Backlink checker: gli strumenti per controllare i tuoi link in ingresso

Backlink checker: gli strumenti per controllare i tuoi link in ingresso
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Quali sono i migliori backlink checker per verificare la bontà delle menzioni? Come sai, avere dei link in ingresso è fondamentale per spingere un buon lavoro di ottimizzazione SEO. Non basta la keyword research, non è sufficiente operare on-page e gestire le parole chiave sul sito web: devi ricevere link.

Vale a dire collegamenti di qualità, senza nofollow, capaci di comunicare a Google il valore del tuo lavoro. Che può essere basato sul content marketing o sul digital PR, o su altre strategie per avere backlink che possono essere varie. Quel che conta è lavorare in questa direzione. Ma non puoi improvvisare.

Il motivo è semplice: fare ottimizzazione SEO off-page è rischioso. O almeno è così per chi non sa muoversi nel modo giusto: Google non è d’accordo con chi si muove con troppa disinvoltura, senza riflettere. Ed ecco perché è così importante avere come riferimento questa lista di backlink checker al tuo fianco.

Da leggere: come ottenere buoni backlink con le PR

Perché hai bisogno dei backlink checker?

Non voglio iniziare con la solita lista di tool per controllare i backlink. In realtà non è tanto di questo che hai bisogno, o meglio: devi capire qual è lo scopo di questi strumenti. Il lavoro dei software per trovare e valutare i link in ingresso si divide in punti che sono sempre validi per chi opera in questo settore:

  1. Valutazione dei link acquisiti.
  2. Studio dei competitor.

Perché cerchi i migliori backlink checker? Per capire chi ti ha messo dei backlink, su quali pagine e con quale anchor. Questo passaggio è importante perché così puoi valutare il profilo dei link in ingresso e capire come muoverti, quali pagine spingere e come equilibrare i pattern che insospettiscono.

Google valuta delle azioni ricorrenti e spinte. Ricevere tanti link su pagine commerciali, magari in poco tempo, può essere un problema. Lo stesso vale per anchor text troppo spinti. Un buon backlink tool checker può aiutarti a valutare questo punto. Ma può darti una mano anche a capire come si muove la concorrenza e quali tecniche stanno attivando i competitor. In questo modo puoi seguire e contrastare.

Search console, link in ingresso, disavow

Il primo backlink checker che devi avere sotto controllo è gratuito. Arriva da Google e si trova nella barra laterale della Search Console sotto il nome di “Link che rimandano al tuo sito”. In passato Mountain View aveva l’operatore di ricerca link: per mostrare i collegamenti ricevuti, ora è rimasta solo questa sezione del pannello di controllo dedicato ai webmaster. Ma da qui puoi monitorare diversi aspetti.

 

Qui puoi avere il numero totale di link che rimandano al tuo sito, e puoi mettere in evidenza le pagine che ricevono il maggior numero di menzioni ma anche con quale anchor text e da dove provengono. In questo modo puoi verificare, tra le altre cose, eventuali attività di spam che decide di muoversi contro il tuo sito. A tal proposito gli strumenti di Google possono essere usati con il disawov tool, per sconfessare i link.

Link che però potrebbero essere dannosi. Google sa che non sempre puoi chiedere ai webmaster di togliere collegamenti che non ti rispecchiano, quindi dà la possibilità di disconoscere queste connessioni. Attenzione, è uno strumento da non usare a caso ma solo quando ne hai bisogno. Non improvvisare e non togliere link che, solo a naso e a un primo approccio, ti sembrano inutili o dannosi.

Tool professionali: Explorer, Majestic e Ahrefs

Dopo aver messo in evidenza il lavoro di un backlink checker come quello ufficiale di Google è giusto passare a risorse commerciali ben più avanzate. Perché il lavoro di chi si occupa dell’ottimizzazione SEO off-page va ben oltre le voci che ho elencato sopra: per fare digital PR e blogger outreach, ad esempio, devi avere la possibilità di analizzare in profondità il profilo link di un utente.

ahrefs seo tool

Ecco una schermata di Ahrefs.

Stesso discorso per la pulizia del proprio elenco di link in ingresso: ho detto che il disavow tool non deve essere usato a caso, e ci sono strumenti che possono aiutarti a capire come. Potrei citarti Semrush e Seozoom, che sono sempre utili, ma le migliori esperienze in questo caso rispondono ad altri nomi.

Link Explorer

Un tool sfornato direttamente dagli uffici di Moz e che si presenta come una delle realtà più complete. La versione gratuita consente di ottenere qualche buon risultati, apprezzabile senza fare account e pagare la versione avanzata. Ma se vuoi scoprire qualcosa in più devi investire. Ed è giusto che sia così.

Ahrefs

Questo è uno dei nomi più importanti per gli esperti che si occupano di SEO audit e analisi dei siti web. Con Ahrefs puoi ottenere tutte le informazioni che ti servono rispetto al controllo dei collegamenti in ingresso del tuo progetto e degli altri siti web. Forse non esiste tool in circolazione potente come questo.

Majestic

Basta inserire l’URL nel motore di ricerca di Majestic per ottenere tutto quello che ti serve: tipo di link ottenuto, HTTP o HTTPS, testuale o immagine, con o senza nofollow, dalla home page o da qualche pagina specifica. Anche in questo caso parliamo di un tool a pagamento, per i professionisti della SEO.

Backlink checker gratis: SEO review tools

Strumenti come quelli che ho indicato possono fare la differenza se lavori a tempo pieno nella SEO e hai dei clienti da curare. Non dimenticare che puoi lavorare con piani mensili, quindi sfruttare la piattaforma per un periodo limitato e ottenere tutti i dati che ti servono solo per un progetto più importante.

In ogni caso c’è chi vuole controllare i link in ingresso senza spendere una fortuna. In questo caso ti consiglio www.seoreviewtools.com, uno dei pochi backlink checker online gratis e ben funzionanti. I risultati finali di questo strumento sono interessanti, ecco cosa ottieni:

  1. Numero dei link che puntano alla pagina.
  2. Presenza o meno del nofollow.
  3. Tipo di ancora usata per il link.
  4. Numero di link dal dominio.
  5. Rating di Ahrefs e valori Moz.

Ripeto, non sto parlando di un backlink checker SEO professionale. Ma a costo zero questa è una delle realtà più interessanti. Da valutare con attenzione il tool parallelo per il controllo dei link rotti, altro aspetto da prendere in considerazione sia per la qualità del proprio dominio sia per attivare una strategia di link building acquistando domini che vengono linkati ma che ormai sono scaduti (una tecnica avanzata da far fare ai professionisti).

Per approfondire: Come fare SEO per ecommerce (sul serio)

Quale backlink tool scegli per il tuo sito?

In questo articolo ti spiego cosa e come scegliere, quali backlink checker usare per la tua attività online e come muoverti per avere sempre un riferimento chiaro. Hai l’opzione gratuita, quella istituzionale e la realtà premium: ora devi solo scegliere il miglior compagno di viaggio per il tuo lavoro di ottimizzazione SEO. Qual è la tua esperienza? Lasciala nei commenti.

Riccardo Esposito

Riccardo Esposito, blogger per MediaBuzz. Si occupa di scrittura online dal 2008: ha iniziato in agenzia e ora passa 14 ore al giorno davanti al monitor del suo iMac. Il suo blog personale: My Social Web

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