Iniziare a fare blogging: intervista ad Anna Pernice

Iniziare a fare blogging: intervista ad Anna Pernice

Anna Pernice

Anna Pernice, marketing & communication manager, blogger, giornalista e Digital Pr. Ha studiato Scienze della Comunicazione all’Università Suor Orsola Benincasa di Napoli e Fashion Management alla SDA Bocconi di Milano. Insegna blogging e storytelling al Corso di Perfezionamento e Alta Formazione in Exibition Design dell’Università Suor Orsola Benincasa di Napoli. Appassionata di moda, viaggi e nutrizione è sempre alla ricerca delle ultime tendenze che racconta con senso critico. Dopo aver lavorato nella direzione marketing di alcune aziende del Fashion Retail, nel 2012 ha aperto il suo travel & lifestyle blog personale nel quale racconta i suoi viaggi in giro per il mondo, la sua passione per la moda e le sue esperienze personali. Ama viaggiare, scrivere, praticare sport, andare a cinema e teatro. Adora la musica classica ed ha una passione per le nuove tecnologie.

Fare blogging come lavoro, comunicare nel miglior modo possibile con aziende e clienti. Magari creare una campagna di digital PR per ottenere il massimo. E raccogliere intorno al proprio progetto un’opera di influencer marketing. Sai cosa ci vuole per ottenere buoni risultati? Organizzazione, strategia, visione d’insieme. Magari un buon content marketing team, ma soprattutto un professionista della comunicazione.

Qualcuno in grado di operare in modo da unire i punti. Non deve conoscere solo le regole della buona scrittura o del social media marketing, deve sapere qual è il peso di un influencer all’interno di una campagna. E quale può essere il suo contributo. Vuoi un consiglio? Leggi l’intervista che abbiamo proposto ad Anna Pernice.

Chi sei e di cosa ti occupi?

Ho così tante passioni e interessi che definire chi sono e di cosa mi occupo in una parola è davvero difficile. In linea di massima sono una consulente di comunicazione e web marketing specializzata nel blogging, social media strategist e digital PR per aziende del settore moda, turismo ed enogastronomia.

Da oltre 4 anni ho fondato il mio travel e lifestyle blog www.travelfashiontips.com nel quale racconto le mie esperienze di viaggio in giro per il mondo con un tocco un po’ modaiolo. Sono giornalista pubblicista dal 2009 ed ho una mia rubrica di viaggi sul magazine #3D.

Racconta ai lettori come hai iniziato

Mi sono laureata in Scienze della Comunicazione ormai 11 anni fa e ho subito iniziato a lavorare in alcune aziende del fashion retail (tra cui Silvian Heach, Milk and Honey e Giorgia & Johns) come responsabile comunicazione e marketing interna. Mi occupavo dell’organizzazione eventi, gestione social network e blog aziendale e delle attività di digital PR. Amo la moda e viaggio da sempre.

Un po’ per gioco e un po’ per passione ho creato il mio blog personale che, man mano, è cresciuto sempre più. Ho iniziato a ricevere richieste di collaborazione e consulenza aziendale tramite LinkedIn. Il lavoro iniziava a starmi stretto per i contratti precari, ma anche perché non mi permetteva di esprimermi liberamente. Ho quindi deciso di licenziarmi, aprire la partita IVA e creare la mia attività freelance.

Meglio lavorare come freelance o in azienda?

Ci sono pro e contro. Io, personalmente, non tornerei indietro e preferisco lavorare da freelance: posso scegliere i clienti con cui lavorare, le modalità e le tempistiche, posso avere abbastanza tempo libero per viaggiare, curare il mio blog personale e gestire il lavoro di consulenza anche dall’estero. Inoltre, essendo quello di social media strategist un lavoro quotidiano, da oltre 3 anni ho due clienti fissi per i quali curo i social network che mi garantiscono uno “stipendio” mensile.

Parliamo del tuo libro

L’anno scorso, tra un viaggio e l’altro, ho trovato il tempo di scrivere un libro “Manuale per aspiranti blogger: crea emozioni con lo storytelling”, edito dalla Dario Flaccovio Editore, nel quale ho racchiuso sia la mia esperienza su WordPress sia quella di digital PR che si è trovata più volte a collaborare con i blogger.

È un libro tecnico pensato per tutti coloro che vogliono avvicinarsi al mondo del blogging e dello storytelling per trasformare il proprio blog da semplice hobby a strumento di lavoro, collaborando con aziende, enti e concessionarie di pubblicità. Il libro è una guida pratica su come emozionare e fidelizzare il lettore attraverso la tecnica dello storytelling nella quale – partendo dalla mia personale esperienza, abbinata a case history di successo, numeri, dati e statistiche – guido il lettore nella scelta della giusta strategia da adottare per creare un blog di successo.

