Posizionamento SEO su Google e content marketing

Posizionamento SEO su Google e content marketing

Il paradigma del marketing, in un business di successo è: giusto prodotto di fronte al giusto pubblico. Le due esigenze principali, dunque, sono quella di garantire al tuo brand visibilità, e tradurre questa visibilità in guadagni. Per quanto riguarda il primo aspetto, almeno online, le vie per ottenere traffico sono principalmente: posizionarsi sui motori di ricerca (Google in particolare), tramite traffico organico (SEO) e pubblicità a pagamento (Adwords); i social, anche qui sia sfruttando sia la visibilità organica che quella a pagamento (FB Ads). Quale fonte di traffico scegliere? Bisogna distinguere gli obiettivi: nel breve termine certamente il traffico a pagamento (Adwords e FB ads ad esempio) garantiscono visibilità al prodotto/servizio e al marchio Nel caso di medio-lungo termine, però, la soluzione più profittevole è quella della SEO. Cos’è la SEO e perché posizionare un sito su Google Seo è l’acronico di Search Engine Optimization, e indica l’insieme delle attività da svolgere per posizionare un sito web in prima pagina su Google. Tali attività portano risultato nel giro, tipicamente, di qualche mese. Non si tratta, quindi, di risultati immediati. Il vantaggio, come accennato poco sopra, sta però nel medio-lungo termine: mentre con l’utilizzo delle forme di visibilità a pagamento si è obbligati a pagare costantemente per mantenere la visibilità, con la SEO tale risultato si mantiene più stabilmente nel tempo. Il vantaggio è evidente: il posizionamento su Google permette di ottenere traffico gratuito verso un sito web. Nel caso del mio blog, https://jfactor.it/, ho per esempio ottenuto la prima pagina su Google per parole chiave come “posizionamento google”, “come apparire su Google” e così via. questo porta a un...
[Infografica] Quanto costa un sito web?

[Infografica] Quanto costa un sito web?

Ecco una domanda che può impegnare una vita: quanto costa un sito web? Impossibile dare una risposta definitiva, il prezzo di un prodotto del genere può variare dalle poche migliaia di euro ai veri e propri capitali da investire. In realtà tutto dipende da cosa pretendi, da cosa vuoi fare. Perché un sito internet è collegato […]

Ecco una domanda che può impegnare una vita: quanto costa un sito web? Impossibile dare una risposta definitiva, il prezzo di un prodotto del genere può variare dalle poche migliaia di euro ai veri e propri capitali da investire. In realtà tutto dipende da cosa pretendi, da cosa vuoi fare. Perché un sito internet è collegato agli obiettivi. Vuoi una vetrina per mostrare alle persone che cercano il tuo nome e cognome una semplice landing page? Devi affrontare un prezzo, che è diverso se invece vuoi un blog per lavorare sull’inbound marketing. Tutto questo cambia se ti serve un e-commerce per vendere i tuoi prodotti o servizi. Poi devi pubblicizzare ciò che hai creato. Trovare una risposta alla domanda più menzionata dagli imprenditori che si affacciano online non è semplice. Però c’è da dire questo: ci sono delle voci comuni nella maggior parte dei lavori che possono aiutare a ottenere una linea di massima. Non parlo di un prezzo fisso ma di un’idea per valutare. Qui non trovi prezzi precisi (non esistono) ma riferimenti. Quali sono i punti in questione? Li ho trovati in questa infografica di Aziende Italia che riassume con le spese di base necessarie per lavorare nella giusta direzione. Quindi, quando costa un sito web? Scopriamolo insieme. Quanto costa un dominio per il sito Il primo costo da sostenere riguarda il punto di partenza, il passaggio più importante: devi comprare il dominio. Ovvero l’indirizzo che permette alle persone di raggiungere il tuo lavoro. C’è una grande riflessione intorno al nome dominio perché racchiude elementi tecnici e passaggi legati al brand. La presenza di keyword legate al tuo...
Copywriting tool online: 7 tool per scrivere meglio

Copywriting tool online: 7 tool per scrivere meglio

Il web copywriter ha bisogno di continui aiuti per migliorare la propria attività. Sembra assurdo ma è così, non può contare solo sulla sua abilità. Anche se questa è la base, il punto di partenza: senza una conoscenza solida del proprio universo professionale non si procede, non si raccolgono buoni risultati. Te lo confermano le […]

