Keyword research: 6 funzioni per migliorare i tuoi contenuti

Keyword research: 6 funzioni per migliorare i tuoi contenuti

Nel lavoro che svolgi per migliorare il tuo piano editoriale c’è una fase decisiva che riguarda l’analisi dei dati quantitativi. Vale a dire, devi capire cosa vogliono le persone attraverso una buona keyword research. Per scoprire gli argomenti da affrontare nel tuo blog devi analizzare le query per poi creare i famosi contenuti di qualità: testi scritti e pubblicati per intercettare determinate esigenze. Questo è un lavoro utile in termini di inbound marketing: farsi trovare nel momento in cui le persone hanno bisogno di te. Per ottenere questo risultato devi prima capire gli intenti di ricerca, e come ho già detto una buona keyword research può fare tanto. Per questo esistono strumenti come Semrush, Seozoom e Majestic SEO che possono migliorare i dati offerti dalle piattaforme ufficiali. Andare oltre il topic più importante Ci sono dei tool che tutti conoscono e vengono usati ogni giorno per lavorare sulla keyword research. Come Keyword Planner di Google, senza dimenticare Google Trend. Non basta però lavorare su volumi di ricerca e CPC, sulle parole chiave a corrispondenza esatta e con le correlate. Spesso ho sottolineato l’importanza di un’analisi dei forum per migliorare la mappa dei contenuti, per individuare topic da approfondire in un articolo o con un post a parte. Ma non solo, puoi fare ancora di più. In che modo? Come puoi migliorare la mappatura dei contenuti? Sfruttando questi tool e queste funzioni che possono migliorare, approfondire e precisare la ricerca condotta intorno alle query più importanti. Allora, iniziamo dalla base e dai passaggi più importanti per il tuo calendario editoriale. Ottimizza i risultati di Google Suggest Google è il primo strumento utile per trovare le keyword migliori...
7 modi per mettere l’utente al centro dei contenuti

7 modi per mettere l’utente al centro dei contenuti

Content marketing e contenuti di qualità, di cosa stiamo parlando esattamente? Una serie di strumenti per soddisfare esigenze più o meno specifiche e ottenere dei risultati concreti. Detto in altre parole, i contenuti sono al centro della tua strategia di inbound marketing. Devi intercettare le persone nel momento in cui hanno bisogno di te. Per farlo devi usare i […]

Content marketing e contenuti di qualità, di cosa stiamo parlando esattamente? Una serie di strumenti per soddisfare esigenze più o meno specifiche e ottenere dei risultati concreti. Detto in altre parole, i contenuti sono al centro della tua strategia di inbound marketing. Devi intercettare le persone nel momento in cui hanno bisogno di te. Per farlo devi usare i contenuti che non devono essere per forza legati al blog. Ci sono tanti strumenti nella toolbox di chi vuole lavorare in questa direzione, anche se la pubblicazione di articoli per soddisfare ricerche informazionali è una delle strade preferite. Soprattutto nel B2C. Tutto questo, però, diventa pura accademia se non si contestualizza. Se non si lavora intorno all’utente. Esatto, intorno all’utente. Non solo sul concetto di target: questo è un passaggio decisivo in fase di pianificazione editoriale. Io mi riferisco anche e soprattutto alla user experience, alle abitudini che le persone hanno nel momento in cui usano determinati contenuti. Basta un attimo per perdere il lavoro di content marketing svolto nel tempo. Sul serio, a volte sono i dettagli a rovinare tutto. O a decretare il successo di una campagna. L’obiettivo? Metti al centro del contenuto l’utente. In che modo? Lavorando su una buona keyword research, questo è importante. Ci sono molti tool (tipo Seozoom) che ti permettono di indagare le ricerche digitate dagli utenti. Ma è solo la prima parte del lavoro: ecco come portare l’utente in primo piano, e creare un’esperienza migliore. Velocizza le tue pagine Molti suggeriscono di velocizzare il caricamento delle pagine perché Google ha inserito questo punto nella lista dei fattori di ranking. Detto in altre parole, il motore di ricerca più famoso del...
5 consigli per un Content Marketing intelligente

5 consigli per un Content Marketing intelligente

Esatto, un content marketing intelligente. Perché spesso si lavora tanto in questo settore per raggiungere dei risultati interessanti. E basta un dettaglio per rovinare tutto, per frenare la crescita. Guardala da una prospettiva diversa: con uno sforzo minimo puoi ottenere tanto. Non è allettante l’idea? Certo, sopratutto perché il concetto di content marketing può essere […]