Dalla selezione della piattaforma alla scelta del nome dominio, dai consigli pratici su come scrivere un articolo che sia in grado di emozionare il lettore fino alla gestione di tutto il mondo che ruota intorno al blogging: come creare la propria community, quali social network usare ed in che modo, come creare un media kit efficace e come proporsi ad enti ed agenzie per collaborazioni.

Blogging: la soluzione per conquistare il web?

In un settore quale quello dei viaggi o della moda, per conquistare il web bisogna essere autentici e reali per creare empatia con il lettore. Devi suscitare emozioni con i tuoi racconti fino a far venire voglia di ripetere situazioni simili in luoghi simili. La fiducia in chi scrive è alla base di tutto. Se il lettore si fida del tuo giudizio continuerà a seguirti, altrimenti si rivolgerà sicuramente altrove.

SEO, social e blogging: combinazione preferita?

Io parto dal blogging perché amo scrivere di getto, facendo leva sulle emozioni. Poi rileggo sempre l’articolo appena scritto cercando di adeguarlo alle regole del SEO Copywriting, senza però stravolgerlo troppo per evitare di perdere la leva emozionale. Infine, utilizzo i social network per promuoverlo.

I social, come spiego anche nel libro, sono gli alleati perfetti per un blogger perché aiutano a portare traffico verso un articolo. Ovviamente bisogna avere una community che sia disposta a condividere il tuo articolo.

Lo storytelling come si inserisce in questo percorso?

Lo storytelling è la chiave di tutto ciò: è l’arte del raccontare attraverso le emozioni. L’uomo da sempre ama ascoltare e raccontare storie come elemento di aggregazione. Un tempo lo si faceva nelle piazze, oggi si usa la rete dove la narrazione si arricchisce di immagini e il viaggio si fa virtuale. Si viaggia in rete, conoscendo mondi lontani, ma si viaggia anche sul serio, e straordinariamente bene grazie alle informazioni reperite sui blog.

La condivisione delle esperienze è da sempre indispensabile per ogni essere umano e, nella sua veicolazione digital, lo storytelling identifica un nuovo modo di comunicare. La trama della narrazione si allontana dalla finzione pubblicitaria per diventare un racconto autentico, esperienziale, emozionale. I protagonisti della narrazione non sono personaggi di fantasia né testimonial, ma persone vere che hanno realmente vissuto quell’esperienza o testato quel prodotto.

Perché un’azienda dovrebbe puntare sugli influencer?

I contenuti generati da un blogger o un influencer hanno un valore altissimo per un’azienda, in quanto sono prodotti da chi ha fatto un’esperienza diretta del territorio o del prodotto. Sono quindi percepiti dagli altri utenti come affidabili e credibili, ottenendo una grande efficacia comunicativa.

Un’efficacia superiore a quella degli spot pubblicitari o delle pagine pubblicitarie sui giornali, ai quali siamo ormai tutti assuefatti. Però bisogna selezionare gli influencer giusti, non soltanto in base ai numeri ma anche alla corrispondenza con il progetto.

Un consiglio che cambierà la vita del lettore

Il consiglio è di seguire sempre le proprie emozioni, il proprio cuore, e di non aver paura delle critiche e dei giudizi degli altri. Devi essere te stesso, il lettore riconoscerà l’onestà e inizierà ad apprezzarti, ti chiederà consigli, suggerimenti e diventerà quasi un “amico” virtuale con il quale interagire quotidianamente.

Danilo Polidori

Danilo Polidori, Online Media Manager e fondatore di MediaBuzz, inizia la sua giornata alle 6:00 am con una corsa di 50 minuti a Battersea Park durante la quale raccoglie idee ed energie per affrontare con positività la giornata. Crede con fermezza che lo sviluppo tecnologico e dell’economia digitale rappresenti l’occasione per internazionalizzare le eccellenze produttive del nostro paese e tornare grandi.

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3 Comments

  1. Un articolo molto interessante: dovrebbe girare un pò di più a mio avviso…
    Chi intraprende questa Via… ancora ha dei “Muri” molto alti davanti! In primis le Aziende italiane, che pur avendone necessità sono ben lungi dall’ammetterlo (al contrario di quelle americane), anche in termine di corresponsione economica!
    Adoro scrivere Story telling … e spero in tempi migliori.
    cosa consigli?

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    • Ciao Domenica,

      Riuscire a convincere le imprese di questa necessità è un passaggio chiave, ma è anche compito nostro far capire l’importanza degli strumenti web. Sono sicuro che le cose miglioreranno con il tempo.

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  2. Ciao Domenica, hai perfettamente ragione. L’Italia, come sempre, arriva un po’ indietro nelle cose, ma molte aziende si stanno già a prendo verso lo storytelling. Basti pensare a tutte quelle che utilizzano Snapchat ed Instagram Stories per i loro eventi e che si stanno rivolgendo a professionisti in supporto. Sta a noi far capire loro l’importanza dello storytelling come strategia aziendale e, per farlo, bisogna mostrare casi di eccesso per dimostrare quanto possa essere utile ai fini delle vendite e dell’immagine aziendale.

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