Cosa fare prima di iniziare una campagna di content marketing

Cosa fare prima di iniziare una campagna di content marketing

Organizzare una campagna di content marketing non è semplice. O almeno non sempre. Puoi ottenere grandi vantaggi se inizi a pubblicare, inviare e suggerire contenuti di valore. In che modo? Beh, questo dipende da ciò che hai deciso in fase strategica: dipende da te e dal tuo target. Dai tuoi obiettivi. Come puoi intuire ci sono tante cose da considerare prima di iniziare una strategia di content marketing, prima di dare il via a ciò che può portarti vantaggi concreti. Tipo lead generation, link in ingresso, visite, branding e tutto ciò che può esserti comodo un un processo di inbound marketing. Sì, sono tante le sfumature da curare prima di iniziare una campagna di content marketing efficace, capace di ottenere i risultati preventivati. Quali sono i passi da organizzare sulla tabella di marcia? Ecco tutto quello che devi sapere prima di muovere i primi passi in questo terreno fertile. Verifica il budget della campagna per i contenuti Il passo essenziale per verificare la tua attività di content marketing. Senza budget non c’è futuro, non puoi avere la possibilità di proseguire e avere successo nel tuo piano. Puoi stabilire la migliore campagna di contenuti online per il tuo progetto online, ma non puoi procedere a budget zero. O magari con risorse ridotte, giuste solo per aprire un blog senza neanche piano editoriale. Pensa al video marketing o alle infografiche, sai quanto ci vuole per creare un lavoro visual? Spesso le aziende esordiscono: “Puntiamo sui minivideo”. Perfetto, bisogna pagare ripresa, montaggio e sponsorizzazione. La faccia cambia all’improvviso: “Pensavo di fare tutto con il telefonino, ho anche l’app per tagliare i video”....
Usa SEO e User Experience per migliorare il blog

Usa SEO e User Experience per migliorare il blog

Il concetto che unisce SEO e User Experience, tutto sommato, è abbastanza semplice. Prima l’ottimizzazione per i motori di ricerca si basava su un ragionamento basilare: questa è la keyword che mi serve, quindi la devo conquistare. E la pagina deve essere ottimizzata per raggiungere quest’obiettivo strategico. Risultato? Massima attenzione per la SEO on-page in senso […]

Il concetto che unisce SEO e User Experience, tutto sommato, è abbastanza semplice. Prima l’ottimizzazione per i motori di ricerca si basava su un ragionamento basilare: questa è la keyword che mi serve, quindi la devo conquistare. E la pagina deve essere ottimizzata per raggiungere quest’obiettivo strategico. Risultato? Massima attenzione per la SEO on-page in senso stretto, ma risorse penose dal punto di vista dell’usabilità e dell’accessibilità. O meglio, dell’esperienza utente. Nel tempo Google ha introdotto nuovi parametri per il posizionamento, per definire il ranking nella serp. E ha lavorato verso una direzione. Al centro c’è il singolo, e la SEO diventa un processo olistico. Ovvero, non riguarda solo l’uso delle parole chiave nel testo e i link in ingresso ma tutto deve essere definito per permettere a Google di individuare il miglior risultato possibile. Sotto tutti i punti di vista, non solo per la qualità del testo e i backlink. Che restano comunque fattori decisivi, ma oggi SEO e User Experience sono dei pilastri da definire con cura quando inizia  lavorare su un blog aziendale, prima ancora di definire il piano editoriale. Perché tutto questo fa parte del tuo successo anche quando decidi di puntare sul content marketing. Allora, ti ho convinto? Ecco una serie di consigli per migliorare il tuo rapporto tra SEO e User Experience. Da leggere: content marketing e SEO, i contenuti che fanno la differenza Iniziamo dall’intento di ricerca Punto di partenza per definire il rapporto tra SEO e User Experience: dare alle persone ciò che stanno cercando. Questo principio si declina sotto tanti punti di vista, ma il primo che voglio analizzare è quello...
E-commerce e influencer marketing: vuoi migliorare gli acquisti online?

E-commerce e influencer marketing: vuoi migliorare gli acquisti online?

In uno degli ultimi consigli un lettore ha giustamente esposto un dubbio: ecommerce e influencer marketing possono unirsi? Con quali vantaggi? Volevo rispondere di getto ma ho pensato di affrontare il tema nel miglior modo possibile. Ovvero scrivendo un articolo, definendo con cura una serie di elementi. Elementi necessari per affrontare il tema. L’influencer marketing […]

