Pubblicare contenuti online non basta: ecco come migliorare il tuo progetto editoriale

Cosa significa per te pubblicare contenuti online? Scrivere e rispondere alle domande dei possibili clienti per innescare il processo di inbound marketing attraverso il blog aziendale? Perfetto, questa però è solo una parte delle possibili soluzioni offerte dalla strategia che si oppone all’interruzione pubblicitaria. Puoi operare in questa direzione con il video marketing, l’attività di newsletter o quella di public speaking durante fiere e congressi nei quali trovi i tuoi potenziali clienti. E anche se rimaniamo nel concetto di scrittura e pubblicazione dei contenuti su internet la semplice attività di copywriting non è sufficiente (ma comunque centrale): devi muoverti in modo da ottenere il miglior risultato possibile. Ma cosa significa questo? Come deve comportarsi il blogger o il web writer (insomma, chi si occupa di content marketing) per attivare i canali giusti sul proprio sito? Pubblicare contenuti online oggi non basta, ecco la soluzione strategica per raccogliere i frutti tanto attesi. Ovvero traffico profilato. Da leggere: quali sono i vantaggi del content marketing? Google vede tutti i contenuti che pubblichi? Dipende, tu hai fatto un lavoro ottimale sulla search console? Il primo passo da muovere quando vuoi creare un processo di indicizzazione delle novità è questo: iscriviti al servizio (gratuito ma fondamentale) e fai subimit della sitemap.xml. Vale a dire un file che puoi creare facilmente con un plugin, come ad esempio WordPress SEO by Yoast, per aggiornare Google delle nuove attività editoriali. Non dimenticare il ruolo della buona organizzazione della home page, la sezione più importante del tuo sito. Ciò che si trova in questa pagina ha massima importanza agli occhi del motore di ricerca e dell’utente. Come...

Cos’è e come si fa un rebranding efficace

Sai bene che il rebranding può essere una delle fasi decisive per la vita di un’azienda. Perché rappresenta un meccanismo complesso, non facile da gestire e prevedere. E, soprattutto, capace di intaccare uno dei beni più importanti per la tua realtà imprenditoriale. Sto parlando del brand, la marca. Quel bene che viene coltivato ogni giorno […]

Sai bene che il rebranding può essere una delle fasi decisive per la vita di un’azienda. Perché rappresenta un meccanismo complesso, non facile da gestire e prevedere. E, soprattutto, capace di intaccare uno dei beni più importanti per la tua realtà imprenditoriale. Sto parlando del brand, la marca. Quel bene che viene coltivato ogni giorno con azioni ben ponderate (almeno così dovrebbe essere). Perché tutti hanno paura di affrontare un rebranding? Semplice, rimetti in discussione le fondamenta e rischi di distruggere tutto. Garanzie sul risultato? Poche, difficile avere sicurezze. Ma la differenza tra chi si muove a caso e i professionisti che definiscono le fasi del rebranding con attenzione e precisione si vede. E si nota con evidenza. Ecco, quindi, qualche informazione in più su questo processo così delicato. Da leggere: come fare content marketing su YouTube Cos’è il rebranding: definizione e spiegazione Quali sono i punti di riferimento del tema? Con questo termine intendiamo il processo che consente a imprese, professionisti e organizzazioni di rivedere i punti fondamentali del proprio brand. Operando su diversi aspetti come valori fondanti, mission, unique selling proposition, payoff e naming. Solo per fare un esempio, in realtà si può operare sull’intera immagine coordinata. Coinvolgendo anche elementi molto specifici della comunicazione online e offline come il tone of voice. Vale a dire il timbro che usi per rivolgerti al tuo pubblico. Senza dimenticare gli aspetti più evidenti come i colori aziendali e il logo. Questa è la sintesi del rebranding: cambiare forma e sostanza. Il motivo? Perché avere una strategia di rebranding? Si tratta di un passaggio delicato, questo è chiaro. Ma qual è...

