Come inserire Telegram nella tua digital strategy

Come inserire Telegram nella tua digital strategy
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Oggi non si parla d’altro: Telegram riuscirà a combattere WhatsApp per quanto riguarda la messaggistica istantanea? Difficile dirlo, i numeri dell’applicazione acquistata da Facebook per la modica cifra di 19 miliardi di dollari sono difficili da contrastare. D’altro canto Telegram ha delle statistiche interessanti dalla sua parte:

  1. 62 milioni di utenti.
  2. 12 miliardi di messaggi inviati al giorno.
  3. 220.000 iscrizioni al giorno.

Senza dimenticare eventi sporadici che hanno sottolineato come Telegram sia l’alternativa naturale di WhatsApp: durante il ban temporaneo di quest’applicazione in Brasile, Telegram ha avuto un picco di download intorno ai 5,7 milioni. Un numero superiore è stato registrato quando Facebook ha acquistato WhatsApp: 8 milioni di applicazioni scaricate per Telegram.

Il web è pieno di articoli che confrontano queste applicazioni ed è sempre più importante definire l’inserimento di queste piattaforme in una digital strategy. Perché i tempi sono sempre più rapidi, veloci. E un servizio di messaggistica istantanea può ottenere dei risultati diversi da quelli che puoi portare a casa con un social network.

Come inserire Telegram nella tua digital strategy

In questo caso, però, la superiorità di Telegram è netta: ci sono funzionalità che possono fare la differenza, ma come sottolinea Julius Design (fonte immagine) i canali rappresentano un’ottima soluzione per diffondere contenuti tematizzati a una platea ampia.

Le caratteristiche dei canali Telegram

Quali sono le caratteristiche essenziali di un canale Telegram? Puoi inviare tutti i messaggi che desideri, puoi utilizzare i bot che automatizzano delle azioni, puoi aggiungere e rimuovere membri, puoi pubblicare foto, testo, link, emoji, hashtag. Puoi aggiungere amministratori e inoltrare i messaggi.

Sì, hai capito bene: puoi creare una sorta di newsletter di gruppo, in tempo reale, dedicata a un argomento. Quindi puoi inaugurare gruppi verticali nei quali puoi affrontare temi specifici e raccogliere la tua nicchia intorno a contenuti sempre più selezionati.

La maggior parte delle applicazioni di messaggistica istantanea viene pensata come supporto per il customer care. Telegram, invece, diventa uno strumento per diffondere contenuti. Ci sono i gruppi di discussione, ovvero chat che riuniscono più persone intorno a un argomento. Ma sembra che oggi l’attenzione sia intorno ai canali Telegram.

Canali che possono essere usati per verticalizzare l’audience e raccogliere il pubblico intorno a un tema. Nel caso dell’azienda può essere usato per creare una comunicazione rapida ed efficace, un filo diretto con i clienti che vogliono ricevere tutte le novità attraverso notifiche push. In un’epoca in cui l’inbound marketing permette al tuo brand di farsi trovare, la chat diventa strumento per spingere contenuti sul tuo smartphone.

Appunto, quali contenuti?

Il nodo è sempre lo stesso: scegliere i contenuti giusti. Hai già un blog aziendale, hai una pagina Facebook e un account Twitter. Ora qualcuno ti dice che hai bisogno di un account Telegram per creare un rapporto diretto con i clienti, con i lettori del blog, con le persone che si iscrivono al corso. La verità è semplice: tutto dipende dagli obiettivi.

Una digital strategy serve proprio a questo, a equilibrare i punti di arrivo e gli strumenti per raggiungerli. Quindi non è detto che sia necessario avere un profilo Telegram, così come non è sicura la presenza di un blog: ci sono degli strumenti utili in determinate occasioni e inutili in altre.

Telegram può fare la differenza quando ti relazioni con utenti capaci di gestire le notifiche push di un’applicazione, ma soprattutto quando hai i contenuti da comunicare: puoi usare Telegram per riprendere novità aziendali, per inviare articoli del blog, per promuovere contenuti. È ancora generica come descrizione: rischi di commettere l’errore che ho fatto io.

