Ecco perché il tuo blog ha bisogno di un chatbot

Ecco perché il tuo blog ha bisogno di un chatbot
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Nell’articolo dedicato al conversational commerce ho sottolineato l’importanza di avere un chatbot per interagire con il pubblico. Sai di cosa sto parlando, vero? Questi programmi automatizzano le risposte all’interno di una chat che potrebbe essere Telegram, Slack ma anche e soprattutto Messenger.

Perché tutta questa attenzione per l’applicazione collegata a Facebook? Domanda giusta e semplice da affrontare: è la piattaforma più diffusa, rappresenta una raffigurazione completa dei tuoi potenziali clienti. C’è tutto il mondo, quindi devi esserci. Ma come? Solo con uno strumento push, con una pagina Facebook che spinge contenuti online?

No, puoi aprire canali di comunicazione diretti. I commenti permettono al pubblico di interagire e di lasciare domande, ma hai bisogno di qualcosa in più. Oggi non puoi permetterti ritardi o interferenze tra brand e pubblico.

Devi esserci appena nasce l’esigenza. Ecco perché un e-commerce deve prendere in considerazione la possibilità di usare i chatbot. Ma i blog e i publisher in generale? Qual è il rapporto tra questi automatismi e i professionisti del content marketing? La mia idea: oggi un blogger dovrebbe pensare seriamente alla creazione di un chatbot per la propria Fan Page.

Quanti chatbot esistono?

Ci sono diverse possibilità, tutto dipende dai tuoi obiettivi. Esistono i commerce bot che permettono agli utenti di navigare attraverso prodotti differenti, per aumentare il numero degli acquisti e soddisfare le richieste. Poi ci sono i customer service bot che trovano soluzioni alle domande per snellire i canali che prevedono la presenza umana.

I chatbot dedicati ai contenuti sono quelli che mi interessano in questa circostanza e si riconoscono perché inviano link su richiesta specifica dell’utente. Una richiesta che può essere legata a un argomento (mandami tutti i post dedicati a questo tema in automatico) o a una ricerca specifica. Qui si nascondono i motivi che dovrebbero spingere un blogger a prendere in considerazione l’idea di avere un chatbot privato. Sembra impossibile, vero? Invece è semplice e auspicabile.

Tutti i blogger possono avere un chatbot?

In linea di principio sì, ma non è detto che questa soluzione sia utile in generale. Il mio consiglio è semplice in questi casi: assicurati che ci sia un’esigenza reale. La tua Facebook Fan Page ha molti messaggi privati? Perfetto, potrebbe essere un buon punto di partenza. Ma non basta, non oggi e non ora.

chatbot

Devi fare in modo che le persone apprendano la novità. Ad esempio cliccando su un’icona che hai situato nella parte alta del blog o su uno short URL che condividi sui social. In ogni caso questo è il punto: non basta esserci, devi diffondere la novità e fare in modo che le persone conoscano il canale. Detto questo, come utilizzare il chatbot per spingere la tua attività di content marketing?

  1. Mantenendo un rapporto stabile grazie all’invio degli ultimi contenuti.
  2. Scoprendo nuovi argomenti con i post più letti.
  3. Individuando la risorsa in base a una ricerca specifica.

Il primo punto è semplice, proprio come il secondo. Nella maggior parte dei bot puoi definire un messaggio di benvenuto per dirigere l’utente verso articoli nuovi, o quelli più letti. Ma è con la ricerca che puoi fare la differenza: digita la parola chiave che ti interessa, il bot cercherà il contenuto giusto per te.

Per approfondire: qual è il miglior content marketing team?

La nuova frontiera del contenuto su misura

Questa è la vera soluzione, il punto di partenza per sfruttare i chatbot nel settore dei contenuti: puoi fare in modo che le persone arrivino all’articolo attraverso una sorta di motore di ricerca interno. Ma legato alla chat di Facebook. Non devi cercare, devi chiedere attraverso uno degli strumenti più comuni. Oggi puoi usare le chatbot per dare alle persone ciò che chiedono, e raggiungere alcuni obiettivi concreti.

Ad esempio puoi aumentare le visite al sito: più contenuti passano nella chat, maggiori sono le possibilità di portare utenti sulle tue pagine più importanti. Proprio come suggerisce la logica dell’inbound marketing. Inoltre puoi fidelizzare la community, il pubblico fa domande e ottiene risposte.

Non deve aspettare, deve solo leggere. Quindi l’intervento umano diventa superfluo? No, ma neanche nascosto all’occhio del pubblico. Io chatto sapendo di avere queste risorse a disposizione, il programma mi guida nell’interazione e mi spiega cosa posso chiedere e ottenere. L’azione dell’operatore è sempre possibile e auspicabile, non puoi risolvere tutto con un bot. Almeno per ora.

Come creare un chatbot per Messenger

Questi motivi possono fare la differenza. Ti ho finalmente convinto, avere un chatbot può essere la soluzione che stavi cercando per accorciare le distanze con il pubblico ed essere sempre presente. Ma soprattutto per rivoluzionare il rapporto, e creare una sinergia differente tra chi legge e chi scrive. Interessante tutto questo, vero? Ma adesso la domanda è un’altra: come creare un chatbot?


Devi avere una conoscenza estesa dei linguaggi di programmazione. Le grandi aziende creano dei chatbot su misura per soddisfare determinate esigenze, che rientrano nella strategia digitale. Ma se tu vuoi iniziare a lavorare con i tuoi contenuti puoi utilizzare dei servizi che facilitano il percorso. Ecco dei nomi da segnare nei preferiti:

  1. itsalive.io
  2. manychat.com
  3. botsify.com
  4. Mobile Monkey

Questi tool per creare chatbot Messenger offrono soluzioni differenti con un impegno di risorse altrettanto diversificato. C’è chi lavora sulla semplicità come itsalive.io e chi, invece, preferisce chiamare in causa servizi più elaborati. Manychat, ad esempio, lo metto in evidenza perché offre una serie di benefit.

Ad esempio può aggiungere link, testo, immagini, call to action button. Inoltre dà il benvenuto agli utenti con un messaggio personalizzato e importa contenuti tramite Feed Rss. I prezzi sono accessibili anche se hai un grande flusso di messaggi, e molte piattaforme offrono il servizio a costo zero.

La tua opinione sui chatbot

Sono sicuro che questo lavoro sui chatbot può essere utile a chi crea contenuti, in primo luogo ai grandi publisher e ai quotidiani. Ma anche ai blogger, agli influencer, a chi opera con la diffusione di pagine con risposte, risorse, video e immagini. Io credo che il tuo blog potrebbe avere dei benefici da questo lavoro, sei d’accordo? Hai già provato qualche soluzione?

Riccardo Esposito

Riccardo Esposito, blogger per MediaBuzz. Si occupa di scrittura online dal 2008: ha iniziato in agenzia e ora passa 14 ore al giorno davanti al monitor del suo iMac. Il suo blog personale: My Social Web

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