5 modi alternativi per distribuire i tuoi articoli

5 modi alternativi per distribuire i tuoi articoli
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Gli articoli del blog fanno parte della tua content strategy. Non sono l’unica arma a disposizione per raggiungere i tuoi obiettivi, ma sono elementi indispensabili per catturare l’attenzione dei potenziali lettori. Che si trasformano in clienti grazie a un uso attento delle landing page.

L’inbound marketing ha un debito importante nei confronti del blog, e anche se non è l’unica arma a disposizione di un content marketing team può fare la differenza. Soprattutto se affiancato a una buona attività SEO e social media marketing. Perché il blog non può essere lasciato al suo destino: tu pubblichi i contenuti, ma li devi anche rendere facili da trovare.

La SEO serve a questo: fare in modo che le persone giuste trovino i tuoi contenuti. Questo vale anche per l’advertising sui social. Ma ci sono modi diversi per distribuire i tuoi articoli. Non basta pubblicare le nuove idee sulla pagina Facebook o sull’account Twitter: è utile, ma non è sufficiente. Devi fare di più.

Devi trovare modi alternativi per distribuire i tuoi contenuti. Per fare in modo che le persone interessate a un argomento vengano raggiunte da contenuti utili, segmentati, pensati e costruiti intorno alle esigenze di un’audience. Ecco i miei consigli:

1. Newsletter

Uno dei modi migliori per distribuire i tuoi articoli: attraverso una newsletter, un messaggio di posta elettronica studiato per elencare gli articoli più interessanti. Ovviamente la newsletter dovrebbe essere sfruttata anche e soprattutto per trasformare i lead in prospect e in customer, per fare lead nurturing.

Quindi dovrebbe essere uno strumento al servizio delle conversioni.

Ma una newsletter può anche distribuire i contenuti del blog. Ad esempio la puoi usare per mettere in evidenza un articolo che ha avuto particolare successo, che ha animato le discussioni e che è stato riscritto. Ancora un’alternativa: puoi creare una sintesi mensile dei migliori articoli scritti e pubblicati in un mese.

Per approfondire: come aumentare i contatti della newsletter.

2. Feedburner

Tutti i blog hanno un feed rss, ma se ti iscrivi a Feedburner puoi sfruttare una serie di servizi interessanti. Come una pagina user friendly per iscriversi al feed rss e la possibilità di ricevere gli articoli via email. Questa opzione è interessante: una sorta di newsletter che recapita l’articolo nella tua casella di posta elettronica. C’è anche un plugin WordPress dedicato: wordpress.org/plugins/feedburner-email-subscription.

3. Google Plus

Questa piattaforma è decisiva per una buona distribuzione dei contenuti. Il motivo è semplice: puoi creare delle cerchie precise, dedicate a un argomento ben definito. E puoi condividere i contenuti con le persone comprese in queste cerchie che riceveranno delle notifiche.

Il percorso è semplice: crea una cerchia dedicata a un topic preciso e inserisci in questa sezione tutte le persone interessate. Posso creare una cerchia, ad esempio, dedicata al content marketing e comprendere tutte le persone che lavorano in questo campo. Poi quando pubblico un post dedicato al tema inserisco anche la cerchia tra i destinatari.

In questo modo le persone inserite nella cerchia riceveranno una notifica. E spuntando l’opzione in basso puoi inviare il messaggio anche via email, ma rischi di diventare posta indesiderata se non hai il consenso del pubblico. Crea cerchie specifiche e condividi solo contenuti di qualità, questo vale per le cerchie ma anche per le raccolte.

Questo è un altro metodo di distribuzione legato a Google Plus: creare dei luoghi per raccogliere tutti gli articoli che vuoi in un’unica pagina. Usale bene e aiuta il lettore a scoprire tutti i contenuti che hai scelto per rispondere alle sue domande.

Per approfondire: come aumentare i follower di Google Plus.

4. Telegram

Esatto, l’applicazione che cerca di dare filo da torcere a WhatsApp è perfetta per distribuire i tuoi contenuti. Puoi creare gruppi pubblici, gruppi legati a topic preciso da arricchire con i tuoi contenuti. Tu distribuisci i link alla pagina subscriber, le persone si iscrivono, tu invii i tuoi articoli o altri messaggi grazie anche a un’interfaccia web: può essere usato come un sostituto del feed reader.

5. Scoop.it

Le raccolte di Google non sono gli unici strumenti che puoi usare per distribuire link attraverso la logica della content curation: c’è anche Scoop.it, storico nome per chi ama scoprire e organizzare contenuti legati a un unico argomento. La logica di Scoop.it è questa: creare una pagina attraverso la selezione di articoli provenienti da fonti diverse, ma legati a un unico settore.

Con Scoop.it puoi condividere e distribuire i tuoi contenuti, ma ricorda l’obiettivo di questa piattaforma: riassumere i migliori contenuti dedicati a un tema. Quindi non devi pubblicare solo i tuoi link: la qualità non si trova solo sul tuo blog, pensa sempre alle esigenze del lettore.

E tu come distribuisci i contenuti?

Insieme a queste soluzioni ci sono i soliti metodi: social, feed rss, condivisioni nelle community. Ti suggerisco un altro lavoro: quello del comment marketing. Lasciare dei commenti con dei link di approfondimento può essere una buona soluzione per distribuire i contenuti. A patto che questi commenti siano attinenti, e che non siano semplice spam.

Detto in altre parole, non puoi intervenire in una discussione a gamba tesa e inserire un link. Deve essere un approfondimento utile, e devi contestualizzare la tua azione. Altrimenti rischi di diventare spam. Un po’ come tutti gli altri metodi: esagerare nella distribuzione vuol dire interrompere. Quindi infastidire.

Mai farsi abbindolare dal fascino dell’interruption marketing: fa’ in modo che siano gli atri a trovare te. E distribuisci con intelligenza, solo a persone interessate e secondo regole stabilite a priori. Sei d’accordo? Tu come distribuisci i tuoi contenuti migliori?

Riccardo Esposito

Riccardo Esposito, blogger per MediaBuzz. Si occupa di scrittura online dal 2008: ha iniziato in agenzia e ora passa 14 ore al giorno davanti al monitor del suo iMac. Il suo blog personale: My Social Web

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