L’errore è sempre in agguato

Ho aperto un account Telegram e ho creato un gruppo dedicato all’argomento copy freelance. Un classico del mio repertorio, ecco. Ho fatto lo stesso su Facebook e su Google Plus, quindi ho riprodotto il modello su Telegram: primo grande errore, dare per scontato che un modello sia replicabile da un media all’altro. Soprattutto con la formula che ho proposto: riprendere i contenuti dal blog.

Link, breve introduzione, a volte un cuoricino o un pollice in alto per attirare l’attenzione. All’improvviso ho notato che le persone hanno iniziato ad abbandonare il canale: reazione giusta. Perché seguire una fonte simile al feed RSS o a Twitter? Perché aggiungere rumore alla mia dieta digitale?

Non ha senso. Ho preso tempo e ho deciso di ricominciare da zero con qualcosa di nuovo: una rubrica dedicata a tool e risorse per chi lavora nel settore web marketing. Cosa significa questo? Cambiare prospettiva, utilizzare un canale versatile per dare qualcosa di unico, fidelizzare intorno a un argomento e raccogliere contatti di persone interessate a un tema.

L’obiettivo è sempre lo stesso: segmentare. Molti professionisti paragonano Telegram a una nuova newsletter, a una reinterpretazione di questo strumento. Mancano molte funzioni di un programma di email marketing, certo, però hai il numero di visualizzazioni di un messaggio. E puoi controllare chi si è iscritto al tuo canale.

I link tracciati fanno il resto: verificano quanti click ha ricevuto un contenuto pubblicato. In questo modo puoi valutare con un minimo di criterio cosa, quando e perché pubblicare.

Un uso interno di Telegram

Ho ragionato intorno al concetto di Telegram come strumento pubblico. Però potrebbe rimanere come canale aziendale nel quale far passare comunicazioni, idee, link da condividere con i colleghi. In una redazione di blogger, ad esempio, il canale Telegram potrebbe essere usato come punto di partenza per distribuire fonti ai vari ruoli grazie all’uso degli hashtag.

Come inserire Telegram nella tua digital strategy

C’è una figura delegata alla raccolta e al controllo delle fonti? Il canale smista i link, mentre nella chat si possono creare discussioni e confronti. Non temere, non devi lavorare per forza dal telefonino: esiste un’app web based di Telegram e un programma da scaricare in locale.

Definire obiettivi e strumenti: qual è la tua opinione?

Ho creato un account Telegram, l’ho usato in modo sbagliato. Ovvero replicando un lavoro già svolto altrove in un luogo poco adatto per la semplice riproposizione dei link. Definire gli obiettivi e studiare i tool per raggiungerli: questo è il lavoro di chi si occupa di una digital strategy. Se credi che Telegram sia adatto al tuo business, ai contenuti che ruotano intorno alla tua attività, ricorda che è inutile riproporre quello che è stato già visto altrove.

Telegram funziona per quelle realtà che intercettano notizie flash da comunicare alle persone che le aspettano, che non vogliono perderle e che non possono permettersi che finiscano nello stream di Facebook o Twitter. Un esempio su tutti è il mondo dei concorsi: tante persone aspettano notizie precise e i portali pubblicano notizie immediate che diffondono subito attraverso Telegram.

Ricapitolando: contenuti, notizie immediate, pubblico che cerca notizie legate a un argomento. Senza dimenticare il principio base di ogni forma di comunicazione online: attenzione ai ritmi. Stai spingendo notizie verso un’applicazione che invia delle notifiche, disturba solo quando è necessario.

Secondo te Telegram può fare la differenza? E in quale settore? Conosci dei case study interessanti? Aspetto la tua opinione nei commenti.

Riccardo Esposito

Riccardo Esposito, blogger per MediaBuzz. Si occupa di scrittura online dal 2008: ha iniziato in agenzia e ora passa 14 ore al giorno davanti al monitor del suo iMac. Il suo blog personale: My Social Web

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5 Comments

  1. I dati riportati non sono aggiornati.
    Ultimamente gli utenti hanno superato i 100 milioni, le attivazioni giornaliere sono 350mila e i msg giornalieri 15 miliardi. 😉

    Reply
    • Perfetto, numeri importanti. Hai una fonte di questi dati?

      Reply
      • Riccardo, la fonte dei dati sono le dichiarazioni di Pavel Durov all’evento di Barcellona di 10 giorni fa. Video e audio dello speech sono stati pubblicati dai media di mezzo mondo.

        Reply
    • Grazie!

      Reply

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