6 estensioni Google Chrome per (veri) social media specialist

6 estensioni Google Chrome per (veri) social media specialist

Ci sono estensioni Chrome che possono fare la differenza quando lavori nel mondo del social media marketing. D’altro canto questo è il nostro strumento di lavoro: il browser. Passiamo il nostro tempo tra una scheda e l’altra. E dobbiamo migliorare i tempi, ottimizzare le operazioni per ottenere il miglior risultato possibile: lavorare bene e trovare nuove risorse con il minimo sforzo. Quali sono gli add-on indispensabili per lavorare al massimo e velocizzare le operazioni quotidiane? E per ottimizzare i processi di content marketing? L’archivio di Google è pieno di estensioni utili, ma non puoi applicarle tutte. Altrimenti rischi di non avere più la giusta misura del lavoro da svolgere. A volte la varietà è il vero problema: non puoi avere tutte le estensioni Chrome, non puoi trasformare il tuo browser in una sarabanda di applicazioni, link e icone. La velocità prima di tutto. E allora, quali sono gli add-on di Google che non possono mancare sul browser di un social media specialist? Te lo dico subito. Da leggere: intervista al social media manager Roberto Gerosa Pablo di Buffer Uno dei punti decisivi per migliorare le tue pubblicazioni e arricchire il calendario editoriale dei social network: creare delle visual quote, vale a dire immagini con scritte e citazioni per sintetizzare passaggi del tuo pensiero. O del contenuto che vuoi proporre. Pablo è un’applicazione di Buffer, tool dedicato alla pianificazione dei post sui social network, che offre proprio questo: una piattaforma per creare visual quote spettacolari. Per velocizzare il tutto puoi usare l’add-on di Chrome. Pochi click e hai un nuovo contenuto da condividere su social e blog. L’aspetto interessante: con...
Quando investire nell’influencer marketing

Quando investire nell’influencer marketing

Il punto di partenza è semplice: puntare sull’influencer marketing può essere la soluzione giusta per te. E per i tuoi clienti. Un concetto di base, però, si deve chiarire: non sempre questa è la strada giusta. C’è un piano da seguire e hai deciso di svilupparti intorno all’inbound marketing, ma come sai bene le strade […]

Il punto di partenza è semplice: puntare sull’influencer marketing può essere la soluzione giusta per te. E per i tuoi clienti. Un concetto di base, però, si deve chiarire: non sempre questa è la strada giusta. C’è un piano da seguire e hai deciso di svilupparti intorno all’inbound marketing, ma come sai bene le strade sono diverse. Molti fanno coincidere l’inbound marketing con il blogging, con la pubblicazione di articoli su un diario online. Ed è un percorso interessante, efficace se studiata con cura. Però non è una possibilità definitiva, unica e obbligata. Pensare di avere sempre la risposta nel blogging è un’illusione. Così come è un’illusione pensare di affidarsi solo sull’influencer marketing. Che è una buona strategia, può essere utile in determinate occasioni. Ma appunto, in determinate occasioni. Non sempre e non in ogni circostanza. Ecco che, quindi, si ritorna alla domanda iniziale: quando investire nell’influencer marketing? Io ho qualche idea, ecco la mia opinione e i casi concreti. Devi raggiungere una community compatta Non per forza piccola, non per forza ampia e diffusa. Ma capace di ritrovarsi intorno a concetti, idee e valori condivisi. Ora non importa la tua opinione e la tua valutazione: devi concentrarti sul successo del brand. E questo risultato può essere conquistato attraverso una persona capace di raccogliere credibilità e interesse delle persone che vuoi intercettare. A volte l’advertising su Facebook è inutile, e il blogging troppo generico. Per centrare la community hai bisogno di una persona capace di investire sulla credibilità. Il vero valore di un influencer è proprio questo: la capacità di raccogliere intorno a sé delle persone che si fidano...
Travel vlogging e influencer marketing: il caso Paul & Shark

Travel vlogging e influencer marketing: il caso Paul & Shark

In questi giorni stiamo dedicando molto spazio all’influencer marketing. Non è un caso, le condizioni sono mature per poter affrontare il discorso con la giusta prospettiva. E per vedere l’influencer non solo come uno strumento per rimediare menzioni e citazioni di blogger più o meno importanti, ma per diventare strumento chiave dell’inbound marketing. Una campagna […]

