Backlink per ecommerce: come ottenerli senza sfidare Google

Backlink per ecommerce: come ottenerli senza sfidare Google
[Total: 1 Average: 5]

Puoi avere backlink per ecommerce? Sì, ma è un lavoro complesso perché è difficile costruire delle connessioni naturali, spontanee e di qualità. Si potrebbe lavorare con le strategie di link building, ma sai bene che questa è una strada articolata.

Google considera i link in ingresso, quelli senza nofollow, come dei voti positivi per far emergere una pagina attraverso la serp. I link in ingresso sono un fattore di posizionamento molto importante ed è proprio per questo che non puoi improvvisare. E non puoi giocare contro le regole imposte dal motore di ricerca.

Per approfondire: come posizionare un sito web su Google

Un motore di ricerca che vuole preservare imparzialità ed equilibrio. Per questo punisce chi cerca di ottenere link in ingresso in modo innaturale, ad esempio pagando o con strategie ormai datate come comunicati stampa di massa e article marketing di bassa qualità. Il rischio è quello di avere problemi.

Sai perché? Puoi ritrovarti con una penalizzazione per acquisto link. Vuoi evitare questo? Ecco una serie di attività che puoi mettere in pratica: come trovare backlink per ecommerce? Ecco come fare.

Da leggere: come aumentare le vendite dell’ecommerce

Apri un blog aziendale per ecommerce

Questo è il modo più normale (ma non per questo banale) per fare una buona link earning per ecommerce. Il motivo è semplice: mentre le schede prodotto e le categorie vengono pensate per vendere, gli articoli sono uno strumento di inbound marketing per attirare l’attenzione di chi cerca informazioni.

Aprire un blog aziendale è una delle strade migliori per promuovere un ecommerce, per fare in modo che il sito si posizioni per keyword informazionali e venga trovato, apprezzato, linkato da blogger interessati all’argomento. Il valore di un corporate blog può essere declinato in modi differenti, ma un consiglio è chiaro: costruiscilo in una sottocartella del dominio, non in un dominio di terzo livello o in uno a parte.

Perché quest’attenzione particolare per la posizione del blog? In questo modo, con la sottocartella, la forza dei link in ingresso si distribuisce anche nelle pagine ecommerce. Questo è importante, sai?

Punta sulle digital PR e i contenuti

Spesso le digital PR vengono tradotti come un semplice invio di comunicati standard a blogger che non hanno chiesto alcun contributo. Ecco cosa devi fare: dimentica approcci basati sullo spam mascherato da azione professionale, e trasforma le attività di public relation digitale in qualcosa di unico.

Come? Incrociando il blogger outreach, la ricerca dei contatti utili a chi cerca backlink per ecommerce, e content marketing per ecommerce. Hai creato il tuo blog? Perfetto, non usarlo solo per pubblicare articoli di base, sfruttalo per implementare una buona strategia intorno ai contenuti di qualità.

Ad esempio una guida PDF da scaricare gratis o un’infografica in grado di riassumere numeri interessanti per il tuo pubblico. Usando il blog come base di partenza puoi distribuire contenuti, contattare i blogger che potrebbero essere interessati e proporre le pagine del diario online per ottenere il link.

Curioso di vedere esempi del nostro lavoro? Content marketing per ecommerce.

Organizza un appuntamento offline

Questa è un’idea che si intreccia con le digital PR. I contenuti non riguardano solo il mondo online, ma anche quello offline. Ad esempio puoi organizzare un evento, anche locale e di piccole dimensioni, per riunire persone interessate a un tema. E poi ci sarà la copertura giornalistica, con quotidiani e blogger

Vale a dire persone valide che scrivono, in modi diversi, articoli sul tema. Perfetto, tutto questo può trasformarsi in buone occasioni per avere link in ingresso in modo naturale. Ovviamente, però, devi far seguire il tutto a un buon ufficio di digital PR che è indispensabile per promuovere un prodotto su internet.

