SEO Copywriting e web writing: intervista a Eleonora Usai

SEO Copywriting e web writing: intervista a Eleonora Usai

Vuoi lavorare con il SEO copywriting? Mi sembra una buona idea, perché sai bene che i contenuti sono decisivi per farsi trovare nelle SERP dei motori di ricerca. Basta questo per ottenere buoni risultati. E per posizionare le tue pagine web. Cosa significa? Ottenere buoni risultati, farsi trovare dalle persone giuste. Ma basta scrivere bene? Basta rispettare le regole della lingua italiana? Non credo, c’è un’arte dietro al lavoro di SEO copywriting che abbraccia il blogging, il web writing, le tecniche persuasive e le combinazioni utili per catturare l’attenzione del lettore. Ma anche quella di Google. I nomi da ricordare per lavorare in questo settore? oggi ti consiglio quello di Eleonora Usai. Chi sei e di cosa ti occupi? Ciao Danilo e grazie per avermi ospitato su MediaBuzz. Mi chiamo Eleonora e sono una copywriter freelance innamorata delle parole. Parole e storie mi hanno scelto da quando alle elementari ho avuto una maestra d’italiano che parlava di scrittura pubblicitaria. Copywriter4you è il mio sito professionale e ctrleffe la mia web agency.
 Lavoro sempre con la Moleskine vicino al pc e mi occupo di copywriting e blogging per raccontare aziende e imprenditori con onestà. I clienti mi aiutano a guardare con i loro occhi e scrivere con la loro penna. Cosa significa per te fare SEO copywriting? Fare SEO copywriting è rispondere alle richieste degli utenti dando informazioni vere, esperienze da portare a casa senza false illusioni. È far scorrere parole in un testo chiaro, che sia impreziosito di attenzione per il lettore senza abusare di parole chiave solo perché condiscono o servono per i motori di ricerca. È realizzare un...
Formazione e Web Marketing Festival: intervista a Cosmano Lombardo

Formazione e Web Marketing Festival: intervista a Cosmano Lombardo

Fare formazione. Sembra questo il punto di partenza per chi deve iniziare il proprio percorso nel web marketing. Ma è un processo che riguarda solo chi muove i primi passi? No, questo è il chiaro: quando decidi di lavorare in questo settore non puoi mai fermarti. Questo è il bello (almeno per me): non si […]

Fare formazione. Sembra questo il punto di partenza per chi deve iniziare il proprio percorso nel web marketing. Ma è un processo che riguarda solo chi muove i primi passi? No, questo è il chiaro: quando decidi di lavorare in questo settore non puoi mai fermarti. Questo è il bello (almeno per me): non si smette mai di apprendere e imparare. Ora, però, si apre un nuovo fronte: chi si occupa della formazione? È un peso importante, non puoi improvvisare perché è grazie al flusso di nozioni, conoscenze e informazioni che migliori la tua attività. E permetti al tuo business di crescere. Questo vale per le aziende, i liberi professionisti, gli studenti e chi decide di cambiare lavoro per scoprire un nuovo settore. Proprio perché la formazione è così importante oggi abbiamo intervistato Cosmano Lombardo che ci presenta la nuova edizione del Web Marketing Festival, ormai diventato un riferimento per il settore. Web Marketing Festival: il segreto per arrivare alla quinta edizione? Se esiste un segreto credo che sia nel rapporto creatosi in questi anni con tutti coloro che vedono nel web marketing uno strumento per generare valore. Il Festival è un luogo voluto e costruito da tutti gli amanti della creatività, e dalla passione per la contaminazione e fusione di più mondi. Anche quest’anno stiamo co-costruendo l’evento a 360 gradi: dalla parte tematica alle proposte di speech, passando per le singole iniziative di intrattenimento e quelle sociali.   Questa complicità tra le persone ci permette di realizzare una manifestazione che non sia solo formazione e che non si esaurisca in due giorni, ma si manifesti come uno strumento di...
Professione social media manager: Intervista a Roberto Gerosa

Professione social media manager: Intervista a Roberto Gerosa

Il lavoro del social media manager non è semplice. Anzi, è un compito difficile. Devi avere la professionalità di chi lavora notte e giorno sulle piattaforme di social network come Facebook e Instagram, ma devi anche sfruttare le dinamiche legate all’inbound marketing che contemplano gli strumenti del blogging aziendale, dell’influencer marketing e del native advertising. Ecco […]

