Sito web adatto a smartphone e tablet: 5 punti essenziali

Come ottimizzare sito web per il mobile? Qui inizia la tua avventura con il web marketing capace di ottenere buoni risultati attraverso serp, motori di ricerca, bacheche Facebook e timeline di Twitter. Non c’è altra spiegazione: il tuo portale deve essere ben visibile da cellulare e tablet. Oggi la maggior parte delle visite arriva da smartphone. È una dichiarazione di massima, non è detto che questa sia la verità per tutti i siti web. Magari ci possono essere settori nei quali si registrano fette di pubblico superiori che preferiscono raggiungere le tue pagine da telefonino. In ogni caso non si scappa: devi capire come ottimizzare il sito web per il mobile. Sia per le persone che per Google che da tempo ha dato parere su questo passaggio. Oltre all’entrata in vigore del mobile first indexing (la versione smartphone è quella che viene indicizzata per prima), da tempo la buona capacità di presentarsi al meglio sul mobile è un segnale di ranking importante. Un contenuto di qualità è anche in grado di farsi leggere al meglio da qualsiasi dispositivo. Quindi, come procedere e migliorare il tuo portale? Da leggere: come promuovere il tuo brand su Instagram Inizia da un tema mobile friendly di qualità In parte questa precisazione è superflua perché oggi è difficile trovare un template non adeguato, senza le caratteristiche che danno al sito la possibilità di essere responsive. Quindi capace di adattarsi a tutti gli schermi, sia di smartphone che di tablet. La base di partenza è sempre questa. Ma ci sono delle piccole attenzioni anche in questo caso. Un tema vale l’altro? Non proprio, ci sono alcuni...

Come aumentare le vendite dei prodotti su Instagram

Ci sarà anche un problema con i like che scompaiono, ma di certo l’utilità di questa piattaforma social non va a esaurirsi. Anche perché è sempre più facile vendere prodotti su Instagram. La nuova funzione Checkout consente di eliminare intermediari e acquistare direttamente dai post che pubblichi sul tuo account. Questa soluzione, però, è disponibile […]

Ci sarà anche un problema con i like che scompaiono, ma di certo l’utilità di questa piattaforma social non va a esaurirsi. Anche perché è sempre più facile vendere prodotti su Instagram. La nuova funzione Checkout consente di eliminare intermediari e acquistare direttamente dai post che pubblichi sul tuo account. Questa soluzione, però, è disponibile solo per una ventina di brand internazionali noi comuni mortali possiamo accontentarsi del tag Shopping per innescare un percorso di vendita su Instagram. Come funziona e ottimizzarlo? Come attivare la modalità shopping Per vendere prodotti su Instagram devi fare in modo che sia possibile taggare i beni nelle immagini e nei video. Così quando l’utente vede il contenuto può raggiungere la pagina adibita alla vendita. Con Checkout l’idea è quella di atterrare direttamente sulla scheda ecommerce. Per ora il percorso è diverso: Attiva un profilo Business su Instagram.Collega l’account a una pagina Facebook.Inserisci una vetrina con prodotti su Fb.Aggiungi la funzione Shopping su Instagram.Attendi verifica dei requisiti e inizia a taggare. Adesso hai massima libertà di aggiungere delle segnalazioni sui tuoi scatti o sulle clip per portare visite virtuose sulle pagine che generano fatturato. Ma basta questo per vendere prodotti su Instagram? Sei un influencer? Conosci...

Instagram toglie like dalle foto: fine degli influencer?

Instagram nasconde i like: questo è l’incubo ricorrente di molti influencer, o almeno di quelli che basano il proprio successo e il potere contrattuale sui numeri di facciata. Quelli che servono a impressionare follower e investitori, e magari vengono gonfiati con app per acquistare Like, Mi Piace e altre metriche misurabili a occhio nudo, senza […]

Instagram nasconde i like: questo è l’incubo ricorrente di molti influencer, o almeno di quelli che basano il proprio successo e il potere contrattuale sui numeri di facciata. Quelli che servono a impressionare follower e investitori, e magari vengono gonfiati con app per acquistare Like, Mi Piace e altre metriche misurabili a occhio nudo, senza un minimo di analisi approfondita del lavoro. Questo è il problema che dovrebbe sempre affliggere chi appoggia il proprio successo professionale a una piattaforma esterna. Basta un cambio di passo, una semplice regola che sfugge di mano, per ritrovarsi senza lavoro. O meglio, con un business dimezzato e privo di prospettive. Ma è davvero così? I like su Instagram tolti possono provocare veramente la fine di un’era così florida per l’influencer marketing? Continua a leggere. Per approfondire: Come fare promozione su Instagram (oltre all’ADV) Quindi Instagram ha già tolto i Mi Piace? In realtà no, o almeno non a tutti. Si tratta di un test annunciato alla conferenza F8 di aprile, in California. L’evento degli sviluppatori ha aperto le porte, a maggio, alle prove che sono state avviate in Canada. Adesso è arrivato il momento di nascondere i cuoricini che indicano il numero degli apprezzamenti in altre nazioni. Tra queste c’è l’Italia. In ogni caso il tasto like rimane attivo per permettere di esprimere preferenze, non è stata annullata la possibilità di apprezzare foto e video dei tuoi beniamini. Sei un influencer? Conosci...

