Come promuovere un brand organizzando un contest online

Come promuovere un brand organizzando un contest online

Secondo la definizione fornita dal Ministero dello Sviluppo Economico e secondo quanto indicato dal D.P.R. 430/2001, i concorsi a premio non sono altro che delle iniziative, anche in parte commerciali, volte a favorire la conoscenza di prodotti, servizi o interi brand, su territorio italiano e attraverso una promessa di vincita. L’assegnazione dei premi non è mai certa e può dipendere da diversi fattori: dalla sorte, da un macchinario, dall’abilità dei concorrenti nell’esprimere un pronostico corretto, oppure dalla velocità di adempimento alla richiesta. Si parla di contest da diverso tempo, ben prima dell’avvento di internet nelle nostre vite e hanno sempre funzionato per raggiungere obiettivi quali brand awareness (ovvero l’incremento della notorietà del marchio) e per aumentare le vendite di prodotti o servizi. Il principio dell’ottenimento di qualcosa in cambio funziona: è incentivante per il consumatore che si sente invogliato a compiere un’azione per accedere al concorso e tentare la sorte per vincere un premio messo in palio dal soggetto promotore (l’azienda organizzatrice). L’importante digitalizzazione che il nostro Paese ha subito negli ultimi anni, inoltre, ha contribuito alla diffusione dei concorsi a premio online che permettono di ottenere diversi vantaggi oltre i due già sopra citati. Infatti, l’organizzazione di concorsi sul web permette di raccogliere lead qualificati (se ospitati su una piattaforma di gestione contest), ottenere UGC (contenuti generati dagli utenti) da inserire in una strategia di social media e content marketing e anche incrementare la fanbase e l’engagement di Pagine aziendali Facebook e Instagram. Perché organizzare un concorso a premi online Come dicevamo poco sopra, i vantaggi dell’organizzazione di contest online sono numerosi. È molto semplice promuovere prodotti o...
GDPR e Smart Working: cosa cambia con il nuovo regolamento sulla privacy

GDPR e Smart Working: cosa cambia con il nuovo regolamento sulla privacy

Tra meno di due mesi entrerà in vigore il nuovo Regolamento Generale sulla Protezione dei dati, il GDPR, sigla che sta per General Data Protection Regulation. Il GDPR è un regolamento dell’Unione Europea e riguarda sia il trattamento dei dati personali che la loro libera circolazione. La nuova disposizione sostituisce la 95/46/CE, il regolamento generale […]

Tra meno di due mesi entrerà in vigore il nuovo Regolamento Generale sulla Protezione dei dati, il GDPR, sigla che sta per General Data Protection Regulation. Il GDPR è un regolamento dell’Unione Europea e riguarda sia il trattamento dei dati personali che la loro libera circolazione. La nuova disposizione sostituisce la 95/46/CE, il regolamento generale sulla protezione dei dati. La nuova normativa è stata introdotta per innovare il sistema di trattamento e di circolazione dei dati personali delle persone che operano nell’Unione, e per tenere al sicuro i dati sensibili degli utenti processati dalle aziende. Con il GDPR si andranno a sostituire le singole normative dei paesi europei con una unica ed uguale per tutti; una sorta di standardizzazione delle politiche europee. L’approccio del regolamento ha carattere espansionistico. Ciò vuol dire che l’estensione della giurisdizione si applica a tutte le società che trattano dati personali di soggetti residenti nell’Unione Europea, indipendentemente dalla localizzazione geografica dell’azienda o del luogo in cui i dati vengono gestiti ed elaborati. il GDPR è efficace infatti anche nei confronti di quelle imprese che, pur essendo fuori dall’Unione Europea, trattano dati di soggetti residenti all’interno della UE. Anche le imprese al di fuori dell’Unione, dovranno adattarsi alla normativa, se decidono di trattare con dati di cittadini UE. Cosa cambierà per le aziende Le aziende europee hanno ancora pochissimo tempo per adeguarsi alla normativa, ed evitare di farsi trovare impreparate ad affrontare quello che potrebbe essere considerato il cambiamento più significativo degli ultimi 20 anni, nella storia della protezione dei dati. Quali sono i cambiamenti che dovranno sostenere le aziende? Le imprese dovranno riconoscere un ruolo...
4 idee per integrare retail tradizionale e digital experience

