Brand strategy: 7 soluzioni che funzionano (e che le aziende usano)

Brand strategy: 7 soluzioni che funzionano (e che le aziende usano)
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Cosa significa per te lavorare su una brand strategy? Guarda il termine da una prospettiva ampia: le persone non si ricordano del sito web che vende scarpe online, si ricordano della Nike. Per questo è importante fare in modo che il pubblico associ il tuo nome a determinati valori. Ecco, questo è un obiettivo per una strategia di branding: fare in modo che il nome anticipi quello che sei, quello che puoi fare in più rispetto alla concorrenza.

Parliamoci chiaro: non è facile lavorare su una brand strategy perché questo passaggio prevede analisi, osservazione della concorrenza, conoscenza degli strumenti da usare per ottenere risultati sperati, lavoro di osservazione dei dati con relativo commento. Però ci sono delle strategie che possono far comodo a chi vuole rinfrescare il proprio brand.

Sto parlando di brand strategy che le grandi aziende mettono in pratica ogni giorno. Ora mi dirai: “Bravo Riccardo, e io come faccio con la mia piccola azienda a mettere in pratica le tecniche di chi ha quatti industriali di investimenti per questi lavori?”. Non temere, a volte i migliori risultati si ottengono anche (non sempre) con tecniche che si possono scalare facilmente.

Punta su un payoff

Ci sono brand che hanno fatto una fortuna immensa con il payoff adeguato. Te ne cito due che sicuramente conosci: Adidas, impossible is nothing e Nike, just do it. Cosa noti in queste frasi? Un intento, un sogno, un desiderio trasformato in parole. O meglio, sceglimi perché questa è la mia idea. I miei valori sono questi.

Il pay off è la frase di chiusura che sintetizza chi sei, cosa fai e perché c’è una differenza abissale con gli altri brand. Deve essere sintetico, semplice, comprensibile dal target di riferimento e deve incidersi con lettere di fuoco nella mente del pubblico. Nike, scarpe da ginnastica per sportivi. Come ti sembra? Certo, descrive in modo sintetico ma non fa la differenza.

Vuoi un consiglio per la tua brand strategy? Trova un buon pay off. Non avere fretta, non arriva da un giorno all’altro. Ma non aver paura di investire: un microcontenuto del genere può fare la differenza anche per un piccolo brand.

Allinea la comunicazione

Tutto deve essere allineato e gestito in modo da rimandare a un logo, una soluzione di colori aziendali, un font, un tone of voice. Tutto quello che fai nel mondo della comunicazione online e offline deve rispettare una decisione iniziale. Che deve essere presa nel rispetto di obiettivi, target di riferimento e valori aziendali. Insomma, mai avere voci diverse che comunicano la tua brand identity.

Usa testimonial e influencer

I testimonial sono una certezza nel mondo del marketing. Da sempre le aziende hanno fatto affidamento alle persone che hanno credito in un determinato settore per aprire uno spiraglio in un pubblico, per farsi notare e avere una possibilità in più. Magari in occasione di un lancio, di un’apertura o di una nuova linea. Tu puoi fare tutto questo con l’influencer marketing, una serie di strategie che ti consentono di:

Rispettare il principio del Cluetrain Manifesto: i mercati sono conversazioni. Gli influencer ti permettono di entrare in questo confronto a patto che si rispettino le regole. Ad esempio quella della coerenza tra messaggio e target.

Come puoi ben capire questa strada non è priva di ostacoli. Una buona attività di influencer marketing comporta una fase di blogger outreach, una di content marketing, un’altra di analisi dei risultati… insomma, in questi casi è indispensabile avere un buon professionista al proprio fianco. Però la presenza di influencer capaci di testimoniare la bontà del tuo brand può essere la chiave decisiva.

Partecipa agli eventi del tuo settore

possibilmente come speaker, o meglio ancora come organizzatore. Spesso il proprio brand diventa vittima del progresso e della sua completa digitalizzazione. Certo, con un sito web puoi essere raggiunto sempre. Però c’è altro da curare. Ad esempio le strette di mano, la tua dimostrazione tangibile. Le persone si fidano delle persone, non mi stancherò mai di dirlo. E il tuo brand deve essere visibile. Questo non significa essere presente ovunque, ma solo dove serve.

Investi in native advertising

Il native advertising consente di pubblicare branded content su piattaforme editoriali utili per raggiungere il target di riferimento. Non stiamo parlando di semplice guest blogging, ma di un’attività di content marketing con un obiettivo molto semplice: creare un contenuto così ricco e ben fatto da integrarsi perfettamente con la linea editoriale di chi ospita il brand. Facendo dimenticare al lettore che si tratta di un contenuto a pagamento, non nato da una scelta interna.

Mettere in pratica tutto questo senza sbavature non è un lavoro facile. O meglio, lo è nel momento in cui riduci il native advertising a una semplice attività di publishing, alla scrittura di articoli da lasciare a un’altra azienda. In realtà esistono tipi diversi di native advertising, e come puoi vedere dall’esempio di Netflix quando decidi di investire in questa metodologia vai ben oltre la scrittura. Il branded content deve lasciare a bocca aperta per completezza del contenuto.

Regala qualcosa di utile

Una delle brand strategy più efficaci: regalare qualcosa di utile. O almeno far percepire al pubblico che dietro a un valore importante c’è il tuo nome. Il mondo del content marketing è pieno di esempi che propongono questa soluzione: il dono non è mai gratuito, comporta sempre una contropartita. E se regali qualcosa di utile come minimo le persone si ricorderanno di te. In alternativa puoi chiedere il contatto email per scaricare il tuo dono e fare lead generation.

Non dimenticare le Digital PR

Una delle principali brand strategy: puntare sulle digital PR, ovvero sulla capacità dell’azienda di intercettare organi e potenziali publisher interessati ad affrontare temi relativi alla propria attività. Questo, ovviamente, si sposa con un lavoro di content marketing ad ampio spettro capace di comprendere:

  1. Infografiche
  2. Video e podcast
  3. Ebook, white paper, ricerche
  4. Dati statistici esclusivi
  5. Eventi offline e online

Chi si occupa di Digital PR ha come obiettivo la possibilità di mettere il brand nella condizione di essere diffuso e pubblicato in settori che potrebbero essere utili per permettere al proprio brand di farsi conoscere. Una buona attività di Digital PR può essere utile anche ad altre soluzioni, per raggiungere obiettivi che avvantaggiano la tua azienda in modo diverso. Uno su tutti: link earning, se riesci a far parlare di te per un contenuto virtuoso vieni linkato. E questo è un bene quando decidi di fare SEO.

Brand strategy: la tua esperienza

Qui trovi i passaggi essenziali per creare delle strategie per il tuo brand. Non sempre si possono mettere in pratica con budget zero, anzi: nella maggior parte dei casi gli investimenti sono importanti, ma adeguati alle necessità di una piccola azienda. Perché tutti, anche chi rientra nella PMI, dovrebbe avere a cuore le sorti della propria brand strategy. Sei d’accordo? Lascia la tua opinione nei commenti.

Riccardo Esposito

Riccardo Esposito, blogger per MediaBuzz. Si occupa di scrittura online dal 2008: ha iniziato in agenzia e ora passa 14 ore al giorno davanti al monitor del suo iMac. Il suo blog personale: My Social Web

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