Vendere online: intervista a Daniele Rutigliano

Vendere online: intervista a Daniele Rutigliano

Daniele Rutigliano

Daniele Rutigliano fondatore di Aproweb e consulente e-commerce. Ha pubblicato il libro E-commerce vincente con Hoepli e scrive su Millionaire nella rubrica Ecommerce. È stato docente presso la School of Management dell'Università LUM di Casamassima, ma anche relatore a Smau, BeWizard!, Meet Magento Italy, WebUpdate ed Ecommerce Hub.

Bella domanda, come vendere online? Come ottenere il massimo dal commercio elettronico? Non è una domanda semplice, anche perché oggi la vendita online è diventata un vero business. Ci sono realtà che hanno cambiato il volto del commercio, ma anche le piccole aziende possono fare la differenza.

Quello che conta è l’investimento. Ma non solo, devi puntare sul lavoro di un professionista capace di ottenere grandi risultati con l’impegno giusto. In questi casi non conviene lesinare, devi dare il giusto per ottenere il risultato migliore. Un consiglio per tutti? Leggi l’intervista a Daniele Rutigliano.

Chi sei e di cosa ti occupi?

Sono Daniele Rutigliano e da 12 anni assisto le aziende che vogliono capire come vendere online. La professione del consulente e-commerce (o “e-commerce specialist”) è recentissima ma sempre più richiesta, vista la complessità e la vastità di applicazione della materia.

Con il cliente e la sua squadra definiamo le strategie di business, i prezzi online, la comunicazione, i costi di spedizione, gli aspetti fiscali e legali, le integrazioni con i vari marketplace e gestionali. È un lavoro a 360 gradi. Per questo motivo stiamo per lanciare la piattaforma www.ecommerce-vincente.it, uno strumento di formazione che possa assistere l’imprenditore nell’avvio del proprio e-commerce.

Lettura consigliataE-commerce vincente. Avviare e promuovere il proprio business online.

Racconta ai lettori come hai iniziato

Ho iniziato tutto per gioco a 16 anni realizzando un sito dedicato al portiere del Milan, Christian Abbiati. Dopo 3 anni, durante gli esami di maturità, l’agente del calciatore mi chiama per ufficializzarlo. Inizia così la mia prima esperienza lavorativa. Nel 2005 ho aperto la mia web agency, Aproweb, e subito dopo è arrivato un altro (ex) portiere a richiedermi il sito ufficiale: Walter Zenga.

Nel 2010 sono stato consigliere nazionale per la Unicom di Milano e, qualche anno dopo, ho intrapreso la strada del relatore insieme all’attività di consulente. Nel 2013, al termine del workshop sull’e-commerce a Smau Milano, la casa editrice Hoepli mi chiede di scrivere il libro Ecommerce vincente.

 

Colgo l’occasione e in 3 mesi, scrivendo la notte e il giorno, produco un libro che in tre anni venderà più di 3.000 copie e due ristampe (a fine febbraio è prevista la seconda edizione, completamente rivista). Nel 2015 inizio anche una collaborazione per la rivista Millionaire curando la rubrica “e-commerce”.

Meglio lavorare come freelance o in azienda?

Credo che non esista una risposta unica e corretta. È tutto soggettivo. Io ho scelto la terza opzione: fare l’imprenditore. Il freelance e il manager hanno in comune il rischio di impresa, il tempo da autogestirsi, i pagamenti, i problemi fiscali e legali ma anche la libertà nel fare ciò desiderano e quando.

Credo che un imprenditore abbia più responsabilità rispetto a un freelance in quanto deve pagare stipendi a terzi. Il dipendente, in generale, ha uno stipendio fisso e meno pensieri lavorativi.

Come hai superato le diffidenze iniziali?

Difficoltà ce ne sono state e ce ne saranno sempre. Dai mancati pagamenti alla gestione delle risorse umane, dai problemi tecnici ai classici imprevisti della vita (lutti, allagamenti, traslochi, furti e litigi). Fa tutto parte della vita. Ci sono stati diversi eventi della mia vita che hanno segnato una svolta in positivo.