Come migliorare la lettura da cellulare

Vale la pena concentrare le proprie attenzioni su come ottimizzare la lettura da smartphone? Certo, questo è un aspetto fondamentale per definire il successo del tuo contenuto. O firmare la disfatta delle tue pubblicazioni. Il motivo è semplice: la diffusione dello smartphone aumenta con costanza. Ciò significa che sempre più persone fanno uso del telefonino […]

Vale la pena concentrare le proprie attenzioni su come ottimizzare la lettura da smartphone? Certo, questo è un aspetto fondamentale per definire il successo del tuo contenuto. O firmare la disfatta delle tue pubblicazioni. Il motivo è semplice: la diffusione dello smartphone aumenta con costanza. Ciò significa che sempre più persone fanno uso del telefonino per leggere contenuti. Hai creato un blog aziendale per lavorare sull’inbound marketing e fare in modo che le il tuo brand venga trovato nel momento in cui diventa indispensabile? Hai un buon calendario editoriale da creare. Ma scrivere senza un riferimento utile su come ottimizzare la lettura da smartphone vuol dire puntare verso risultati pessimi. A che serve scrivere e pubblicare grandi articoli se poi c’è un muro di parole che impedisce la scrittura? Chiaro che in questi casi fa comodo capire come ottimizzare la lettura da smartphone. Gli italiani e il mobile. I dati di We Are Social sono chiari: le persone che usano smartphone e navigano su internet sono in costante aumento. Continuamente. Devi permettere alle persone di assimilare i tuoi contenuti e per ottenere questo risultato è utile leggere quest’articolo. Poi dimmi cosa ne pensi nei commenti. Da approfondire: come fare content marketing Lavora sulla leggibilità dei contenuti Il requisito base per lavorare nel miglior modo possibile e ottenere risultati apprezzabili: se vuoi individuare la strada per pubblicare contenuti facili da leggere da cellulare è la leggibilità il tuo obiettivo. Che si ottiene seguendo delle regole semplici. Che però vengono spesso dimenticate. Ad esempio? Dividi il testo in paragrafi.Usa grassetto, poco, nei punti giusti.Usa frasi brevi, semplici, dirette.Sfrutta la punteggiatura.Elimina parole...

Come proteggere il tuo brand su Google

Fare brand protection, oggi, è importante. Anzi, voglio azzardare e dare lustro a quest’attività. Perché proteggere il tuo marchio online (questa è la traduzione del termine in questione) può essere una missione impossibile da ignorare nel momento in cui decidi di affrontare i competitor come un’azienda professionale e consapevole delle necessità. Vero, dobbiamo lavorare in […]

Fare brand protection, oggi, è importante. Anzi, voglio azzardare e dare lustro a quest’attività. Perché proteggere il tuo marchio online (questa è la traduzione del termine in questione) può essere una missione impossibile da ignorare nel momento in cui decidi di affrontare i competitor come un’azienda professionale e consapevole delle necessità. Vero, dobbiamo lavorare in termini strategici e conquistare un oceano blu nel quale muoverci senza contrastare con i concorrenti. Perché competere per essere primi su una keyword molto difficile da conquistare quando puoi (e devi) fare in modo che siano i clienti a cercare il tuo nome? Questa è un’ottima prospettiva per migliorare il tuo lavoro di strategia SEO. Ma è anche vero che in quest’ottica c’è sempre un problema da risolvere: i possibili attacchi (volontari, involontari, malevoli o casuali) verso il tuo nome attraverso gli strumenti della rete. Devi fare in modo che la tutela del marchio online diventi un’attività centrale. In che modo? Continua a leggere. Da leggere: Brand strategy: 7 soluzioni che funzionano Registra il tuo dominio con più estensioni Il primo passo per fare un buon lavoro di protezione del nome aziendale o personale: acquista un dominio che rappresenti la tua marca, il progetto che porti avanti. Scegli l’estensione adatta ma assicurati anche quelle più comuni. Come, ad esempio, il .com e magari .it, .eu e .net. In questo modo puoi evitare che i competitor poco leali acquistino domini che, in qualche modo, possano confondere il tuo pubblico. C’è da dire che con l’arrivo dei nuovi gTLD e la possibilità di acquistare domini di secondo livello con accento è diventato difficile chiudere le porte...