Crea una buoni contenuti verticali

Vale a dire pubblicazioni (non per forza legate al blog) che affrontano un tema specifico fino in fondo, con l’obiettivo di far trovare il tuo ecommerce su Google e attirare i link di chi cerca qualcosa di unico e interessante per rispondere a determinate esigenze. Qualche idea per affrontare l’argomento al meglio:

  1. Raccolta di documenti e moduli utili al tuo target di riferimento.
  2. Pagine che danno definizioni (tipo un glossario) specifiche e uniche.
  3. Comparazione di prodotti, magari con recensione video e infografica.
  4. Interviste singole e multiple per affrontare un tema specifico.

Uno dei punti essenziali della tua strategia di contenuti: lo studio della concorrenza. Devi scoprire come fanno gli altri a guadagnare link in ingresso usando strumenti come Semrush, Seozoom e Majestic che analizzano in profondità un dominio. Così puoi definire chi ha linkato che cosa. In questo modo puoi partire anche tu da una base stabile. E magari iniziare un lavoro di influencer marketing.

SEOZoom Gratis per 15 giorni? Clicca qui e usa il Coupon MEDIABUZZ15.

Non dimenticare l’influencer marketing

Quando investire in questo settore? Dipende, deve esserci uno studio alla base. Ma quando cerchi backlink per ecommerce puoi pensare a una buona attività di influencer marketing per alimentare l’interesse di un certo tipo di pubblico. Ricorda che Google stigmatizza anche i link che vengono pagati in forma di bene materiale, quindi la campagna di recensioni su larga scala è vista come compravendita di link. Però il tuo compito non è quello di acquistare (con beni o denaro) ma di alimentare l’attenzione e l’interesse degli influencer per incassare ciò che ti serve. Non sempre arriva, ma questo è il gioco.

Il native advertising può essere utile?


Alt, lo so cosa stai per dire: il native advertising non è una tecnica per ottenere link in ingresso in termini SEO. Nel senso che questo contenuto, allineato al calendario editoriale della piattaforma che ospita il lavoro, deve rispettare alcuni punti che fanno parte della natura stessa di quest’opera:

  1. Definizione immediata della natura a pagamento.
  2. Formato simile a quello degli altri post.
  3. Nessun link SEO, quindi senza nofollow.

Essendo un formato pubblicitario a pagamento, Google tende a bacchettare chi paga per registrare link in ingresso quindi il tuo ecommerce non può usare il native advertising per guadagnare menzioni utili per il posizionamento su Google. Ma chi fa link building in modo professionale sa che il profilo dei collegamenti in ingresso deve essere variegato, ricco anche di buoni link nofollow.

Vale a dire provenienti da fonti attendibili, correlate e che portano traffico. In fin dei conti un punto d’ingresso per pubblico di qualità è sempre importante per la tua attività di ecommerce.

Per approfondire: come creare un e-commerce di successo

Backlink per ecommerce: come fare?

Qui trovi i consigli necessari per trovare buoni link in ingresso per un ecommerce. La condizione essenziale: non puoi improvvisare e bruciare le tappe. Tutti vogliono risultati immediati, senza correre rischi e magari investendo somme minime. La verità è che per fare una buona attività di link earning, con menzioni e link in ingresso di qualità, devi investire. Tempo, prima di tutto. Poi devi farti seguire da un professionista in SEO off-page. Soprattutto se cerchi link per ecommerce. Sei d’accordo?

Riccardo Esposito

Riccardo Esposito, blogger per MediaBuzz. Si occupa di scrittura online dal 2008: ha iniziato in agenzia e ora passa 14 ore al giorno davanti al monitor del suo iMac. Il suo blog personale: My Social Web

More Posts

Follow Me:
TwitterFacebookLinkedIn

Submit a Comment

Your email address will not be published. Required fields are marked *

This site uses Akismet to reduce spam. Learn how your comment data is processed.