4 idee per integrare retail tradizionale e digital experience

C’è questo problema: i negozi fisici accusano l’esperienza del digital marketing e in particolar modo della promozione ecommerce. Gli shop online vendono, funzionano e le persone vedono nei suoi vantaggi (prezzi bassi, velocità e disponibilità) una buona occasione per abbandonare la retail experience. Vale a dire la possibilità di recarsi in un luogo per acquistare […]

C’è questo problema: i negozi fisici accusano l’esperienza del digital marketing e in particolar modo della promozione ecommerce. Gli shop online vendono, funzionano e le persone vedono nei suoi vantaggi (prezzi bassi, velocità e disponibilità) una buona occasione per abbandonare la retail experience. Vale a dire la possibilità di recarsi in un luogo per acquistare un bene. Perché dovrei farlo se su internet trovo lo stesso servizio a un prezzo inferiore? Magari non è questo il problema, è l’esperienza utente che si manifesta in modo diverso: lo vedo, mi piace e lo compro. D’altro canto è facile dare tutte le colpe al prezzo più basso. Quello che manca alle attività fisiche, spesso, è l’esperienza utente che viene a mancare. Spedizioni rapide, presenza dei beni e assortimento possono fare la differenza e la consegna a domicilio è importante. Ma qual è la migliore retail experience? Esiste qualcosa che può aiutare un imprenditore ad aumentare le vendite del proprio negozio? Difficile dirlo con certezza, ecco però una serie di consigli che dovresti prendere in considerazione. Per approfondire: come pubblicizzare un e-commerce Elevare l’inbound marketing Uno dei grandi errori che i commercianti fanno quando si trovano di fronte i grandi player del commercio online (Amazon solo per fare un esempio): abbandonare il campo. Impossibile superare siti web del genere, basati su un investimento titanico. D’altro canto cosa puoi fare per migliorare? Crea il tuo ecommerce, apri il tuo sito web e usa la strada dell’inbound marketing. Ovvero cerca di farti trovare nel momento in cui le persone hanno bisogno di te. Le keyword più remunerative sono state occupate dai portali di vendita online...
Come attirare gli influencer migliori: 7 regole da rispettare

Come attirare gli influencer migliori: 7 regole da rispettare

Hai bisogno delle persone giuste. Per questo devi attirare gli influencer migliori verso il tuo progetto. Non basta pagarli qualcuno chiederà? Perché hai bisogno di catturare l’attenzione dei blogger e degli instagrammer con un determinato profilo? La risposta è semplice: l’influencer marketing non è un lavoro che si basa sulla semplice esecuzione. O almeno non […]

Hai bisogno delle persone giuste. Per questo devi attirare gli influencer migliori verso il tuo progetto. Non basta pagarli qualcuno chiederà? Perché hai bisogno di catturare l’attenzione dei blogger e degli instagrammer con un determinato profilo? La risposta è semplice: l’influencer marketing non è un lavoro che si basa sulla semplice esecuzione. O almeno non solo. Non basta pubblicare una foto su Instagram attraverso un profilo che ha migliaia di follower. E non è sufficiente neanche usare gli hashtag giusti, se vuoi creare una campagna di successo devi contattare e collaborare con persone capaci di parlare alla propria audience. Sto parlando di influencer che hanno seguito, attendibili e ben considerati all’interno di una nicchia più o meno ampia che ti interessa. Spesso sei tu a contattare queste figure, a volte sono gli influencer a proporre collaborazioni con i brand. Tu devi valutare e prendere una decisione. Per attirare i collaboratori verso la tua idea, e convincere le persone ad accettare le offerte che proponi, devi mettere in pratica una serie di punti. Segui gli influencer sui social media Questo è il punto di partenza per una strategia di influencer marketing: le persone che vuoi raggiungere non devono essere sconosciute. Anzi, devi conoscerle bene attraverso un seguito attento ma discreto attraverso i social media. Sto parlando di Twitter, Facebook e blog personali. Se c’è, puoi analizzare Instagram per arrivare a una conclusione: qual è lo stile dell’influencer in questione? Sì perché, come leggerai in seguito, c’è grande attenzione tra linearità della tua offerta e argomenti affrontati dall’influencer. Di conseguenza, se basi la tua selezione solo sui numeri rischi di ritrovarti...
Guida SEO: come fare per posizionarsi su Google

