5 passaggi per far emergere il tuo brand

5 passaggi per far emergere il tuo brand
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In uno degli ultimi articoli di MediaBuzz ho definito l’importanza del brand per un’azienda. In particolar modo, ho fatto notare che essere una realtà economica non vuol dire essere un brand: in quest’ultimo caso abbiamo dei valori, dei messaggi chiari, dei simboli condivisi. C’è comunicazione, ma anche sostanza. C’è un messaggio.

In altre parole, alla base del brand c’è un’attenta riflessione legata ai valori, alle esigenze e alle caratteristiche interne dell’azienda. Ma anche della realtà circostante. Non è facile lavorare sulla creazione di un brand, ma al tempo stesso puoi mettere in campo delle strategie per raffinare e ottimizzare il tuo messaggio.

Le basi indispensabili per creare un brand sono chiare: devi avere un logo da inserire ovunque, devi tradurre l’attitudine del tuo brand attraverso un pay-off (amico copy, abbiamo bisogno di te), devi sviluppare un tone of voice, un’identità visual. E devi fare content marketing, devi fare brand awareness, devi fare in modo che la tua voce sia riconoscibile ovunque. Quando rispondi a una email e quando fai customer care sui social.

Insomma, c’è un po’ di lavoro da fare. Per questo oggi voglio dedicare la mia attenzione a questa sequenza di gistbrands.net (clicca per ingrandire l’infografica): qui puoi trovare i passaggi indispensabili per inquadrare il processo di branding e rebranding, puoi definire le connessioni della tua strategia. Puoi iniziare a capire qual è la direzione giusta per dare forma e sostanza al tuo brand.

Analisi dei dati


Sei nella fase embrionale, stai sondando il terreno. Stai cercando di capire come e perché far nascere il tuo brand. Quali sono le necessità del target? Come devi rivolgerti alle persone? Che cosa manca sul mercato? Come puoi essere speciale? Queste domande sono importanti, e in questa fase devi trovare una risposta. O almeno devi cercare una strada da seguire attraverso analisi, ricerche, focus group, survey, questionari. L’analisi dei dati è un passaggio cruciale, e deve essere svolto da professionisti.

Individua e fai chiarezza

Questa è una delle fasi decisive per il tuo brand: ora devi estrapolare i valori che vuoi comunicare, devi individuare le caratteristiche del tuo mondo professionale. Chi sei, cosa fai, quali sono i tuoi valori e i tuoi vantaggi competitivi. Qualche punto da analizzare con cura:

  1. Valori
  2. Punti di forza
  3. Punti deboli
  4. Opportunità
  5. Minacce
  6. Business category
  7. Target
  8. Vantaggi competitivi
  9. Competitor

Stai creando la struttura del tuo brand, stai indagando sulla tua identità e ti stai guardando intorno. Cosa sei, cosa vuoi comunicare e chi ti circonda. Quest’ultimo fattore è decisivo. Non puoi articolare una buona brand strategy senza prendere in considerazione le azioni dei concorrenti. Ecco, quindi, una lettura utile: 6 tool per monitorare un brand.

Posiziona il brand

Conosci il tuo brand, conosci anche quello che si trova intorno. Ora devi differenziarlo, devi dare un valore unico al tuo nome. Devi fare in modo che la tua audience identifichi subito il motivo per scegliere il tuo brand. Devi lavorare, in altre parole, sull’unique value proposition. Ovvero,

“a promise of value to be delivered and acknowledged and a belief from the customer that value will be delivered and experienced (Wikipedia)”.

Identificare il brand

In questa fase devi fare in modo che il tuo brand sia facile da identificare. Quindi devi curare gli elementi legati ai cinque sensi: il logo, i colori, le forme, il font. Poi ancora puoi lavorare sul pay-off, su uno stile di comunicazione preciso, su un jingle riconoscibile e su un determinato materiale per le confezioni. Tutto deve rimandare al tuo brand.

Prendi come esempio la Apple. Pensa alle confezioni dei prodotti. Semplice cartone? No, la Apple usa un determinato tipo di imballaggio. Bello da toccare e da sfiorare. Lo riconosci subito. Così come riconosci il logo e il font. Per creare un equilibrio tra tutti gli elementi distintivi del brand devi lavorare sodo. E devi anche investire in comunicazione per rendere riconoscibile il brand.

Mostrarlo al mondo


Hai dato forma al tuo brand, hai identificato dei colori e un logo. Hai traslato i valori in elementi chiari alla percezione umana. Adesso devi comunicare il tuo brand al mondo intero. E lo devi fare percorrendo due strade parallele: online e offline. Devi creare un sito, una campagna social, un attento lavoro di content marketing. Ma non devi pensare solo al web.

Tutto è comunicazione, dalla firma che usi sui contratti alla busta che usi per inviare le lettere. Dal gadget che regali durante le conferenze al modo in cui la segretaria risponde al telefono. Inutile fare distinzioni: il tuo brand deve essere ovunque. O almeno ovunque sia presente il tuo nome.

Quindi basta seguire queste indicazioni?

Attenzione, qui trovi i punti indispensabili di una strategia di branding. Lavorare a stretto giro con queste dinamiche è un’altra cosa. Soprattutto quando devi considerare equilibri diversi, grandi realtà aziendali e influenze esterne. Il mio consiglio? Lavorare anche con strumenti più operativi e intuitivi come l’analisi SWOT, un classico che ti permette di definire punti di forza, debolezze, minacce e opportunità della tua realtà. Il modello che preferisco? Quello di Luigi Centenaro.

Ora mi interessa il tuo punto di vista: secondo te è utile questa infografica? Hai delle informazioni in più per lavorare sul tuo brand o su quello dei tuoi clienti? Insomma, il branding è per tutti? Lascia la tua opinione nei commenti.

Riccardo Esposito

Riccardo Esposito, blogger per MediaBuzz. Si occupa di scrittura online dal 2008: ha iniziato in agenzia e ora passa 14 ore al giorno davanti al monitor del suo iMac. Il suo blog personale: My Social Web

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