7 tool indispensabili per fare digital PR

7 tool indispensabili per fare digital PR
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Sai bene che l’attività di digital PR è centrale in una strategia di web marketing. Di cosa stiamo parlando? Cosa è il digital PR? Provo a dare una definizione: quell’insieme di attività che permette a un’azienda di entrare in contatto con il proprio pubblico, con una particolare attenzione nei confronti degli influencer. Ovvero quelle persone che – come suggerisce il nome – influenzano un pubblico utile: i potenziali clienti.

Il ragionamento è semplice. Posso lavorare sull’inbound marketing e intercettare le esigenze dei singoli utenti. Posso anche curare le conversazioni legate al mio brand, posso anche puntare sugli influencer che, nel momento in cui condividono il messaggio, raggiungono una base molto ampia.

Una base difficile da raggiungere attraverso strumenti ordinari.

Fare digital PR vuol dire scoprire e partecipare alle conversazioni, individuare gli scambi che riguardano il tuo brand, gestire nel miglior modo possibile i partecipanti. E individuare possibili interlocutori privilegiati per un determinato settore. Selezionare gli influencer e dedicare le giuste attenzioni alle relazioni può essere la chiave di volta di una buona azione di digital PR.

Ma sai cosa? Anche chi lavora questo settore ha bisogno di una mano. Anzi, ha bisogno di una cassetta per gli attrezzi per ottenere e organizzare tutte le informazioni utili per gestire l’interazione con i diversi attori. Fare digital PR è importante, farlo nel miglior modo possibile è decisivo per la tua attività. Quindi hai bisogno di una cartella sul browser con tutti gli strumenti utili per portare avanti la tua attività.

Per approfondire: Cosa sono le Digital PR e come usarle per creare relazioni con gli influencer

1. Buzzsumo

Impossibile lavorare in questo settore senza Buzzsumo, un tool che ti permette di risolvere diversi problemi. In primo luogo puoi individuare qual è il numero di condivisioni legate a un contenuto, quindi puoi arricchire al tua lista di blogger da contattare utilizzando anche le condivisioni. Ma nella ricerca Buzzsumo restituisce un’altra informazione utile: gli influencer.

Basta inserire un URL per avere tutte le condivisioni effettuate, e in alto a sinistra si trova la spunta per inserire o togliere dalla lista determinati profili. Ci sono anche giornalisti, influencer e account aziendali. In questo modo è facile individuare le persone giuste, non credi?

2. Followerwonk

Perfetto per valutare tutti i dettagli di un account Twitter. Vuoi sapere qual è il profilo dei follower? Vuoi sapere se è un account interessante dal punto di vista dell’engagement? Parla con le persone o si limita a pubblicare link? Followerwonk è indispensabile per chi seleziona account da inserire nella propria strategia di digital PR.

3. Twitter list

Un classico, con uno strumento gratuito che si trova in ogni account Twitter: le liste ti permettono di racchiudere in un unico stream tutte le persone che fanno parte di una lista.

Una lista che magari hai creato selezionando i profili più attivi in un determinato settore, o quelli che interagiscono di più. In questa fase non importa il motivo della selezione: con le Twitter list puoi isolare gli aggiornamenti delle persone che ti interessano e che vuoi raggiungere.

4. Hootsuite

Ecco il tool per eccellenza: Hootsuite. La piattaforma che ti permette di gestire il tuo universo social, e di individuare con cura le conversazioni utili alla tua attività di digital PR. Con Hootsuite puoi pubblicare e programmare aggiornamenti. E puoi gestire tre grandi flussi di informazioni su Twitter che possono fare la differenza:

Monitorando le Twitter list con Hootsuite puoi avere sotto controllo gli aggiornamenti delle persone che vuoi raggiungere. Stesso discorso con la ricerca keyword, puoi seguire le conversazioni che contengono una keyword o un hashtag.

C’è un problema: a volte queste ricerche, quando sono troppo generiche, invadono lo streaming con una quantità di tweet inutili. Puoi creare dei filtri per determinate combinazioni di parole, oppure puoi mostrare solo gli aggiornamenti di chi ha un Klout superiore a una soglia indicata.

 

La colonna delle menzioni, invece, ti permette di osservare tutti i tweet che contengono una @mention nei tuoi confronti. In questo modo è facile tenere traccia dei botta e risposta che si susseguono nelle discussioni.

Un consiglio. Crea anche una colonna con ricerca keyword “nomedominio” “www.nomedominio.com” e “nome account”. In questo modo puoi avere notifica anche dei tweet che ti citano senza la mention.

5. Circle Count

Vuoi tutte le informazioni su un profilo Google Plus? Oppure su una pagina? Vale la pena seguire? Vuoi sapere come e se sta crescendo in termini di follower? Oppure vuoi conoscere le community più influenti in un determinato settore? Perfetto, Circle Count è lo strumento migliore per gestire queste esigenze. Facile da usare, basta inserire nome e/o keyword nella barra di ricerca per avere i risultati.

6. Mention

Per scoprire le menzioni, le citazioni del tuo brand sul web, puoi usare Google Alert che riguarda solo le pagine web. E diciamola tutta, non è così preciso. Qualcosa scappa. Io lo continuo a usare, nel frattempo sfrutto anche la precisione di Mention.

Con questo tool puoi monitorare tutto, e puoi creare degli alert (guarda il video) che ti permettono di essere sempre presente quando succede qualcosa di interessante.

Attenzione. Anche in questo caso il monitoraggio non serve solo a capire se qualcuno sta parlando di te. Lo puoi usare anche e soprattutto per scoprire nuove conversazioni che non riguardano il tuo brand, ma il settore nel quale opera.

In questo caso puoi essere presente mantenendo il giusto tatto. Senza fare spam e senza aggredire la conversazione. Ricorda che l’interazione ti permette di creare dei rapporti che potrai mantener e alimentare anche dopo la campagna di digital PR.

7. Ultimo strumento: la testa

Mai dimenticare l’importanza della contestualizzazione, della tua capacità di leggere i dati e incrociarli con le reali esigenze del progetto. Klout, fan, engagement, mention, retweet: sono numeri che nascono da un algoritmo. Vale a dire dal tentativo umano di ingabbiare tutto all’interno di un ragionamento quantitativo. Un ragionamento giusto, senza dubbio.

Ma i numeri restano vuoti se non c’è l’interpretazione umana.

Lo specialista, la persona che si occupa di blogger outreach e giornalista che si occupa di Digital PR, deve interpretare segnali e menzioni per ottenere il massimo dalla propria attività. E valutare con cura tutte le possibili informazioni che ti spingono a scegliere un interlocutore o un altro. Sei d’accordo con questo punto di vista? Vuoi aggiungere un altro tool a questa lista? Lascia al tua opinione nei commenti.

Riccardo Esposito

Riccardo Esposito, blogger per MediaBuzz. Si occupa di scrittura online dal 2008: ha iniziato in agenzia e ora passa 14 ore al giorno davanti al monitor del suo iMac. Il suo blog personale: My Social Web

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