Commenti Blog WordPress: meglio nativi, Disqus o Facebook?

Commenti Blog WordPress: meglio nativi, Disqus o Facebook?
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Una delle domande tipiche di chi inizia a fare blogging aziendale, e lo stesso vale per un lavoro privato: meglio lasciare i commenti blog WordPress nativi o puntare su Facebook? In realtà questo interrogativo prevede che tu abbia già pensato di lasciare le interazioni. Idea saggia, e non scontata.

Ma soprattutto un’idea per fare e ottenere tanto. Infatti con i commenti puoi accorciare la distanza con il lettore, quindi con il potenziale cliente, e puoi puntare sul comment marketing. Ovvero un insieme di attività che ti spingono verso un obiettivo concreto: portare l’audience verso i tuoi scopi strategici, sfruttando gli interventi come contenuti utili.

Perché questi sono i commenti: contributi per arricchire ciò che hai già scritto. E rendere il tuo articolo sempre più determinante, completo. Sai bene che con il CMS WordPress puoi lasciare testo alla fine dei post e delle pagine, e sei sempre tu a scegliere. Vuoi permettere di pubblicare contributi?

Certo. Chiudere tutto questo è una follia secondo me. Ma non solo, puoi individuare la piattaforma per i commenti blog WordPress: c’è la soluzione nativa, c’è Disqus, ci sono i social con Facebook e Google Plus. Tu quali preferisci? Io ho una piccola riflessione da portare avanti, decisiva in termini di content marketing.

Cosa sono i commenti?

Pensaci bene, cosa sono i commenti? Te lo dico io: interazioni necessarie per due motivi. Puoi creare relazioni intavolando discussioni virtuose, e puoi aumentare il traffico. Con tutto ciò che ne deriva. I click arrivano per motivi diversi: curiosità nei confronti della conversazione, visite di ritorno per partecipare allo scambio, ricerca organica.

I commenti, in quanto contenuti, vengono rilevati da Google, indicizzati e quindi sfruttati nelle ricerche per rispondere alle domande. Ma non solo: rappresentano dei segnali positivi, sono il riflesso di una community viva. Lo stesso Google, attraverso i suoi portavoce, ha sottolineato l’importanza dei commenti. Se ci sono è una buona cosa, ma devono aggiungere qualcosa di significativo. Devono dare valore al testo che hai messo online.

Questo significa che devi attivare i commenti, stimolare l’interazione, rispondere ai contributi e monitorare il contenuto di ciò che viene pubblicato. Non ti sto dicendo che devi rimuovere i contributi inutili (lo so che ti piacerebbe) ma di fare attenzione agli eccessi non allineati con il topic di un articolo.

Da leggere: come creare un piano editoriale per il blog

Come lasciare i commenti sul blog

Ci sono diverse soluzioni. Quella ufficiale viene impostata con il template: ogni blog ha il form per lasciare la propria opinione, è una caratteristica di WordPress. Perché è nella natura stessa del blog fare in modo che nascano conversazioni e confronti. Il campo è composto da uno spazio per scrivere il commento, una sezione per aggiungere nome e cognome e una per l’email. Infine puoi inserire un link nella firma.

Questa è la soluzione base, poi ci sono piattaforme che offrono opzioni differenti. Ad esempio c’è Facebook che aggiunge alla fine dei post un modulo firmato da Mark Zuckerberg, lo stesso fa Google Plus. Una via di mezzo è Disqus, una versione aumentata dei commenti di base. Con diverse opzioni aggiuntive e una buona inclinazione social. Ma cosa conviene a te? Qual è la soluzione adatta?

Meglio commenti nativi o social?

Questa è la domanda che attira l’attenzione: per i commenti blog WordPress meglio il modulo nativo o quello social? Da un punto di vista strettamente SEO, i contributi restano indicizzati: ho fatto diverse prove e se lascio un testo sul form Facebook viene visto dal crawler. Questa è una cosa buona, mentre un punto a favore per i social è la possibilità di rendere virale il contenuto grazie alle condivisioni.

commenti social

I commenti di Facebook.

commenti google

I commenti di Google Plus.

Detto in altre parole, quando lasci un commento nel modulo offerto da Facebook o Google Plus puoi decidere se condividere quello che stai scrivendo sul rispettivo social. In questo modo aumenti il numero di share, quindi delle possibili visite. Ma ora ti faccio una domanda: tutti i tuoi contatti hanno un profilo Facebook? O magari sanno cos’è Google Plus? Voglio pubblicare con un nickname o uno pseudonimo (non per fare il troll): lo posso fare con questi sistemi?

No, quando scegli una soluzione per lanciare i commenti devi valutare questo: i tuoi lettori hanno un profilo? Ma soprattutto sanno usare queste soluzioni e sono disposti a condividere il commento sui social?