Il lavoro del social media manager non è semplice. Anzi, è un compito difficile. Devi avere la professionalità di chi lavora notte e giorno sulle piattaforme di social network come Facebook e Instagram, ma devi anche sfruttare le dinamiche legate all’inbound marketing che contemplano gli strumenti del blogging aziendale, dell’influencer marketing e del native advertising. Ecco perché oggi abbiamo deciso di intervistare Roberto Gerosa di SocialDaily.it, social media manager che cura progetti per aziende e privati. Nel tempo libero organizza corsi di formazione sempre sul social media marketing. Per questo è la persona giusta per approfondire l’argomento, non credi? Allora, iniziamo dalla domanda più difficile (secondo me). Cosa significa per te fare social media marketing? Adottare strategie e creare contenuti senza l’ossessione della vendita a breve termine. Far capire ai clienti che un tono autoreferenziale e promozionale non porta a un bel niente. Significa aggiornarsi in continuazione sulle ultime novità dal mondo dei social media ed evitare la fine di certe agenzie di comunicazione e marketing, attaccate a vecchi schemi comunicativi e ferme agli anni ’90. L’influencer marketing è un elemento decisivo? L’influencer marketing a mio avviso non è decisivo per tutte le aziende, per tutti i settori. Vorrei spiegarmi meglio, prima di “urtare” la sensibilità del mio caro amico Matteo Pogliani, esperto di influencer marketing. Ho diversi clienti nella PMI. Certi settori sono talmente dormienti dal punto di vista del social media marketing che individuare e coltivare una strategia di influencer marketing rischia di essere un dispendio di risorse ed energie poco efficaci. Non è per fare i soliti discorsi pessimisti ed esterofili sul fatto che in Italia siamo indietro su...
Copywriting e storytelling: intervista a Rossana Cavallari

Copywriting e storytelling: intervista a Rossana Cavallari

Parlare oggi di copywriting e storytelling può sembrare un’attività comune. Facile farsi coinvolgere e rapire da queste materie: ci sei tu, c’è un mondo al quale raccontare i benefici e i vantaggi di un prodotto. O i valori di un’azienda. Ecco perché è così facile puntare sul visual storytelling e sul persuasive copy. Facile? Non credo […]

Parlare oggi di copywriting e storytelling può sembrare un’attività comune. Facile farsi coinvolgere e rapire da queste materie: ci sei tu, c’è un mondo al quale raccontare i benefici e i vantaggi di un prodotto. O i valori di un’azienda. Ecco perché è così facile puntare sul visual storytelling e sul persuasive copy. Facile? Non credo proprio. Per affrontare nel miglior modo possibile questi temi hai bisogno di professionisti competenti e capaci. Nel corso delle interviste per Eccellenze Digitali Italiane ne abbiamo ascoltati tanti. Oggi è arrivato il momento di leggere le parole di Rossana Cavallari. Chi sei e di cosa ti occupi? Sono Rossana Cavallari. Giornalista, copywriter e storyteller. Mi occupo di parole o, per meglio dire, cerco di trovare le parole migliori per raccontare storie in modo nuovo e mai banale. Ho iniziato il mio percorso più di dieci anni fa nelle redazioni dei giornali locali. Giornalista dentro, ho sviluppato e modulato le mie competenze portandole nel mondo on line. Oggi produco contenuti che sappiano coinvolgere ed emozionare. Lo faccio per i blog con i quali collaboro e per chi chiede la mia consulenza e il mio supporto affidandomi il racconto di progetti, lavori e professionalità. Cosa significa per te fare giornalismo oggi? Domanda complessa. Oggi pare che fare giornalismo significhi, in molti casi, fare sensazionalismo. Creare curiosità spicciola. Il classico effetto wow che lascia il tempo che trova. Niente approfondimento, niente ricerca seria delle fonti, niente rispetto per il lettore e della sua intelligenza. Io arrivo dalla vecchia scuola dove per fare un articolo si dovevano seguire regole e metodi. Dove si usavano delle strutture e si aveva il senso del rispetto...
Strategie di comunicazione web: intervista ad Armando Giorgi