Ho lavorato molto su me stesso e continuo a studiare per essere il migliore, sacrificando risorse e tempo. Ma non mi lamento: amo quello che faccio. Sicuramente la presenza di un mental coach è stata decisiva.

Vendere online: la soluzione per conquistare il web?

Non esiste una ricetta magica né può essere sintetizzato tutto in un paragrafo. Come vendere online? Non è facile né economico. Un piccolo investimento è necessario (almeno 5.000 euro) ma bisogna avere ben chiare le strade da percorrere. E soprattutto la strategia per conquistare e mantenere i clienti.

Il mercato di riferimento è cruciale: molti settori sono già coperti da big company come Amazon o YOOX, solo per citarne alcuni. Pertanto, se si è piccoli, è difficile erodere nuove fette di mercato.

Sicuramente essere specializzati in una nicchia di settore permette all’imprenditore di avere costi di marketing più contenuti e un’associazione migliore nella mente del cliente (scarpe online = Zalando). Seguendo molte aziende posso dire anche che la figura di un consulente e-commerce oggi è sempre più cruciale e decisiva se non si desidera perdere tempo e soldi.

Content marketing: come si inserisce in questo percorso?

Il content marketing è fondamentale nell’e-commerce: le schede prodotto sono spesso misere e prive di quei contenuti utili per la scelta di un prodotto. I contenuti pensati e scritti per rispondere alle domande del cliente – sarà proprio come in foto, mi permetterà di fare ciò che promette, mi aiuterà a ottenere ciò che desidero – sono decisivi per influenzare gli utenti nello ZMOT (momento della verità) e aumentare le vendite online. I contenuti vanno curati sia all’interno del proprio sito, attraverso un piano editoriale, che in siti esterni come blog e forum, tramite post, interviste.

L’economia digitale può aiutare gli imprenditori?

L’economia digitale può aiutare gli imprenditori a battere la concorrenza, non solo a emergere. L’analisi dei big data oggi è fondamentale: chi riesce a prevedere il domani o ad ascoltare il proprio target di riferimento vince la battaglia. Non è un caso se Google e Facebook abbiano il monopolio oggi.

L’imprenditore dovrebbe iniziare a raccogliere dati (come avviene semplicemente usando Google Analytics) e soprattutto a leggerli e interpretarli. Con il tempo possono essere scoperti trend e abitudini dei propri clienti. Consiglio l’utilizzo di un software CRM collegato alla propria piattaforma.

Perché un’azienda dovrebbe puntare sull’e-commerce?

Sempre più persone acquistano online. L’e-commerce è un settore sempre in crescita, sia in Italia che nel mondo. Se le aziende porranno resistenza al cambiamento dettato dalle nuove abitudini dei consumatori digital e smart, presto chiuderanno (quanti negozi abbiamo visto chiudere recentemente?).

 

Non c’è molto tempo ancora per evolvere. La rivoluzione digitale è iniziata 20 anni fa. È assurdo che nel 2017 le aziende pensino ancora “se” aprirsi un sito e “se” vendere online. L’importante è non sottovalutare il canale online, oggi decisivo quanto – se non maggiormente – l’offline.

Un consiglio che cambierà la vita del lettore

Sapete qual è il settore più produttivo nell’e-commerce? La vendita di infoprodotti: ebook, videocorsi, whitepaper e qualsiasi altro prodotto digitale che ha un costo di produzione pari allo zero e vendite infinte. Conosco diversi e-commerce che fatturano migliaia di euro l’anno con prodotti virtuali.

Una volta creato il sito, scritti i contenuti (nel sito e nei prodotti), lavorato per posizionarsi in modo organico su Google e impostato gli autorisponditori il grosso del lavoro è fatto. È importante , però, sottolineare che per far ciò servono due – tre anni di lavoro e impegno.

Danilo Polidori

Danilo Polidori, Online Media Manager e fondatore di MediaBuzz, inizia la sua giornata alle 6:00 am con una corsa di 50 minuti a Battersea Park durante la quale raccoglie idee ed energie per affrontare con positività la giornata. Crede con fermezza che lo sviluppo tecnologico e dell’economia digitale rappresenti l’occasione per internazionalizzare le eccellenze produttive del nostro paese e tornare grandi.

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