Il web copywriter ha bisogno di continui aiuti per migliorare la propria attività. Sembra assurdo ma è così, non può contare solo sulla sua abilità. Anche se questa è la base, il punto di partenza: senza una conoscenza solida del proprio universo professionale non si procede, non si raccolgono buoni risultati. Te lo confermano le interviste che abbiamo pubblicato su Eccellenze Digitali Italiane, come quelle a Eleonora Usai o a Valentina Falcinelli. Impegno, formazione e dedizione: questa è la combinazione ideale. Senza dimenticare un minimo di propensione, che rende tutto più semplice. Questo non significa, però, ignorare gli aiuti che arrivano dall’esterno. Il web, infatti, propone una serie di tool per scrivere meglio. In che senso? Puoi trovare la soluzione per organizzare le fonti, quella per migliorare l’organizzazione del testo e un’altra ancora per sfruttare al massimo il lavoro di SEO copywriting. Insomma, hai solo l’imbarazzo della scelta. E spesso questo è il problema: quale preferire? Prima di iniziare voglio dedicare spazio a una riflessione importante. Sono utili questi tool per copywriting? Dipende. Oggi mi prendo anche io il piacere di rispondere così. Perché la storia è sempre la stessa: puoi avere la migliore toolbox ma se non possiedi lo stile, la determinazione, il gusto di scegliere determinate parole non puoi ottenere buoni risultati. Il web copywriting è l’arte di trovare combinazioni avvincenti per convincere il pubblico. Quindi devi lavorare su call to action, headline, paragrafi e liste puntate. Ci sono strade predefinite per ottenere buoni risultati? No. Ci sono strumenti che possono fare questo lavoro al posto tuo. Ancora no. Quindi l’unica cosa che puoi fare è lavorare...
Brand mention: come scoprire e misurare le menzioni

Brand mention: come scoprire e misurare le menzioni

Valutare le brand mention è un passaggio importante quando decidi di lavorare su una strategia definita. Questo step è indispensabile in più occasioni, e spesso può diventare un vero e proprio obiettivo. Soprattutto se lavori sul piano dell’influencer marketing e vuoi misurare il successo di una campagna. Ci possono essere soluzioni differenti per portare a termine una […]

Valutare le brand mention è un passaggio importante quando decidi di lavorare su una strategia definita. Questo step è indispensabile in più occasioni, e spesso può diventare un vero e proprio obiettivo. Soprattutto se lavori sul piano dell’influencer marketing e vuoi misurare il successo di una campagna. Ci possono essere soluzioni differenti per portare a termine una strategia basata sul blogger outreach. Però, in molti casi, l’azione proposta agli influencer è proprio quella di diffondere un brand, e per misurare l’efficacia della strategia devi avere quest’informazione: quante persone hanno citato il tuo nome? Ma, soprattutto, la brand mention è qualitativamente superiore? Qual è il valore del lavoro svolto? Stiamo parlando di citazioni mediocri o di aspetti rilevanti per dare valore a ciò che fai? Il punto è questo: hai bisogno di strumenti e linee guida per scoprire chi ha menzionato il tuo brand su pagine web e social. Brand mention e brand awareness Prima di elencare gli strumenti per scovare le brand mention devi puntare sull’obiettivo ultimo: a che serve? Questa realtà si inserisce in un quadro più ampio che risponde alla brand awareness, alle tecniche per rendere riconoscibile una marca nei confronti di un pubblico, e di identificarla con determinati valori (di solito positivi). Detto in altre parole, devo fare in modo che le persone riconoscano il brand nel minor tempo possibile. E lo colleghino ad aspetti positivi. O meglio, a parametri che ritengo centrali per un’attività in base a un’analisi preliminare. Nulla si improvvisa, e quando chiedo agli influencer di citare il brand ho già scelto le collaborazioni, le attività e i test in base alle mie esigenze. Come scegliere un influencer? Come...
Keyword research: 6 funzioni per migliorare i tuoi contenuti

