Commenti Blog WordPress: meglio nativi, Disqus o Facebook?

Commenti Blog WordPress: meglio nativi, Disqus o Facebook?

Una delle domande tipiche di chi inizia a fare blogging aziendale, e lo stesso vale per un lavoro privato: meglio lasciare i commenti blog WordPress nativi o puntare su Facebook? In realtà questo interrogativo prevede che tu abbia già pensato di lasciare le interazioni. Idea saggia, e non scontata. Ma soprattutto un’idea per fare e ottenere tanto. Infatti con i commenti puoi accorciare la distanza con il lettore, quindi con il potenziale cliente, e puoi puntare sul comment marketing. Ovvero un insieme di attività che ti spingono verso un obiettivo concreto: portare l’audience verso i tuoi scopi strategici, sfruttando gli interventi come contenuti utili. Perché questi sono i commenti: contributi per arricchire ciò che hai già scritto. E rendere il tuo articolo sempre più determinante, completo. Sai bene che con il CMS WordPress puoi lasciare testo alla fine dei post e delle pagine, e sei sempre tu a scegliere. Vuoi permettere di pubblicare contributi? Certo. Chiudere tutto questo è una follia secondo me. Ma non solo, puoi individuare la piattaforma per i commenti blog WordPress: c’è la soluzione nativa, c’è Disqus, ci sono i social con Facebook e Google Plus. Tu quali preferisci? Io ho una piccola riflessione da portare avanti, decisiva in termini di content marketing. Cosa sono i commenti? Pensaci bene, cosa sono i commenti? Te lo dico io: interazioni necessarie per due motivi. Puoi creare relazioni intavolando discussioni virtuose, e puoi aumentare il traffico. Con tutto ciò che ne deriva. I click arrivano per motivi diversi: curiosità nei confronti della conversazione, visite di ritorno per partecipare allo scambio, ricerca organica. I commenti, in quanto contenuti, vengono rilevati...
9 errori da evitare prima di aprire un blog aziendale

9 errori da evitare prima di aprire un blog aziendale

Il blog aziendale può essere uno strumento decisivo per fare content marketing. Non è l’unico e non puoi contare solo su questa soluzione. Anzi, in qualche caso conviene investire in altre risorse. Ma è innegabile che una buona attività editoriale può aiutare a innescare il processo di inbound marketing. Ovvero permetti al tuo brand di […]

Il blog aziendale può essere uno strumento decisivo per fare content marketing. Non è l’unico e non puoi contare solo su questa soluzione. Anzi, in qualche caso conviene investire in altre risorse. Ma è innegabile che una buona attività editoriale può aiutare a innescare il processo di inbound marketing. Ovvero permetti al tuo brand di raggiungere le persone giuste nel momento in cui hanno bisogno di te. Niente interruzione pubblicitaria, basta con i banner e i pop up che interrompono il flusso di informazione: ora sei tu a rispondere alle necessità della tua audience. E a portarle verso le landing page, risorse pensate per trasformare il lettore in cliente. Sembra facile tutto questo, vero? Apro un blog, inizio a scrivere e ottengo buoni risultati. In realtà la logica definita in questo passaggio viene minata da infiniti ostacoli, spesso veri e propri scogli che possono mandare a rotoli i tuoi progetti. Molto, però, può essere risolto prima ancora di iniziare a scrivere. Qualche esempio? Ecco 10 errori da evitare prima di aprire un blog aziendale. Iniziare senza un’analisi e una strategia Ovvero le fondamenta di ogni buona attività di web marketing. Prima di aprire un blog devi avere un piano editoriale capace di elencare gli obiettivi, e di descrivere il target di riferimento. Con una mappatura dei contenuti utili per ottenere determinati risultati. Senza un discorso del genere è difficile, veramente difficile, procedere nel migliore dei modi. O meglio, pubblichi alla cieca. Può funzionare, certo, ma il fallimento è dietro l’angolo. Questo vale anche nel caso in cui sorvoli l’analisi della concorrenza e del contesto. Vuoi creare un blog per...
Link building: come valutare i link della tua campagna

Link building: come valutare i link della tua campagna

Uno dei fattori più importanti per avere successo online: puntare sulla link building. Ovvero sulla capacità di un sito web di acquisire delle menzioni attraverso collegamenti ipertestuali. Questi collegamenti sono la base del documento web, rappresentano il cuore stesso della rete come la intendiamo oggi. E i motori di ricerca valutano questi elementi come delle […]