Esatto, un content marketing intelligente. Perché spesso si lavora tanto in questo settore per raggiungere dei risultati interessanti. E basta un dettaglio per rovinare tutto, per frenare la crescita. Guardala da una prospettiva diversa: con uno sforzo minimo puoi ottenere tanto. Non è allettante l’idea? Certo, sopratutto perché il concetto di content marketing può essere applicato a diverse realtà. Non è solo un’attività mastodontica da applicare a contesti ciclopici: anche la piccola impresa può lavorare con successo sui contenuti. Dipende dalla strategia, dalla soluzione scelta per un determinato business. Certo, in qualche caso hai bisogno di un content marketing team. Ma questa prospettiva è simile a quella che mette in relazione il blog con l’inbound marketing: non è sempre necessario, tutto dipende dal contesto. I contenuti sono legati a questo equilibrio, ma in un mare di relativismo c’è una certezza: devi lavorare con intelligenza per ottenere il massimo dal tuo impegno. Anche quando è minimo. Allora, quali sono i consigli da segnare in agenda? Io ho la mia lista personale, la condivido con te. Ricordati del target, sempre Il concetto di content marketing è legato al bisogno di un’azienda di farsi notare, e in generale di ottenere dei risultati concreti. Attraverso i contenuti puoi fare link earning, puntare sulla brand awareness e conquistare un pubblico fedele. E ancora, puoi ottenere buone posizioni nella serp e fare lead generation. Ovvero puoi intercettare potenziali contatti interessati al tuo prodotto o servizio. Condizione essenziale per realizzare tutto questo? Lo studio del target. Se non conosci il pubblico non ottieni niente, continui a pubblicare qualcosa che rispetta solo il tuo punto di vista e non risponde a esigenze concrete. Il content...
Content Marketing nel B2B: quali sono i contenuti più efficaci?

Content Marketing nel B2B: quali sono i contenuti più efficaci?

Facile operare nel B2C, dove i processi decisionali sono semplici e gli acquisti sono basati sulle emozioni. Esempio a caso? Turismo, cucina, ristorazione, abbigliamento. Ma cosa succede quando punti al Content Marketing nel B2B, nel business to business? Cosa accade quando vendi turbine e macchine industriali in un settore in cui è la logica aziendale a comandare […]

Facile operare nel B2C, dove i processi decisionali sono semplici e gli acquisti sono basati sulle emozioni. Esempio a caso? Turismo, cucina, ristorazione, abbigliamento. Ma cosa succede quando punti al Content Marketing nel B2B, nel business to business? Cosa accade quando vendi turbine e macchine industriali in un settore in cui è la logica aziendale a comandare tutto? La situazione si complica, ma neanche tanto in fin dei conti. È solo una questione di buona analisi di base e di scelte. Scelte ponderate. Lavorare con i contenuti nel B2B non è più facile o più difficile: è solo una questione di analisi del target. Per scegliere la soluzione migliore rispetto alla logica Inbound Marketing. Sai bene che, ad esempio, il blog è solo uno degli strumenti a disposizione per attirare i clienti sulle pagine. Ma non è l’unico. Influencer Marketing, Native Advertising, Public Speaking, SEO e PPC: ci sono più metodi per raggiungere i potenziali acquirenti. Tutto dipende dalle necessità del pubblico, dagli interessi delle persone e dalle caratteristiche della community. Conviene investire su un blog se le ricerche informazionali di una nicchia sono pari a zero? Forse no, meglio lavorare con l’email marketing e distribuire contenuti avanzati con liste profilate. Per informare i contatti in modo differente. I contenuti utili per chi fa B2B Quali sono i contenuti più efficaci nel B2B? I dati riportati da eMarketer sono chiari: in cima alla lista ci sono le ricerche e i dati. Che contenuti sono questi? Sicuramente avanzati, tipici della sezione Middle Of Funnel. Ovvero una situazione in cui il contatto non deve essere solo alimentato, ma deve avere delle prove tangibili per effettuare la propria scelta....
La continua crescita di AdBlock: come si muove il pubblico?

La continua crescita di AdBlock: come si muove il pubblico?

