11 consigli per avere un profilo Instagram efficace

11 consigli per avere un profilo Instagram efficace

Trovare una buona sintesi dei consigli per Instagram è una vera rarità. Perché ci sono tante guide che spiegano come avere successo su questo social, come diventare influencer e aumentare il numero di follower. Ma non sempre i risultati sono quelli sperati. Anzi, spesso diventa sempre più improbabile raggiungere gli obiettivi. Perché Instagram non è un social network per tutti. Si basa su una sensibilità visual raffinata, il content marketing in questi casi diventa un’operazione diretta verso la narrazione e il digital storytelling. Non è semplice muoversi in questi campi, per questo è giusto concentrare la propria attenzione sui migliori consigli per Instagram. Che non ti spiegano come essere seguito o come diventare famoso. Tutto questo è una conseguenza e, per chi lavora in ambito aziendale con la prospettiva inbound marketing, racchiude un approccio superficiale. Andiamo in profondità, cerchiamo di capire come funziona un account Instagram efficace con i consigli degli esperti. Ho trovato quest’infografica con 11 punti da sviluppare, affrontiamoli insieme. Ottimizza il testo della bio Primo passo per migliorare il profilo Instagram: lavora sul testo della bio. Non hai a disposizione molto testo, però puoi far capire subito chi sei, cosa fai e qual è il vantaggio per chi ti segue. Qui puoi inserire hashtag, menzioni ed emoji ma non confondere l’utente. Devi essere preciso e diretto, e ritagliare un po’ di spazio per lasciar intravedere ciò che ispira il tuo lavoro. Punta a essere informativo ma non inamidato. Da leggere: Influencer marketing su Instagram: come scegliere con chi collaborare Traccia il link del tuo profilo Usa il profilo per suggerire il link che preferisci, alla home page...
5 modi alternativi di fare formazione nel web marketing

5 modi alternativi di fare formazione nel web marketing

Inizio sottolineando un punto decisivo: la formazione nel web marketing è importante. O meglio, non puoi pensare di migliorare le tue capacità senza uno studio continuo delle materie che ti riguardano. Non si tratta di semplice aggiornamento, qui si lavora sull’ottimizzazione del tuo bagaglio di esperienze. Il motivo di quest’attenzione è semplice: il digital cambia […]

Inizio sottolineando un punto decisivo: la formazione nel web marketing è importante. O meglio, non puoi pensare di migliorare le tue capacità senza uno studio continuo delle materie che ti riguardano. Non si tratta di semplice aggiornamento, qui si lavora sull’ottimizzazione del tuo bagaglio di esperienze. Il motivo di quest’attenzione è semplice: il digital cambia da un giorno all’altro. Oggi sei allineato con il tuo universo professionale, domani non più. Sembra uno scenario drammatico, un inferno per chi deve sempre dare il massimo. In realtà il bello del nostro settore è proprio questo: non ti annoi mai. Devi essere fluido, flessibile, pronto a cogliere l’occasione. E consapevole della necessità di fare formazione nel web marketing. Anche per questo ho dato visibilità a diversi appuntamenti legati a questo tema: il Visual Storytelling a Milano, il Web Marketing Festival a Rimini e il Web-ecom a Bari. Queste date sono dedicate a chi vuole avere sempre il controllo della situazione, a chi ama essere aggiornato e dare il massimo ai propri clienti. Ma ci sono modi differenti per trovare nuove fonti online. Non devi per forza comprare il biglietto di un evento per acquisire esperienza: ecco 5 modi alternativi per fare formazione nel web marketing. E per diventare un professionista migliore. Punta sulla consulenza one to one Voglio iniziare con quello che, a mio avviso, è il miglior modo di fare consulenza ad alti livelli: contatta un professionista e pagalo per farti spiegare qualcosa. Hai un problema? Non trovi la risposta? I dubbi sul metodo di lavoro ti attanagliano? Non rimanere vittima di questo circolo vizioso: individua una persona che stimi, assicurati delle sue competenze e contattala....
Brand e Instagram Stories: 7 esempi concreti

Brand e Instagram Stories: 7 esempi concreti

Te lo chiedi da quando hai iniziato a lavorare su questo social: quali sono i migliori esempi di Instagram Stories? Difficile avere una risposta definitiva e completa in questi casi. Ma quello che possiamo fare ora è comprendere nel miglior modo possibile questa piattaforma. O meglio, questa funzione. Instagram Stories fa parte dell’omonimo social network. In […]

