Park durante la quale raccoglie idee ed energie per affrontare con positività la giornata. Crede con fermezza che lo sviluppo tecnologico e dell’economia digitale rappresenti l’occasione per internazionalizzare le eccellenze produttive del nostro paese e tornare grandi.

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