In questi giorni stiamo dedicando molto spazio all’influencer marketing. Non è un caso, le condizioni sono mature per poter affrontare il discorso con la giusta prospettiva. E per vedere l’influencer non solo come uno strumento per rimediare menzioni e citazioni di blogger più o meno importanti, ma per diventare strumento chiave dell’inbound marketing. Una campagna di influencer marketing, infatti, non riguarda l’azione sporadica ma una combinazione ideale per farsi trovare dalle persone giuste nel momento in cui hanno bisogno di te. Per attivare questo meccanismo c’è il blog, è vero. Con un buon piano editoriale puoi fare tanto. Ma non tutto. Soprattutto quando sei all’inizio e non hai una community virtuosa. Nel processo ideale di inbound marketing l’ultimo step riguarda il deliziare i clienti. Per farti ritornare, per convincere le persone a rifare una scelta precisa. Ma anche per trasformare una persona qualsiasi in un ambassador, un evangelista entusiasta del tuo lavoro. Puoi raggiungere questo risultato in modi differenti, tutto dipende dalla strategia e dal contesto: non c’è una ricetta valida per tutti. Ed è vero, il blog può essere la condizione utile per molti. Ma non per tutti. La scelta dell’influencer Erik Conover per Paul & Shark Ecco perché in molti casi devi scegliere gli influencer giusti per veicolare il tuo brand. Proprio come ha fatto Paul & Shark: hai una nuova giacca da lanciare, un abito tecnico con un nome avvincente da proporre a un pubblico giovane e sportivo. Cosa fai? Mandi un comunicato stampa a campione collezionando una serie di rifiuti epici? No, contatti un influencer che è travel blogger e lo mandi in Norvegia. L’agenzia...
Quanto guadagna un influencer?

Quanto guadagna un influencer?

Domanda interessante, basata su una relatività impossibile da definire. Quanto guadagna un influencer? Nessuno può dirlo, nel senso che in un mercato libero ognuno può chiedere la cifra che preferisce per un determinato servizio. Però bisogna capire se il beneficio offerto giustifica la cifra. Questo ragionamento è noto agli influencer, ecco perché chi lavora in […]

Domanda interessante, basata su una relatività impossibile da definire. Quanto guadagna un influencer? Nessuno può dirlo, nel senso che in un mercato libero ognuno può chiedere la cifra che preferisce per un determinato servizio. Però bisogna capire se il beneficio offerto giustifica la cifra. Questo ragionamento è noto agli influencer, ecco perché chi lavora in questo settore mette in pratica ciò che serve per ottimizzare il processo che porta alla fatturazione. Ad esempio crea delle landing page per attirare il cliente, lavora sul personal branding, inserisce un media kit. Esatto, un media kit. Una pagina nella quale trovi tutte le informazioni per valutare la bontà dell’investimento. Qui ci sono grafici di Google Analytics, magari qualche riferimento utile di Seozoom o Semrush, una descrizione dell’attività svolta attraverso la pubblicazione degli articoli o delle immagini. Poi tutto dipende dalla piattaforma, dal media utilizzato. Lo ripeto: chiarire quanto guadagna un influencer in modo netto è impossibile. Però è anche giusto cercare una soluzione per chi cerca informazioni in questo campo. Magari vuole lavorare in questa direzione e ha bisogno di dati indicativi. Allora, iniziamo? Chi sono gli influencer? Questo è il primo tassello del puzzle. Chi sono gli influencer? Divi del web che guadagnano con una foto su Instagram? O con un tweet, magari con un articolo sul blog? Molto semplice: l’influencer è una persona che ha conquistato la fiducia di un pubblico. Non è il proprietario di un account Instagram con numeri da capogiro, non è un nome circondato da successo. Anzi, è un esperto di un determinato settore che viene seguito grazie alle sue competenze. Tutto questo porta a una fiducia...
Come funziona (veramente) LinkedIn?

Come funziona (veramente) LinkedIn?

Una delle domande comuni: come funziona LinkedIn? Uno dei social network più famosi del web, ma soprattutto una delle risorse migliori per trovare lavoro online. Proprio così, attraverso questa piattaforma puoi mettere a confronto le tue esigenze con quelle di chi si trova dall’altro lato dello schermo. Crei un profilo LinkedIn, compili tutti i campi […]

Una delle domande comuni: come funziona LinkedIn? Uno dei social network più famosi del web, ma soprattutto una delle risorse migliori per trovare lavoro online. Proprio così, attraverso questa piattaforma puoi mettere a confronto le tue esigenze con quelle di chi si trova dall’altro lato dello schermo. Crei un profilo LinkedIn, compili tutti i campi e ti siedi in poltrona ad aspettare la soluzione. Un posto di lavoro, un contatto utile, un cliente. Magari due. Perché non tre. D’altro canto è questo l’obiettivo, mettere in contatto persone con esigenze diverse. Come si usa LinkedIn: questa è la soluzione? In parte. LinkedIn è un social e come tale si muove intorno a logiche particolari che mettono in primo piano la condivisione. Ma cosa devi condividere? Come? Con chi devi parlare? Quali sono gli strumenti che permettono a un libero professionista, a un dipendente e a un’azienda di muoversi nel modo giusto? Cos’è LinkedIn per persone e aziende Prima di spiegare come funziona LinkedIn è giusto dare una definizione di questo strumento. Cos’è LinkedIn? Di cosa sto parlando esattamente? Si tratta di un social network che permette di ottenere dei profili personali e aziendali. Nel primo caso hai di fronte una sorta di curriculum digitale. Nella tua pagina puoi aggiungere esperienze di studio, lavori eseguiti, competenze, possibilità. Poi il meccanismo e simile a quello di tutti i social network: puoi contattare e chiedere un confronto. Ci sono dei passaggi essenziali per migliorare il modo di presentare il tuo profilo. Ad esempio puoi eliminare le informazioni che non servono, puoi scegliere una buona immagine profilo e inserire tutte le informazioni utili. Anche...