Te lo chiedi da quando hai iniziato a lavorare su questo social: quali sono i migliori esempi di Instagram Stories? Difficile avere una risposta definitiva e completa in questi casi. Ma quello che possiamo fare ora è comprendere nel miglior modo possibile questa piattaforma. O meglio, questa funzione. Instagram Stories fa parte dell’omonimo social network. In parte riprende il funzionamento di Snapchat che propone da sempre questa soluzione: permette di creare delle raccolte di immagini tematizzate, dedicate a un unico argomento. E con una data di scadenza precisa: 24 ore, non un minuto in più. La combinazione proposta da Instagram è cristallina: riunire in un unico luogo gli strumenti per lavorare sul visual storytelling, per scattare foto e registrare video. Ma non solo. Con questa piattaforma – da un bel po’ di mesi ormai – puoi creare delle storie. Delle narrazioni dedicate a un tema. Quali sono i migliori esempi di Instagram Stories nell’universo dei brand? Le aziende usano gli strumenti del social media marketing per raggiungere obiettivi concreti, per fare advertising e per creare community attive. Ma anche per fare storytelling. Vuoi qualche case study concreto? Cosa sono le storie di Instagram? Prima di elencare gli esempi di storie su Instagram credo che sia giusto dare una definizione. E qualche informazione in più. Le Instagram Stories sono una funzione dell’omonima applicazione e permettono di creare degli album a tempo determinato (24 ore) grazie ai contenuti che catturi con il tuo smartphone. Quali sono le caratteristiche tecniche? In primo luogo hai la possibilità di modificare i contenuti, proprio come avviene su Snapchat. Puoi aggiungere testo, inserire emoji e decorazioni. Il tutto per un periodo limitato. Perché...
WebUPdate 2016: il meglio del web a Napoli

WebUPdate 2016: il meglio del web a Napoli

Ci sono eventi che lasciano il segno, e che ti permettono di scoprire aspetti di una professione che prima ignoravi. Ecco cosa è per me il WebUPdate, un appuntamento che quest’anno si terrà il 19 marzo e che riunisce grandi professionisti del web in una cornice d’eccellenza: Napoli, all’Hotel Alabardieri. A organizzare il tutto Alessandro […]

Ci sono eventi che lasciano il segno, e che ti permettono di scoprire aspetti di una professione che prima ignoravi. Ecco cosa è per me il WebUPdate, un appuntamento che quest’anno si terrà il 19 marzo e che riunisce grandi professionisti del web in una cornice d’eccellenza: Napoli, all’Hotel Alabardieri. A organizzare il tutto Alessandro Mazzù (nella foto a sinistra) che quest’anno ha organizzato grandi cose. Il WebUPdate 2016, infatti, è il migliore di sempre: il settimo anniversario dell’evento, Alessandro ha chiamato a raccolta i migliori professionisti del digitale che trasformeranno la città di Napoli un punto di riferimento per chi lavora nel settore del digital marketing. Gli obiettivi del WebUPdate? Informare, dare dei riferimenti chiari a chi si occupa di web, chiamare a raccolta i professionisti del settore. Ma soprattutto fare formazione. Perché questo è un passaggio fondamentale per ogni professionista che si rispetti, per chi inizia a lavorare nel settore web ma anche per i professionisti che non devono mai perdere il ritmo. Il web è in continuo movimento e chi lavora in questo settore sa che non può rinunciare a una buona formazione. Il WebUPdate si inserisce in questo scenario, affronta i temi che possono fare la differenza per il tuo business online. E lo fa grazie al lavoro di ben 19 professionisti. Sala social Inutile spiegare l’importanza dei social media in una strategia web. Attraverso queste piattaforme puoi distribuire i contenuti, puoi creare contenuti, puoi raggiungere i tuoi potenziali clienti con messaggi mirati. Ma a una condizione: devi conoscere gli strumenti e le strategie utili per investire nel modo giusto le tue risorse. Prendo dalla lista degli interventi: Dal personal branding alle pubbliche relazioni digitali. Instagram:...
Evoluzione del digital advertising nel 2016