7 campagne di web marketing memorabili

Cosa succede quando provi a elencare le migliori campagne di web marketing? Semplice, ti rendi conto che di fronte a te c’è un mare di possibili soluzioni. E di idee da sfruttare per creare una buona strategia per promuovere il tuo lavoro. Ovviamente non è facile lavorare in modo da sfruttare qualcosa di nuovo, c’è […]

Cosa succede quando provi a elencare le migliori campagne di web marketing? Semplice, ti rendi conto che di fronte a te c’è un mare di possibili soluzioni. E di idee da sfruttare per creare una buona strategia per promuovere il tuo lavoro. Ovviamente non è facile lavorare in modo da sfruttare qualcosa di nuovo, c’è una grande difficoltà in questi casi. Inventare, rinvigorire, pensare soluzioni per rivalutare il tuo messaggio. Possibile? Certo, devi lavorare insieme a un professionista del settore. O magari un team, un’agenzia specializzata. Le migliori campagne di web marketing non nascono dal nulla, ma dallo studio a monte: devi fare in modo che tutto sia pensato e determinato intorno ai dati. Perché muoversi a caso, nell’influencer come nel content marketing, può essere un problema. Ecco perché oltre a consigliare uno studio approfondito della tua realtà e del contesto ti lascio una serie di esempi virtuosi e idee che possono dare il via a nuovi percorsi per la promozione online. Da leggere: Instagram Stories, cosa sono e come puoi usarle User Generated Content e video: GoPro Utile poter contare sui contenuti generati dalla tua audience, vero? In questo modo hai sempre materiale da condividere e puoi coinvolgere il pubblico che si identifica nel brand. Tra le migliori campagne di web marketing non posso ignorare quella della GoPro. Gran parte dei contenuti video che vedi sul canale YouTube ufficiale non sono stati creati dal team di content marketing, ma dagli utenti più fedeli. Vale a dire le persone che comprano e usano la macchina più famosa tra gli sportivi. Tutto si basa su un meccanismo virtuoso. Usando il canale...
6 idee per attirare clienti sul tuo sito web (e vendere)

6 idee per attirare clienti sul tuo sito web (e vendere)

Ci sono sempre idee per attirare clienti nella tua attività online? Sarebbe una gran cosa, perché sai bene che su un sito web non contano tanto le visite ma la capacità di rivolgere la propria attività di digital marketing al meglio. Detto in altre parole, non serve a niente avere un sito web che fa tante visite […]

Ci sono sempre idee per attirare clienti nella tua attività online? Sarebbe una gran cosa, perché sai bene che su un sito web non contano tanto le visite ma la capacità di rivolgere la propria attività di digital marketing al meglio. Detto in altre parole, non serve a niente avere un sito web che fa tante visite se poi non si trasformano in lead, contatti potenzialmente interessati a ciò che fai o vendi. Significa solo coccolare il proprio ego ma non stai facendo niente di buono. Questo è importante quando decidi di pubblicizzare un ecommerce o di promuovere un prodotto online. Faccio questi esempi perché uno shop digitale deve essere sempre all’avanguardia su questo punto: gli investimenti sono importanti e l’efficacia è un obbligo. Ecco perché voglio darti qualche consiglio in più rispetto alla possibilità di sfruttare nuove idee per attirare clienti sul tuo sito web (e non semplici click che si perdono su Gogole Analytics). Da leggere: digital marketing e fatturato, quale rapporto per le PMI Non perdere di vista il native advertising Un ecommerce può trovare grandi vantaggi nel native advertising, nella pubblicazione di quei contenuti che non lavorano in prima linea per fare un lavoro di link building. Ma aiutano l’azienda. In che misura? Permettono di far conoscere il proprio brand su internet. E a portare click sul sito in modo da aumentare le visite allineate con quelli che sono i principi dell’inbound marketing. Ovvero farsi trovare nel momento in cui le persone hanno bisogno di te. E non sparare su un pubblico indistinto una serie di elementi comunicativi non pensati per un determinato segmento. Il libro da leggere in...
Perché i tuoi utenti abbandonano il sito web in pochi secondi?

Perché i tuoi utenti abbandonano il sito web in pochi secondi?