Uno dei fattori più importanti per avere successo online: puntare sulla link building. Ovvero sulla capacità di un sito web di acquisire delle menzioni attraverso collegamenti ipertestuali. Questi collegamenti sono la base del documento web, rappresentano il cuore stesso della rete come la intendiamo oggi. E i motori di ricerca valutano questi elementi come delle valutazioni positive. Almeno in linea teorica. Perché è chiaro un punto: se la link building può aiutare un progetto web a migliorare la propria posizione nella serp, Google deve garantire l’imparzialità dei risultati. Quindi c’è un passaggio nelle regole generali: non si comprano link. Non puoi e non devi farlo, altrimenti rischi una penalizzazione manuale. Senza dimenticare gli aggiornamenti dell’algoritmo che cercano sempre di migliorare i risultati. Tutto questo si basa su un principio: devi valutare con cura i link che devi acquisire con la tua strategia. Altrimenti rischi di fare dei danni difficili da recuperare. Vuoi approfondire questo tema? Ecco i punti. Perché devo fare link building? Perché i link sono necessari per ottenere una buona posizione della serp. Non tutti però, o meglio: anche in questi casi devi valutare con cura da chi ottenere i link in ingresso. Il sito che ti linka è attinente? Parla dello stesso argomento tuo? In che posizione si trova? Quale anchor text è stato utilizzato? Qual è l’autorevolezza del sito che ti ha citato? Tutto questo può essere decisivo per aiutarti a migliorare il tuo profilo link. Quali sono i benefici delle aziende che investono nei link? I passaggi sono semplici: possono ottenere buoni posizionamenti sulle pagine di Google, ma possono anche ricevere traffico da parte...
[Infografica] Quanto costa un sito web?

[Infografica] Quanto costa un sito web?

Ecco una domanda che può impegnare una vita: quanto costa un sito web? Impossibile dare una risposta definitiva, il prezzo di un prodotto del genere può variare dalle poche migliaia di euro ai veri e propri capitali da investire. In realtà tutto dipende da cosa pretendi, da cosa vuoi fare. Perché un sito internet è collegato […]

Ecco una domanda che può impegnare una vita: quanto costa un sito web? Impossibile dare una risposta definitiva, il prezzo di un prodotto del genere può variare dalle poche migliaia di euro ai veri e propri capitali da investire. In realtà tutto dipende da cosa pretendi, da cosa vuoi fare. Perché un sito internet è collegato agli obiettivi. Vuoi una vetrina per mostrare alle persone che cercano il tuo nome e cognome una semplice landing page? Devi affrontare un prezzo, che è diverso se invece vuoi un blog per lavorare sull’inbound marketing. Tutto questo cambia se ti serve un e-commerce per vendere i tuoi prodotti o servizi. Poi devi pubblicizzare ciò che hai creato. Trovare una risposta alla domanda più menzionata dagli imprenditori che si affacciano online non è semplice. Però c’è da dire questo: ci sono delle voci comuni nella maggior parte dei lavori che possono aiutare a ottenere una linea di massima. Non parlo di un prezzo fisso ma di un’idea per valutare. Qui non trovi prezzi precisi (non esistono) ma riferimenti. Quali sono i punti in questione? Li ho trovati in questa infografica di Aziende Italia che riassume con le spese di base necessarie per lavorare nella giusta direzione. Quindi, quando costa un sito web? Scopriamolo insieme. Quanto costa un dominio per il sito Il primo costo da sostenere riguarda il punto di partenza, il passaggio più importante: devi comprare il dominio. Ovvero l’indirizzo che permette alle persone di raggiungere il tuo lavoro. C’è una grande riflessione intorno al nome dominio perché racchiude elementi tecnici e passaggi legati al brand. La presenza di keyword legate al tuo...
Copywriting tool online: 7 tool per scrivere meglio

Copywriting tool online: 7 tool per scrivere meglio

Il web copywriter ha bisogno di continui aiuti per migliorare la propria attività. Sembra assurdo ma è così, non può contare solo sulla sua abilità. Anche se questa è la base, il punto di partenza: senza una conoscenza solida del proprio universo professionale non si procede, non si raccolgono buoni risultati. Te lo confermano le […]

Il web copywriter ha bisogno di continui aiuti per migliorare la propria attività. Sembra assurdo ma è così, non può contare solo sulla sua abilità. Anche se questa è la base, il punto di partenza: senza una conoscenza solida del proprio universo professionale non si procede, non si raccolgono buoni risultati. Te lo confermano le interviste che abbiamo pubblicato su Eccellenze Digitali Italiane, come quelle a Eleonora Usai o a Valentina Falcinelli. Impegno, formazione e dedizione: questa è la combinazione ideale. Senza dimenticare un minimo di propensione, che rende tutto più semplice. Questo non significa, però, ignorare gli aiuti che arrivano dall’esterno. Il web, infatti, propone una serie di tool per scrivere meglio. In che senso? Puoi trovare la soluzione per organizzare le fonti, quella per migliorare l’organizzazione del testo e un’altra ancora per sfruttare al massimo il lavoro di SEO copywriting. Insomma, hai solo l’imbarazzo della scelta. E spesso questo è il problema: quale preferire? Prima di iniziare voglio dedicare spazio a una riflessione importante. Sono utili questi tool per copywriting? Dipende. Oggi mi prendo anche io il piacere di rispondere così. Perché la storia è sempre la stessa: puoi avere la migliore toolbox ma se non possiedi lo stile, la determinazione, il gusto di scegliere determinate parole non puoi ottenere buoni risultati. Il web copywriting è l’arte di trovare combinazioni avvincenti per convincere il pubblico. Quindi devi lavorare su call to action, headline, paragrafi e liste puntate. Ci sono strade predefinite per ottenere buoni risultati? No. Ci sono strumenti che possono fare questo lavoro al posto tuo. Ancora no. Quindi l’unica cosa che puoi fare è lavorare...