In uno degli ultimi consigli un lettore ha giustamente esposto un dubbio: ecommerce e influencer marketing possono unirsi? Con quali vantaggi? Volevo rispondere di getto ma ho pensato di affrontare il tema nel miglior modo possibile. Ovvero scrivendo un articolo, definendo con cura una serie di elementi. Elementi necessari per affrontare il tema. L’influencer marketing può fare la differenza e rientra nelle tecniche di inbound marketing che ti consentono di farti trovare nel momento in cui i contatti hanno bisogno di te. Molti vedono come unica soluzione il blog, ma non è così: gli strumenti sono diversi. E hai bisogno di tutte le alternative quando punti sulla vendita online. Ecommerce e influencer marketing possono diventare due facce della stessa medaglia. Puoi trovare individui in grado di mettere in evidenza prodotti e servizi, ma recuperando sempre i principi essenziali per una buona azione di web marketing. Da leggere: come scegliere gli influencer In fase di acquisto gli influencer vincono Questo è il primo punto da prendere in considerazione quando decidi cosa fare del rapporto tra ecommerce e influencer marketing. La domanda è chiara: serve veramente? Sembra di sì. Diverse ricerche sottolineano l’importanza del contributo di chi ti fidi nel processo degli acquisti. Nel 2012 il gruppo Nielsen sottolinea questo: “Ninety-two percent of consumers around the world say they trust earned media, such as word-of-mouth and recommendations from friends and family, above all other forms of advertising”. Il 92% dei consumatori ascolta ciò che dicono amici e familiari rispetto agli acquisti. Il concetto non cambia, gli acquirenti cercano informazioni e confronto nel momento in cui devono prendere una scelta economica. Vogliono procedere...
Crea una Sales Page di successo con questi passaggi

Crea una Sales Page di successo con questi passaggi

La sales page è una risorsa decisiva quando decidi di monetizzare la tua presenza online. Spesso lavoro con imprenditori che creano siti web e blog ben strutturati, iniziano a lavorare con il content marketing e magari creano una buona sinergia con l’ottimizzazione SEO del sito. Detto in altre parole investono. Però poi si casca sul […]

La sales page è una risorsa decisiva quando decidi di monetizzare la tua presenza online. Spesso lavoro con imprenditori che creano siti web e blog ben strutturati, iniziano a lavorare con il content marketing e magari creano una buona sinergia con l’ottimizzazione SEO del sito. Detto in altre parole investono. Però poi si casca sul passaggio chiave: la conversione. Spendono migliaia di euro per fare un sito web e usano le pagine statiche di WordPress per creare le pagine sulle quali far atterrare i clienti. Senza alcuna personalizzazione, senza studiare una strategia di copywriting e design per trasformare i visitatori in lead. O magari in clienti, in qualche caso il business si concretizza immediatamente. Non hai bisogno di raccogliere contatti, o almeno non per concludere il processo d’acquisto. Ecco perché hai bisogno di una sales page efficace, capace di guidare l’utente e portarlo verso ciò che ti serve. Vale a dire l’azione per concludere la vendita. Ma come devi procedere? Come si crea una risorsa del genere? Ecco 6 dettagli legati al persuasive copywriting che ti daranno una mano a vendere di più. Da leggere: i migliori esempi di landing page Cos’è e a cosa serve una sales page La risposta è semplice: la sales page è una risorsa web, per la precisione una pagina, destinata a un obiettivo. Rientra nella categoria delle landing page perché comunque resta una risorsa sulla quale per persone atterrano (quindi concludono il proprio viaggio). Però non serve a far scaricare un documento o a prendere iscritti per la newsletter come le squeeze page. No, la landing page è delicata perché qui ti giochi...
Micro influencer Vs Macro influencer: quale scegliere?

Micro influencer Vs Macro influencer: quale scegliere?

Quando decidi di investire nell’influencer marketing devi valutare una serie di elementi indispensabili per ottenere i risultati sperati. Risultati che dipendono molto dall’investimento, questo è chiaro. Ma anche dalla capacità di scegliere i migliori influencer per un determinato lavoro. Ecco perché spesso si parla di micro influencer. E di macro influencer, una realtà molto importante. […]

Quando decidi di investire nell’influencer marketing devi valutare una serie di elementi indispensabili per ottenere i risultati sperati. Risultati che dipendono molto dall’investimento, questo è chiaro. Ma anche dalla capacità di scegliere i migliori influencer per un determinato lavoro. Ecco perché spesso si parla di micro influencer. E di macro influencer, una realtà molto importante. Questa differenza dipende da una serie di elementi, in primo luogo dalle caratteristiche del progetto e dal target di riferimento. Però la riflessione appare chiara: perché non affidarsi direttamente ai macro influencer? Con una disponibilità economica degna di questo nome potrebbe essere una scelta adeguata. La differenza tra macro e micro influencer non riguarda solo il denaro disponibile per ingaggiare e scegliere un professionista di questo settore. La strategia può richiedere determinate scelte, può essere importante operare in termini di blogger outreach per cercare non per forza l’influencer più famoso. Ma quello più adatto. Perché tutto questo? Affrontiamo questa domanda con i dati di Hubspot. Il risultato della ricerca su Instagram Hubspot ha analizzato circa 700 pubblicazioni brandizzate su Instagram da diversi brand di fascia alta ed è arrivato alla conclusione. Dopo aver studiato i risultati ha esposto i grafici nell’infografica che trovi nel post linkato. Cosa dice questo lavoro? Un aspetto molto interessante. Se procedi in termini assoluti i macro influencer riescono a ottenere grandi risultati, molto superiori rispetto ai micro influencer. D’altro canto te lo aspetti. Immagina un post sponsorizzato su Instagram pubblicato da una grande personalità del web, da un testimonial d’eccellenza. Un profilo con centinaia di migliaia di follower che aspettano l’ennesima foto da commentare e apprezzare. Però è interessante...