Strategie di comunicazione web: intervista ad Armando Giorgi

Cosa fa la differenza in un progetto ben strutturato? Le strategie di comunicazione web, ovvero le architetture che ti permettono di definire tutto ciò che pubblichi. C’è sempre una grande attenzione intorno all’elemento internet, e la strada per dipanare la propria presenza online è sempre ricca: c’è lo storytelling, c’è il native advertising, c’è il content marketing. Ma […]

Cosa fa la differenza in un progetto ben strutturato? Le strategie di comunicazione web, ovvero le architetture che ti permettono di definire tutto ciò che pubblichi. C’è sempre una grande attenzione intorno all’elemento internet, e la strada per dipanare la propria presenza online è sempre ricca: c’è lo storytelling, c’è il native advertising, c’è il content marketing. Ma come si gestisce tutto questo? Posso mescolare tutto ciò che, secondo me, può essere utile? No, non è questo il modo di procedere. C’è bisogno di una mappa, di una soluzione capace di organizzare studio, azioni, analisi e continuità. Questo soprattutto se lavori con l’inbound marketing. Proprio per questo, oggi, abbiamo intervistato Armando Giorgi che si occupa di strategie di comunicazione web e neuro web marketing. Chi sei e di cosa ti occupi? Il mondo della comunicazione ha vissuto e sta vivendo una rivoluzione con l’avvento delle tecnologie digitali. Un cambiamento epocale che ho cominciato a sentire sulla mia pelle ai tempi dell’università, nella seconda metà degli anni ’90, passando dalle tesine scritte con la macchina da scrivere alla scrittura con il personal computer e le prime ricerche di informazioni sui motori di ricerca. Subito dopo ho cominciato a realizzare i primi rudimentali siti in HTML. Nel frattempo sono cambiati i modi di costruire e gestire le relazioni interpersonali, di comunicare, di acquistare e rapportarci con i brand. La nostra capacità e possibilità di acquisire informazioni e conoscenze, anche su ambiti molto specialistici un tempo irraggiungibili, è diventata pressoché infinita e istantanea. Ma passiamo alla prima impegnativa domanda: chi sono? Armando Giorgi, ho un Master in Tecnologia e Comunicazione Multimediale e sono laureato in Lettere (Storia...
Marketing Strategico e SEO: intervista a Marialuisa Sanfilippo

Marketing Strategico e SEO: intervista a Marialuisa Sanfilippo

La visione d’insieme è importante quando lavori nel mondo del marketing strategico. Perché è grazie alla fusione di punti di vista differenti che riesci a sintetizzare un progetto. Questo è importante quando investi, quando devi creare una strategia digitale per il tuo cliente. Ecco perché è impossibile parlare di SEO senza prendere in considerazione altri […]

La visione d’insieme è importante quando lavori nel mondo del marketing strategico. Perché è grazie alla fusione di punti di vista differenti che riesci a sintetizzare un progetto. Questo è importante quando investi, quando devi creare una strategia digitale per il tuo cliente. Ecco perché è impossibile parlare di SEO senza prendere in considerazione altri aspetti dell’ottimizzazione. Ad esempio i testi. Ma anche l’usabilità, l’esperienza dell’utente sul sito web, la customer journey, la visione più ampia che abbraccia il concetto di inbound marketing. Detto in altre parole, è sempre più importante lavorare con figure capaci di proporre una visione d’insieme. Proprio come fa Marialuisa Sanfilippo. In che modo? Oggi abbiamo intervistato proprio lei. Chi sei e di cosa ti occupi? Buongiorno Danilo, ti ringrazio per avermi chiesto questa intervista su MediaBuzz. Mi occupo di comunicazione praticamente da quando avevo 18 anni. È stato allora che ho intrapreso un percorso di studi universitario orientato al marketing. Mi laureo a Messina, la mia città natale, nel 2005, e concludo il percorso accademico a Palermo, dove mi specializzo, nel 2008, in comunicazione d’impresa e pubblicità. La mia materia preferita? Marketing strategico. Segni particolari: tenace. Nel 2009 mi trasferisco a Catania, dove inizia una gavetta di qualche anno in diverse agenzie di comunicazione. Finché nel 2011 decido di aprire la partita IVA. Determinata, come sempre. Un momento storico incredibile. L’esplosione del web, la diffusione di smartphone e tablet. Le conferenze di Steve Jobs. Il mondo che stava cambiando. La nascita di Facebook. Il passaggio dal consumerismo al prosumerismo – e, quindi, da consumatore a produttore di significati – io l’ho vissuto a pieno. Il...