Guida SEO: come fare per posizionarsi su Google

Ha ancora senso fare SEO nel 2018, ? La risposta è sì e il motivo è racchiuso in questo dato: almeno nove utenti su dieci non vanno oltre la prima pagina dei risultati di Google. Il motore di ricerca di Mountain View negli anni ha migliorato il suo algoritmo e i risultati forniti agli utenti, […]

Ha ancora senso fare SEO nel 2018, ? La risposta è sì e il motivo è racchiuso in questo dato: almeno nove utenti su dieci non vanno oltre la prima pagina dei risultati di Google. Il motore di ricerca di Mountain View negli anni ha migliorato il suo algoritmo e i risultati forniti agli utenti, che ormai sono abituati a trovare quasi tutto quello che cercano in prima pagina, se non addirittura nei primi cinque risultati. Se hai un sito in cui vendi prodotti o servizi ti sarai certamente chiesto come riuscire ad essere più visibile sui motori di ricerca e perché gli utenti non arrivano sulle tue pagine. Hai magari un sito ben indicizzato per le parole chiave legate al tuo brand, ma quando si tratta delle singole pagine prodotto ti ritrovi dietro a troppi competitor. È una situazione comune a molti siti web, anche in WordPress, sui quali non è mai stato fatto un lavoro di posizionamento SEO efficace. Fare SEO sul proprio sito ha senso anche nel 2018, anzi per certi aspetti ancora più che in passato. È importante capire da dove iniziare e quali sono le tecniche e gli strumenti giusti, per lavorare nella corretta direzione e non fare sforzi inutili o addirittura errori. Il funzionamento di Google si è evoluto nel tempo e con esso le strategie e le tecniche SEO. Cosa significa SEO SEO è un acronimo dell’inglese Search Engine Optimization, che si traduce in italiano con “Ottimizzazione per i Motori di Ricerca”. Ottimizzare un sito web significa renderlo più rilevante per Google e più visibile nelle pagine dei risultati (le SERP, Search...
Influencer marketing su Instagram: 7 domande per scegliere con chi collaborare

Influencer marketing su Instagram: 7 domande per scegliere con chi collaborare

Lavorare nel mondo dell’influencer marketing su Instagram è importante per diversi aspetti. Questo settore è perfetto per raggiungere una nicchia più o meno compatta ed esclusiva, sai bene che con un buon uso del visual puoi permettere al pubblico di scoprire i tuoi prodotti, le tue idee e le tue offerte. E lo puoi fare […]

Lavorare nel mondo dell’influencer marketing su Instagram è importante per diversi aspetti. Questo settore è perfetto per raggiungere una nicchia più o meno compatta ed esclusiva, sai bene che con un buon uso del visual puoi permettere al pubblico di scoprire i tuoi prodotti, le tue idee e le tue offerte. E lo puoi fare anche per i tuoi clienti se decidi di creare una campagna di influencer marketing. D’altro canto questa efficienza dell’universo influencer marketing deve essere supportata da altri passaggi. Come, ad esempio, una buona attività di digital PR e blogger outreach. Ci sono dei tool per chi lavora in questo settore che consentono di estrapolare dati e creare delle liste di account utili allo scopo. Magari definendo gli instagrammer più attivi in un determinato settore e con maggior seguito. Un seguito che non si misura solo in termini di follower, commenti e Mi piace. Queste cifre servono per avere una scrematura di base e per creare una base di partenza necessaria per l’analisi. Poi c’è un lavoro manuale che consente di scegliere gli influencer adatti al tuo lavoro. Io ho capito che ci sono alcuni punti decisivi per individuare le persone giuste e fare influencer marketing su Instagram. Quali sono? Da leggere: contenuti brandizzati su Instagram C’è una community dietro al profilo Instagram Questo, forse, è il punto più importante da seguire e da valutare. Numero di follower, di commenti e di interazioni: tutto molto interessante, ma dietro all’attività di chi pubblica queste foto c’è l’intento di creare una community? C’è un disegno che va oltre il guadagno e punta alla condivisione di ciò che serve...