Se la risposta è negativa puoi lasciare senza problemi il vecchio modulo. Perché quello che stai per installare non è privo di conseguenze: aggiungere plugin sul tuo blog WordPress vuol dire chiedere maggiori risorse. Vuoi un blog pulito e veloce? Inizia a evitare estensioni superflue e codice inutile.

Un altro vantaggio per i commenti classici: puoi usare l’HTML, quindi puoi aggiungere grassetto, embedded video, foto, link e tutto quello che si trova in un qualsiasi articolo WordPress. Non tutti danno la possibilità di fare questo.

La soluzione intermedia: Disqus

Più volte Disqus è stato indicato come la combinazione giusta. Uno spazio per lasciare commenti sul blog in vecchio stile, ma con una serie di tasti e funzioni per rendere tutto più social. Come, ad esempio, i pulsanti con le icone di Facebook e Twitter per ripubblicare gli interventi sulle rispettive bacheche.

Una realtà interessante, non trovi? In parte sono d’accordo, Disqus può essere un aiuto concreto. Ne vale la pena? Un altro blocco monolitico sul tuo blog WordPress per implementare una funzione che, in buona sostanza, è simile. Senza dimenticare le difficoltà che possono sorgere dall’uso di questo plugin. Io, ad esempio, ho rinunciato all’installazione perché non importava i vecchi commenti.

 

Un caso isolato? Ok, però ti dico questo: non tutti riusciranno a lasciare i commenti. Una parte del pubblico non capirà come ci si accredita e quali sono le funzioni aggiuntive di Disqus.

Sto descrivendo uno scenario apocalittico ed esagerato? Forse, però voglio tutelarmi. E voglio essere sicuro che i commenti restino un’attività a disposizione di tutti. Soprattutto quando il blog non è il mio e curo un progetto con un target differente dall’esperto di web marketing.

Per approfondire: cura il calendario editoriale del tuo blog

Commenti Blog WordPress: la tua idea

Hai già scelto cosa usare per i commenti blog WordPress? Meglio i vantaggi dei social, con relativa instabilità, o la certezza di un contenuto nativo? Io, come tanti altri blogger, preferisco rimanere con il mio form base. E lasciare la possibilità di intervenire nel modo più semplice possibile.

In primo luogo perché così non costringo le persone a usare un social – qualcuno potrebbe non essere iscritto – e poi semplifico al massimo tutte le operazioni. Disqus è semplice per me, ma posso dire lo stesso in tutti i casi e con ogni utente? Ultimo appunto: voglio mantenere la proprietà dei miei commenti.

Sono contenuti preziosi, se moderati, e non voglio lasciarli in mano a un’azienda che – per quanto stabile e sicura – potrebbe sempre decidere di chiudere il servizio. Sai cosa significa questo? Perdere tutto.

Pensa alla possibilità offerta da Google Plus: sei sicuro che Mountain View mantenga questa realtà nel tempo? Io mi tutelo, lascio il form nativo per i blog WordPress e continuo a lavorare così. Il content marketing su un blog aziendale passa dalle interazioni e io le sfrutto, sei d’accordo? Tu preferisci commenti nativi o social? Lascia la tua opinione.

Riccardo Esposito

Riccardo Esposito, blogger per MediaBuzz. Si occupa di scrittura online dal 2008: ha iniziato in agenzia e ora passa 14 ore al giorno davanti al monitor del suo iMac. Il suo blog personale: My Social Web

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2 Comments

  1. Avevo questa grossa indecisione per due motivi: il primo è che secondo me i commenti dei social, in particolare Facebook (Google+ è morto, ahinoi), siano più familiari al lettore medio (ok, non tutti sono su Facebook, ma su Facebook ci sono quasi 4 miliardi di utenti, quindi restano fuori i cinesi, i russi, i nordcoreani e veramente pochissimi altri, di cui sono sicuro la maggior parte non sappia nemmeno cosa siano Facebook, i blog e i commenti), visto che li usa tutti i giorni e quindi un sistema di commenti riconoscibile a occhio nudo magari invoglia di più a lasciare un commento.
    Il secondo motivo era proprio l’opposto di ciò che tu dici: evitare commenti anonimi o con un nickname, o perlomeno limitarli, anche se effettivamente i troll non hanno paura di niente.
    Sul terzo motivo invece sono in sintonia con te: i commenti di Facebook aumentano le condivisioni, in teoria.

    Dopo questo post, mi sono fatto un’idea: probabilmente i commenti di Facebook potrebbero funzionare per i blog che sono agli inizi, per poi migrare a quelli tradizionali.

    Non ho citato Disqus perché non l’ho mai considerato: troppo macchinoso.

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    • Ciao!

      Felice di esserti stato d’aiuto. Facebook va bene per blog che hanno un target specifico. Magari molto attivo sui social. Tipo Buzzfeed e Fanpage. Per il resto preferisco i commenti nativi.

      Reply

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