Banda ultra larga: Renzi vuole l’Enel ma Telecom annuncia battaglia

Banda ultra larga: Renzi vuole l’Enel ma Telecom annuncia battaglia

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Sul blog MediaBuzz ho affrontato più volte il problema del digitale in Italia. O meglio, ho sottolineato con grande tristezza la continua incapacità di attuare tutte le promesse dell’Agenda Digitale Italiana. Ovvero un documento programmatico che indica la strategia per la crescita digitale nel Belpaese, una crescita che già nel 2014 era stata indicata come decisiva per il paese. Beh, in realtà sono anni che i governi decantano la centralità dell’agenda. Ma nel 2014 sono state fatte promesse chiare:

Il Governo ci mette la faccia per concretizzare la strategia dell’Agenda digitale italiana ma ne sposta in avanti la realizzazione al 2016. I ritardi non saranno più ammissibili – Arturo di Corinto

I ritardi non saranno più ammissibili. Sì perché è dal 2010 che l’Unione Europea ha indicato la strada per implementare l’Agenda Digitale, una delle sette iniziative della Strategia EU2020 che punta alla crescita inclusiva, intelligente e sostenibile del progetto Europa. In altre parole, l’Italia deve esserci. Deve fare i compiti a casa.

La realtà è ben diversa. La pubblica amministrazione non dà segni di vita su questo piano, la scuola digitale non decolla, i continui cambi di vertice all’Agenzia Digitale trasformano la digitalizzazione italiana in un miraggio. Colpa di un approccio culturale antico, inadatto, ma sicuramente c’è anche un problema di banda ultralarga. Una banda che permette uno scambio di dati maggiore e che consente l’implementazione di servizio superiori, diversi, capaci di migliorare realmente la nostra vita.

Banda ultraveloce Telecom annuncia battaglia

L’Italia resta fanalino di coda per quanto riguarda la velocità di download, e questo è un ostacolo rilevante per lo sviluppo del digitale. Colpa di interessi e politica, colpa di continui cavilli che il nostro paese riesce a tessere con un’abilità tutta sua. E mentre Telecom continua a perdere tempo tra continui rimandi e veti (fonte), il governo Renzi pensa a una soluzione alternativa.

Per approfondire: In Italia cresce l’advertising online (ma siamo lontani dall’Europa).

Entra in gioco l’Enel

Se Maometto non va dalla montagna è la montagna che va da Maometto: un modo di dire che oggi può essere utilizzato per descrivere questa situazione. Con il Decreto Sblocca Italia, Renzi ha puntato l’attenzione su opere pubbliche necessarie per lo sviluppo del paese. E tra queste c’è anche l’attuazione della famosa banda ultralarga. Entro maggio il governo dovrà indicare gli incentivi per costruire la nuova rete, e per bypassare il ritardo cronico di Telecom ha tirato in ballo l’Enel.

Ovvero l’unica azienda che possiede un’infrastruttura capillare come Telecom per creare una banda ultralarga alternativa. Per Palazzo Chigi, l’azienda Enel ha le caratteristiche per diventare la punta di diamante e accelerare questo progetto indispensabile per lo sviluppo del digitale in Italia. Questo ovviamente significa dirigersi verso un controllo pubblico delle reti infrastrutturali di comunicazione (lo stato italiano mantiene il 25,5% del capitale Enel che è controllata dal ministero del Tesoro) e rendere marginale il privato Telecom. Tempo necessario per attuare questo progetto?

Enel ha formalmente dichiarato alle autorità competenti la disponibilità a impegnarsi con un progetto in tempi strettissimi: tre anni per raggiungere tutta l’Italia mandando così in soffitta la vecchia infrastruttura in rame e senza reclamare un ruolo nella gestione del servizio – La Repubblica

Il discorso tempo è fondamentale per permettere all’Italia di mettere in pratica i suoi progetti. Ma la Telecom non è d’accordo, e ha minacciato ricorsi su ricorsi per impedire al Governo Renzi questa manovra. Per ora sono solo indiscrezioni, ma il business della fibra ottica è troppo interessante per lasciare indifferente l’azienda guidata da Marco Patuano.

La Telecom è pronta a presentare ricorso ufficiale alla Commissione Europea e a muovere battaglia contro le aziende che operano con gli aiuti di Stato. L’obiettivo è quello di imporre il ritiro o il rimborso degli incentivi dove Telecom investe con i propri fondi. E mentre le grandi aziende continuano a scambiarsi minacce e accuse, mentre continuano a rincorrersi tra aule di Governo e corti europee l’Italia aspetta ancora delle certezze per il suo sviluppo digitale.

Per approfondire: a che punto è la digitalizzazione del settore turistico?

La tua opinione

Forse questa sarà la volta buona? Secondo te Matteo Renzi ha preso una decisione giusta chiamando in causa l’Enel o resterà solo una minaccia per convincere Telecom a velocizzare i tempi? Riusciremo a vivere un’Italia digitale? Approfondiamo insieme questo tema nei commenti.

Riccardo Esposito

Riccardo Esposito, blogger per MediaBuzz. Si occupa di scrittura online dal 2008: ha iniziato in agenzia e ora passa 14 ore al giorno davanti al monitor del suo iMac. Il suo blog personale: My Social Web

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2 Comments

  1. “Il modo per far fare le cose, è di stimolare la competizione, non in un modo sordido e calcolatore, ma per il desiderio di eccellere in sé e per sé.” Charles Michael Schwab

    Reply
    • Ciao Valentino,

      Una citazione perfetta, ti ringrazio! Secondo te ce la faremo?

      Reply

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