Come creare una community fedele

Come creare una community fedele
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Cosa hanno in comune un’azienda, un blogger amatoriale e un freelance che usa i social media per trovare nuovi clienti? Devono lavorare sulla community.

In primo luogo devono individuare un tema capace di rintracciare l’interesse di un gruppo. Poi devono coltivare ogni interazione nata tra gli spazi web (blog, Fan Page, account Twitter) per sviluppare gli argomenti.

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Segui la community – Fonte

Una community nasce e si sviluppa: può anche rimanere nell’anonimato, lontano dai riflettori. Ma deve rimanere fedele al tuo scopo. Ecco, oggi parliamo proprio di questo: come creare e sviluppare una community fedele.

Saper ascoltare

Molti autori sbagliano approccio. Credono che una community sia al servizio del signore e padrone che ha avuto l’idea di metterla insieme, di crearla. Ma ti assicuro che questa non è la strada da seguire.

Per creare una community fedele devi partire da questo punto: ascoltare. Esatto, devi ascoltare le richieste delle persone che frequentano il punto di ritrovo virtuale. Ma non solo. Per lavorare bene devi guardarti intorno e scoprire cosa vogliono le persone che appartengono al tuo target.

Leggere e partecipare alle discussioni che nascono in altri blog, nei forum, nei gruppi su Facebook e nelle community di Google Plus è un ottimo modo per capire i desideri e le necessità del tuo target.

Questo consiglio vale anche per chi deve creare contenuti: ascoltare il proprio pubblico vuol dire creare articoli utili, articoli di qualità.

Lascia parlare

Ascoltare è importante. Anzi. Ascoltare è fondamentale, ma non basta. Devi anche lasciar parlare. Non puoi censurare, non puoi evitare che le persone commentino e pubblichino impressioni, ideecritiche nei tuoi confronti.

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Lascia parlare l’utente – Fonte

Esatto, critiche. Perché la community deve basarsi sulla crescita culturale di chi la frequenta, e se c’è qualcosa da criticare in modo costruttivo… beh, la critica deve essere accettata perché permette di migliorare le conoscenze del gruppo.

Policy e moderazione

Ovviamente la critica non può essere feroce, la critica non può essere lanciata nella mischia senza alcun controllo. Chi critica deve farlo con cognizione, e soprattutto deve farlo con educazione.

Deve seguire le regole. Regole che tu puoi dare con una policy ben strutturata: sanziona il linguaggio volgare e violento, metti nero su bianco i provvedimenti che prenderai nei confronti delle persone che non le rispetteranno.

La presenza della policy aiuta anche un altro aspetto della community: la trasparenza. Devi essere sempre trasparente nelle tue azioni, sempre.

Coinvolgi e partecipa

La community non si auto-alimenta. O meglio, si basa sul coinvolgimento delle persone appassionate di un determinato argomento ma ha bisogno anche del tuo contributo.

Come? Devi rispondere ai commenti che chiedono il tuo coinvolgimento in prima persona, devi moderare gli interventi non in linea con la policy, devi creare contenuti che stimolino la conversazione.

Un consiglio: alla fine dei post (che siano su blog, Facebook o Google Plus non fa differenza) usa le call to action, frasi che chiedono il parere ai lettori coinvolgendoli in prima persona: “ti interessa questo argomento? Lascia la tua idea nei commenti”.

Twitter

Ricorda che i commenti rappresentano un territorio per coinvolgere gli utenti. Sui social puoi chiamare in causa il singolo con le menzioni (un’azione indicata quando vuoi assicurarti che la risposta venga letta), sul blog invece puoi sfruttare la forza dell’HTML per inserire immagini, video ed embedded di qualsiasi social.

Dai attenzione

Coinvolgere significa anche dare attenzione al singolo, a chi si è esposto in prima persona e ha dato un contributo utile alla community. Un esempio? Inizia nuovi post da un’idea lascia nei commenti, oppure condividi il singolo commento sui altri social per stimolare gli interventi.

Per chi partecipa alla community è un piacere sapere che è stato utile alla nascita di un nuovo intervento, di un post o di una riflessione. In ogni caso chiedi il permesso prima di agire. E ricordasti di ringraziare!

Chiedi scusa

La community ha bisogno di qualcuno che guidi la conversazione e non di un despota. Hai sbagliato? Chiedi scusa e ricomincia da dove ti sei fermato/a. Non puoi pretendere di essere leader se non riesci ad ammettere l’errore.

Vuoi lasciare anche tu qualche consiglio per costruire una community fedele? Parliamone insieme nei commenti, aiutami a completare questa lista con la tua esperienza.

Riccardo Esposito

Riccardo Esposito, blogger per MediaBuzz. Si occupa di scrittura online dal 2008: ha iniziato in agenzia e ora passa 14 ore al giorno davanti al monitor del suo iMac. Il suo blog personale: My Social Web

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