Keyword research: 6 funzioni per migliorare i tuoi contenuti

Nel lavoro che svolgi per migliorare il tuo piano editoriale c’è una fase decisiva che riguarda l’analisi dei dati quantitativi. Vale a dire, devi capire cosa vogliono le persone attraverso una buona keyword research. Per scoprire gli argomenti da affrontare nel tuo blog devi analizzare le query per poi creare i famosi contenuti di qualità: testi […]

Nel lavoro che svolgi per migliorare il tuo piano editoriale c’è una fase decisiva che riguarda l’analisi dei dati quantitativi. Vale a dire, devi capire cosa vogliono le persone attraverso una buona keyword research. Per scoprire gli argomenti da affrontare nel tuo blog devi analizzare le query per poi creare i famosi contenuti di qualità: testi scritti e pubblicati per intercettare determinate esigenze. Questo è un lavoro utile in termini di inbound marketing: farsi trovare nel momento in cui le persone hanno bisogno di te. Per ottenere questo risultato devi prima capire gli intenti di ricerca, e come ho già detto una buona keyword research può fare tanto. Per questo esistono strumenti come Semrush, Seozoom e Majestic SEO che possono migliorare i dati offerti dalle piattaforme ufficiali. Andare oltre il topic più importante Ci sono dei tool che tutti conoscono e vengono usati ogni giorno per lavorare sulla keyword research. Come Keyword Planner di Google, senza dimenticare Google Trend. Non basta però lavorare su volumi di ricerca e CPC, sulle parole chiave a corrispondenza esatta e con le correlate. Spesso ho sottolineato l’importanza di un’analisi dei forum per migliorare la mappa dei contenuti, per individuare topic da approfondire in un articolo o con un post a parte. Ma non solo, puoi fare ancora di più. In che modo? Come puoi migliorare la mappatura dei contenuti? Sfruttando questi tool e queste funzioni che possono migliorare, approfondire e precisare la ricerca condotta intorno alle query più importanti. Allora, iniziamo dalla base e dai passaggi più importanti per il tuo calendario editoriale. Ottimizza i risultati di Google Suggest Google è il primo strumento utile per trovare le keyword migliori...
7 modi per mettere l’utente al centro dei contenuti

7 modi per mettere l’utente al centro dei contenuti

Content marketing e contenuti di qualità, di cosa stiamo parlando esattamente? Una serie di strumenti per soddisfare esigenze più o meno specifiche e ottenere dei risultati concreti. Detto in altre parole, i contenuti sono al centro della tua strategia di inbound marketing. Devi intercettare le persone nel momento in cui hanno bisogno di te. Per farlo devi usare i […]

Content marketing e contenuti di qualità, di cosa stiamo parlando esattamente? Una serie di strumenti per soddisfare esigenze più o meno specifiche e ottenere dei risultati concreti. Detto in altre parole, i contenuti sono al centro della tua strategia di inbound marketing. Devi intercettare le persone nel momento in cui hanno bisogno di te. Per farlo devi usare i contenuti che non devono essere per forza legati al blog. Ci sono tanti strumenti nella toolbox di chi vuole lavorare in questa direzione, anche se la pubblicazione di articoli per soddisfare ricerche informazionali è una delle strade preferite. Soprattutto nel B2C. Tutto questo, però, diventa pura accademia se non si contestualizza. Se non si lavora intorno all’utente. Esatto, intorno all’utente. Non solo sul concetto di target: questo è un passaggio decisivo in fase di pianificazione editoriale. Io mi riferisco anche e soprattutto alla user experience, alle abitudini che le persone hanno nel momento in cui usano determinati contenuti. Basta un attimo per perdere il lavoro di content marketing svolto nel tempo. Sul serio, a volte sono i dettagli a rovinare tutto. O a decretare il successo di una campagna. L’obiettivo? Metti al centro del contenuto l’utente. In che modo? Lavorando su una buona keyword research, questo è importante. Ci sono molti tool (tipo Seozoom) che ti permettono di indagare le ricerche digitate dagli utenti. Ma è solo la prima parte del lavoro: ecco come portare l’utente in primo piano, e creare un’esperienza migliore. Velocizza le tue pagine Molti suggeriscono di velocizzare il caricamento delle pagine perché Google ha inserito questo punto nella lista dei fattori di ranking. Detto in altre parole, il motore di ricerca più famoso del...