Evoluzione del digital advertising nel 2016

Sempre più digital: potrebbe essere questo il motto del 2016 quando parliamo di advertising. E in parte potrebbe essere questo il modo per sintetizzare gli ultimi dati resi noti da Nielsen. La nota de Il Sole 24 Ore è chiara: “Il digitale crescerebbe dell’8,9% per il periodo gennaio – novembre 2015″. Questi dati confermano il […]

Sempre più digital: potrebbe essere questo il motto del 2016 quando parliamo di advertising. E in parte potrebbe essere questo il modo per sintetizzare gli ultimi dati resi noti da Nielsen. La nota de Il Sole 24 Ore è chiara: “Il digitale crescerebbe dell’8,9% per il periodo gennaio – novembre 2015″. Questi dati confermano il passaggio positivo indicato già a novembre e che suggeriva una crescita costante dopo un periodo di flessione rispetto all’anno precedente. Il settore che, invece, continua a perdere quota è quello dei quotidiani. Le stime Nielsen, infatti, registrano un mese di novembre a -13,4% e terminano gli 11 mesi del 2015 a -7,3%. Stesso discorso vale per i periodici in perdita del 2,6%. Un digitale, quindi, che continua a crescere ma non abbastanza da scalzare i grandi trend della pubblicità. Dove ruotano questi grandi trend? Risposta scontata e deludente (per me): intorno alla televisione. Nel novembre 2015 gli investimenti pubblicitari verso la televisione crescono del 5,4%, e rispetto al grande evento dell’Expo la televisione ha raccolto il maggior numero di introiti e investimenti pubblicitari. Da questo quadro, quindi, emerge un digital advertising sempre nel filone positivo. Ma che non è ancora pronto a scalzare le grandi forze della televisione italiana. E che fa leva su due grandi settori: il mobile e il video advertising. Per avere un’idea di questo trend devi guardare il grafico che trovi nel prossimo paragrafo. Leggi anche questo: la pubblicità sul web copre il 26,5% degli investimenti. Come evolve la dieta mediatica Da questa nuova ricerca Nielsen emerge che il campione americano continua a creare la propria dieta mediatica prendendo contenuti da varie fonti. Il settore...
Legge di Stabilità, il paradosso del digitale in Italia

Legge di Stabilità, il paradosso del digitale in Italia

Da ogni parte del mondo arrivano segnali interessanti per quanto riguarda la possibilità di usare le nuove tecnologie digitali come leva per la ripresa economica. In Italia le cose si muovono diversamente: la legge di stabilità decreta un taglio del 50% per quanto riguarda le spese per ICT della Pubblica Amministrazione. La fonte è Il […]

Da ogni parte del mondo arrivano segnali interessanti per quanto riguarda la possibilità di usare le nuove tecnologie digitali come leva per la ripresa economica. In Italia le cose si muovono diversamente: la legge di stabilità decreta un taglio del 50% per quanto riguarda le spese per ICT della Pubblica Amministrazione. La fonte è Il Fatto Quotidiano, e basta fare un giro su Google News per trovare decine di articoli che approfondiscono questa notizia. Il paradosso è chiaro: l’Italia crescerà grazie al digitale. Saranno le nuove tecnologie a spingere la rinascita del Belpaese. Il meccanismo è semplice: maggiore penetrazione dei device, nuovi interessi da parte delle aziende in termini pubblicitari, nuovi posti di lavoro. Nuove professioni. Nuovi scenari per le aziende che offrono e per quelle investono. Possiamo puntare solo sul digitale. Qui abbiamo una rivoluzione non solo economica, ma anche delle abitudini. Siamo di fronte a un nuovo modo di intendere le azioni quotidiane, gli acquisti, le prenotazioni, l’organizzazione del tempo ludico e professionale. Tra qualche anno faremo la spesa su internet. E il sistema Italia dovrebbe cogliere al volo l’opportunità. La dovrebbe cogliere grazie alle eccellenze digitali che può offrire, la dovrebbe cogliere perché ha un grande bisogno di rilanciare prodotti e servizi competitivi. Il problema si biforca: da un lato le infrastrutture non aiutano la diffusione della banda ultra larga, dall’altro c’è una forte resistenza culturale ad accettare l’avvento della rivoluzione digitale. Da leggere: Italia, paese ipertecnologico secondo Ericsson Usare meglio i dati (ma quali dati?) Il punto di vista del premier, nel suo tweet lanciato per annunciare la rivoluzione digitale, sembra interessante. Comprare meno prodotti, usare meglio i dati....