Chi lavora ogni giorno nel mondo del web marketing sa bene che deve aumentare il tempo di permanenza sul sito. Questo non è un parametro da affrontare a caso, nel senso che non basta mantenere le visite sulle pagine. Devi lavorare sodo con l’usabilità e fare in modo che ogni dettaglio sia allineato con un […]

Chi lavora ogni giorno nel mondo del web marketing sa bene che deve aumentare il tempo di permanenza sul sito. Questo non è un parametro da affrontare a caso, nel senso che non basta mantenere le visite sulle pagine. Devi lavorare sodo con l’usabilità e fare in modo che ogni dettaglio sia allineato con un punto chiaro: le persone devono trovare ciò che cercano. Non basta aumentare il tempo di permanenza medio, alla base c’è sempre la soddisfazione delle necessità individuali. Quindi lo studio del target viene prima di ogni cosa. Ma, detto questo, quali sono i punti essenziali per aumentare il tempo di permanenza sul sito e diminuire il tasso di abbandono su un ecommerce, un portale o un qualsiasi sito web con un obiettivo? Ecco una serie di idee per aumentare tempo di permanenza sul sito rispettando i principi della web usability (e ovviamente del buon senso). Da leggere: come promuovere un prodotto su internet Velocità di caricamento delle pagine web Questo è uno dei passaggi essenziali dato che devi dare un motivo in più per consultare le tue pagine web. Oggi le persone sono abituate a consultare pagine web veloci, immediate, efficaci. Costringere il pubblico ad aspettare 3 o 4 secondi per caricare una pagina vuol dire rischiare l’abbandono. Questo passaggio vale per tutti i progetti web, soprattutto da quando Google ha inserito la velocità di caricamento tra i fattori del posizionamento. Un’attenzione in più, però, viene data a chi si occupa di SEO per ecommerce: in questi casi la velocità di caricamento delle pagine influenza direttamente le conversioni, quindi diventa un obbligo ottimizzare tutti i...
Cos’è e come migliorare il tasso di conversione per un ecommerce

Cos’è e come migliorare il tasso di conversione per un ecommerce

Il tasso di conversione ecommerce è un fattore decisivo per il successo del tuo progetto online di vendita. Il motivo è semplice: attraverso questo parametro individui il passaggio cruciale della tua situazione. Puoi capire se gli sforzi sono commisurati ai risultati ottenuti. Perché nella maggior parte dei casi si ragiona sempre per eccesso e con uno […]

Il tasso di conversione ecommerce è un fattore decisivo per il successo del tuo progetto online di vendita. Il motivo è semplice: attraverso questo parametro individui il passaggio cruciale della tua situazione. Puoi capire se gli sforzi sono commisurati ai risultati ottenuti. Perché nella maggior parte dei casi si ragiona sempre per eccesso e con uno spreco di risorse evitabile. Vuoi più visite al sito, pretendi di pubblicizzare l’ecommerce per ottenere più visibilità. Ma nella maggior parte dei casi le persone arrivano sulla scheda e non acquistano. Questo è un problema perché vuoi promuovere un prodotto su internet, ma non ti rendi conto che è sufficiente ottimizzare ciò che hai già. Sembra interessante, vero? Ed è così, non sempre è necessario avere più visite e portare gente sul dominio. Basta ottimizzare la scheda dello shop per migliorare il tasso di conversione ecommerce. Ma di cosa stiamo parlando? Quali sono i punti in questione? Ecco una breve disamina con qualche consiglio per migliorare. Da leggere: come aumentare il conversion rate con la riprova sociale Cos’è il tasso di conversione per uno shop online Il tasso di conversione (noto come CR o conversion rate) rappresenta quel valore, espresso in percentuale, che sintetizza la capacità delle tue pagine web di trasformare i visitatori in clienti. Quindi è un indice di efficacia: il traffico generato dai vari strumenti per promuovere un ecommerce diventa utile. Perché monetizza, si trasforma in guadagno. Questo è un bene. D’altro canto il tasso di conversione di un ecommerce rappresenta il cuore della tua attività intesa come qualcosa di utile e funzionale: basta usare questo sito web solo per collezionare...