Come ottimizzare un contenuto sui social media?

Come ottimizzare un contenuto sui social media?
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Da un lato ci sono i contenuti, ovvero il lavoro che nasce da un’attenta analisi e pianificazione; dall’altra ci sono le piattaforme per diffondere le tue creazioni. Ovviamente c’è un’altra dinamica da considerare: l’interazione tra i vari individui, tra la tua identità digitale e chi ha scelto di seguirti.

Alla base di una content strategy c’è questo: creazione, diffusione, interazione.

Pensare a un contenuto senza valutarne le attività parallele che portano il tuo account a diventare un punto di riferimento a una nicchia può essere pericoloso. Vuol dire correre con un purosangue ma con una zavorra di 50 chili sulle spalle. Lo stesso capita a chi investe solo sull’interazione senza pianificare i propri contenuti. Tutto questo si risolve con investimenti e pianificazione.

Ma quali sono le strategie utilizzate dagli esperti di social media marketing per ottimizzare i contenuti che condividono sulle proprie piattaforme? La risposta (almeno parziale) arriva da questa risorsa di www.bitrebels.com: 21 regole dedicate al content marketing. Sono interessanti, ma ho deciso di fare una selezione e scegliere i punti (a mio avviso) fondamentali per ottimizzare un contenuto e ottenere il massimo anche sui social media.

  • • Headline prima di tutto – Esatto, i titoli sono importanti. Quando pubblichi i tuoi articoli su Facebook, Google Plus e Twitter condividi il titolo che hai scelto per il post. Anzi, usi questo titolo come un amo. Come un gancio per attirare persone sul tuo blog o sulla tua pagina web. Cosa significa questo? Devi fare delle prove, devi spingere verso un uso persuasivo del copy senza cadere nel click baiting selvaggio.
  • • Parla ai clienti – Uno dei primi punti che devi valutare quando decidi di lavorare sui contenuti. Devi trovare una voce, un tono riconoscibile dai tuoi potenziali clienti. Devi parlare alle persone come un pari, e non come un superiore o un professore universitario. Sui social queste gerarchie non hanno senso, ma c’è un unico obiettivo: interagire. E per farlo devi usare un tone of voice adeguato alle esigenze del target.
  • • Ingaggia – Già, perché non proviamo a tradurre il termine engagement? Potrebbe essere inteso come ingaggiare, ma più semplicemente lo traduci così: coinvolgi. Non puoi usare i social solo per spingere quello che hai pubblicato. Rischi di trasformare tutti i tuoi canali in alternative al feed rss. Risultato? La gente non ti seguirà e tu non avrai alcun beneficio da questi strumenti. Inizia tu la conversazione.
  • • Qualità e quantità – Tra questi punti ci deve essere equilibrio. Inutile puntare verso la quantità se non c’è un discorso qualitativo ben avviato. Cosa significa questo punto? La qualità di un contenuto non è data dalla mia idea, ma dai bisogni/desideri del pubblico. Detto in altre parole, la mia opinione non ha valore rispetto al giudice ultimo. Ovvero l’utente: impara a soddisfare le esigenze del lettore e inizia a scrivere contenuti di qualità.
  • Trasparenza – Sai cosa vogliono i tuoi follower? Trasparenza. Certo, vogliono contenuti di qualità e interazioni. ma vogliono anche trasparenza, ovvero al capacità di un’azienda di comunicare con onestà, senza giri di parole e inutili eufemismi. Come si traduce questo nella tua attività di social media marketing? Beh, puoi iniziare ad ammettere i tuoi errori aziendali senza girare intorno e senza dimenticare il punto di vista del cliente.

Il punto più importante: trasforma i tuoi fan e follower in acquirenti. ovvero punta verso la conversione. Vero che i social possono portare vantaggi indiretti all’economia aziendale – tipo con una buona attività di brand awareness o di customer care, o ancora di customer engagement – ma questo non vuol dire che non ci debba essere una direzione concreta, un uso dedicato dei social per raggiungere un obiettivo degno di questo nome.

Trovare un buon equilibrio nel lavoro con i social aziendali non è semplice. Da un lato ci sono i contenuti commerciali, dall’altro ci sono le logiche social che spingono verso un uso “umano” delle piattaforme. il mio consiglio è semplice: seguire sempre la Golden Ratio del Social Media Marketing: 30/60/10.

Il 30% di quello che condividi sono contenuti che hai creato, il 60% sono contenuti interessanti per il tuo pubblico e il 10% sono contenuti commerciali. Il tutto, ovviamente, condito con le naturali interazioni che nascono con questo uso dei social. In questo modo i contenuti “commerciali” diventano parte integrante di un calendario editoriale più ampio, e in questo caso potrebbe diventare indispensabile un lavoro di digital PR e blog outreach per individuare nuove piattaforme per i tuoi contenuti.

La tua opinione

In questo articolo ho riassunto il punto di vista di chi, come spesso capita anche a me, deve ottimizzare i contenuti per l’universo social. Un universo che non gira intorno solo ai link, ai video e all’immagini ma ha come fulcro dei valori chiari: interazione, scambio, rapporti virtuosi. Tu hai qualcosa da aggiungere a questa lista? Ti aspetto nei commenti.

Riccardo Esposito

Riccardo Esposito, blogger per MediaBuzz. Si occupa di scrittura online dal 2008: ha iniziato in agenzia e ora passa 14 ore al giorno davanti al monitor del suo iMac. Il suo blog personale: My Social Web

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