Uno dei fattori più importanti per l’evoluzione del web è lo sviluppo di tecnologie, tipo AdBlock, per bloccare la pubblicità. La banner blindness, la fisiologica capacità dell’essere umano di evitare con lo sguardo l’advertising, ha costretto gli inserzionisti ad approcci sempre più aggressivi. Con presenze fastidiose e invadenti, spesso capaci di occupare gran parte del monitor. […]

Uno dei fattori più importanti per l’evoluzione del web è lo sviluppo di tecnologie, tipo AdBlock, per bloccare la pubblicità. La banner blindness, la fisiologica capacità dell’essere umano di evitare con lo sguardo l’advertising, ha costretto gli inserzionisti ad approcci sempre più aggressivi. Con presenze fastidiose e invadenti, spesso capaci di occupare gran parte del monitor. Risultato? AdBlock diventa un format di base, imprescindibile, irrinunciabile. Ogni browser deve avere il plugin per bloccare le intrusioni, per impedire ai banner di invadere la lettura dei contenuti. Anche per chi usa la pubblicità in modo etico – sfruttando spazi non invadenti e incorniciando i contenuti – diventa obiettivo dei filtri. Questa è una realtà sempre più sviluppata nel web. L’Adblock Report di Pagefair è specifico e dettagliato, descrive una situazione che può essere riassunta in modo semplice: “615 million devices now use adblock, 11% of the global internet population is blocking ads on the web”. Più di 600 milioni di device usano AdBlock, questo significa che l’11% della popolazione globale su internet è stanca dell’adv. Qualche dato più preciso? Crescita di AdBlock nel 2017 Il dato da osservare nel report (che puoi trovare per intero su pagefair.com) è la crescita di questo strumento. Chi ipotizzava un rallentamento di AdBlock si sbagliava: per l’anno in corso gli esperti si aspettano un aumento dell’attività, ma in particolar modo sul mobile. Prima AdBlock era quasi solo da desktop, ora non più e i dati sono chiari. L’uso di AdBlock su mobile è cresciuto in modo esponenziale: da 108 a 380 milioni di dispositivi attivi sui device di tutto il mondo. Questo nel periodo che va dal dicembre 2015 allo stesso periodo del 2016. Solo 12...
Vuoi migliorare i risultati del tuo blog aziendale?

Vuoi migliorare i risultati del tuo blog aziendale?

Puntare sul blog aziendale è uno dei passi utili per ragionare in ottica inbound marketing. Un’ottica che mette in primo piano i contenuti per intercettare un determinato pubblico. Il passaggio è semplice, almeno sulla carta: non devi essere l’interruzione ma l’esca che attrae le persone giuste. Ovvero quelle che dovrebbero diventare clienti. Quindi il blog […]

Puntare sul blog aziendale è uno dei passi utili per ragionare in ottica inbound marketing. Un’ottica che mette in primo piano i contenuti per intercettare un determinato pubblico. Il passaggio è semplice, almeno sulla carta: non devi essere l’interruzione ma l’esca che attrae le persone giuste. Ovvero quelle che dovrebbero diventare clienti. Quindi il blog aziendale è indispensabile? No, non sempre. A volte i contatti si ottengono in modo differente, non c’è bisogno per forza di un magazine per mettere nero su bianco le tue idee. Ogni azione di content marketing deve essere pensata, contestualizzata in una strategia digitale. Detto questo, il blog aziendale resta una delle formule più utilizzate per raggiungere diversi obiettivi. In primo luogo per intercettare le query informazionali. Ovvero quelle per incrociare le persone che non esprimono una richiesta commerciale, ma cercano risposte e soluzioni pratiche. Questo è un vantaggio strategico, ma non è facile ottenere buoni risultati. Creare un calendario editoriale è un passaggio decisivo, ma non basta. Ecco perché ho deciso di citare l’infografica di Orbit Media Studios. Qui trovi i consigli lasciati dai grandi blogger per raccogliere buoni frutti. Indovina qual è il primo passaggio? Scopriamolo insieme, si trova nel prossimo paragrafo. Investi più tempo per scrivere gli articoli Il tempo è un fattore essenziale nel mondo del blogging. Il rapporto è semplice: più ore investi nella scrittura dei contenuti, maggiori saranno i riscontri. In realtà questa è una proporzione superficiale, nel senso che non puoi definire il valore di un contenuto solo in base ai minuti necessari alla scrittura. Un punto però è chiaro: per scrivere grandi contenuti, articoli capaci di fare breccia nel feed...