4 motivi per non aprire un Gruppo Facebook

4 motivi per non aprire un Gruppo Facebook
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Facebook è una piattaforma fantastica, ti permette di comunicare con una platea infinita. Soprattutto – e gli specialisti del settore si sfregano le mani – ti consente di creare degli annunci pubblicitari mirati. Se lavori bene con l’advertising puoi ottenere tanto da un gruppo Facebook. Ma è sbagliato considerarlo solo come un bacino di utenti che cliccano sulle pubblicità.

Facebook è anche altro. Facebook è sinonimo di connessione, di rapporti che si creano con una facilità senza eguali. Prima era impossibile lavorare in questo modo con potenziali utenti e lettori, oggi grazie a Facebook (e ai social in generale) sì.

Questo avviene sul tuo profilo privato e sulla pagina Facebook, piattaforme che spesso vengono utilizzate come moderni feed rss, ma anche con i gruppi. Conosci i gruppi Facebook? Sono degli strumenti che nascono all’interno della piattaforma e hanno un obiettivo: raccogliere un numero di persone con un interesse.

gruppo facebook

La community di Facebook – Fonte immagine

Al centro c’è il topic, che può essere simile a quello del tuo blog, e intorno ci sono i lettori. Tu gestisci gli equilibri. Pubblichi una policy e suggerisci a chi decide di far parte della community cosa fare, intorno a quale argomento discutere e cosa evitare. Insomma, in un gruppo Facebook tu puoi essere il padrone di casa. Devi dare delle indicazioni chiare.

Devi fare in modo che le persone siano felici di iscriversi. Perché avere una community attiva in un gruppo Facebook può essere una vera fortuna. Può essere anche una perdita di tempo. Non credi? Ecco 4 motivi per non aprire un gruppo. Alla fine dell’articolo te ne lascio uno che va fuori dal coro, e cerca di guardare i lati positivi di questo strumento.

Il gruppo Facebook ha bisogno di tempo

Il primo motivo per abbandonare l’idea di un gruppo Facebook: ha bisogno di tempo. Non può essere alimentato con idee vaghe e le persone non arrivano sul gruppo solo perché: “Ehi, mi hanno detto che su Facebook posso avere visibilità gratis”. Neanche per idea. Chi ha delle community su Facebook può confermare l’impegno necessario per far crescere il gruppo.

Ci vuole tempo per trovare i contenuti, per moderare gli interventi, per rispondere nel miglior modo possibile e trovare soluzioni utili agli utenti. Perché i gruppi di Facebook servono anche a questo: a trovare soluzioni e a fare domande. Tu sei disposto a investire parte del tuo tempo per fare questo?

Io ho aperto un gruppo dedicato al blogging proprio per questo motivo: tante persone mi fanno domande in privato, io le invio sul gruppo. In questo modo posso racchiudere domande simili e dare delle risposte in pubblica piazza. Magari citando articoli che ho scritto sull’argomento. E qui ci colleghiamo al secondo punto.

Da leggere: quando Facebook fa storytelling.

Il gruppo Facebook ha bisogno di strategia

Senza strategia non si va avanti. Questo vale per il content marketing e per il social media marketing, per lo storytelling e per il digital PR. Perché i gruppi Facebook dovrebbero fare eccezione? Quindi si procede lungo questa strada: i gruppi Facebook nascono per seguire uno scopo. Non per seguire la moda o perché il competitor ha fatto così.

Il gruppo Facebook ha bisogno di strategia

Io ho aperto un gruppo per creare community, per attirare pubblico intorno a una competenza che già mettevo in campo in forma privata: rispondere alle domande dei lettori. Meglio mettere in pubblica piazza queste conoscenze, così fidelizzi e puoi trasformare questo canale in un ulteriore anello per congiungere la tua attività con il pubblico. Per fare questo non basta pubblicare link autoreferenziali…

Il gruppo Facebook ha bisogno di equilibrio

Non riesci a sopportare gli attacchi personali? Mi dispiace, il gruppo non fa per te. Anche se definisci le regole con attenzione, anche se fai un corso di yoga per mantenere la calma e respiri a fondo… Niente, qualcuno ti farà perdere le staffe. Ecco, se non sei in grado di mantenere la calma devi valutare la possibilità di ignorare il gruppo Facebook nella tua digital marketing strategy.

E non ha bisogno solo di link

Il destino di tutti i gruppi Facebook. O meglio, della maggior parte dei gruppi. Viene lasciato il primo link. Un link utile, pubblicato da una persona dotata di senso pratico e che cerca di farsi un po’ di pubblicità. Poi ne arriva un altro. E un altro ancora. All’improvviso appare il primo spam: in un gruppo dedicato all’inbound marketing viene pubblicato un link di ricette.

Ricette mediterranee per la precisione.

Ok, qui devi intervenire. Non puoi permettere tutto questo. L’eccesso di link non deriva solo dagli scritti: anche tu devi inventare qualcosa di nuovo. Devi dare un senso a questo gruppo, non lo puoi trasformare in un ricettacolo di link presi dal tuo blog. Altrimenti le persone seguono il feed rss. L’obiettivo è dare alle persone un motivo per seguire il tuo gruppo. Non è uno step facile da raggiungere: meglio condividere solo i link, non trovi?

Per approfondire: come distruggere il tuo brand con un profilo Facebook.

Ecco perché devi aprire un gruppo Facebook

Una marea di buoni motivi per non aprire un gruppo Facebook. Uno per investire in questo strumento? Sì, se rispetti tutti i punti elencati (se investi e crei una buona strategia basata sugli interessi delle persone) i vantaggi sono interessanti. Puoi rafforzare il senso di community, puoi addirittura puntare verso un aumento (diretto o indiretto) delle conversioni.

Se attraverso il gruppo io riesco a dimostrare le mie competenze non ho bisogno di link alla landing page: le persone mi cercano e mi offrono lavoro. O mi chiedono consulenza. E se sono un’azienda posso trasportare una fetta di customer care su pubblica piazza. Certo, è impegnativo. Ma dimostro la mia trasparenza e la mia attenzione al cliente.

E cosa cercano le persone? Aziende anonime o progetti capaci di prendersi cura delle persone? I gruppi di Facebook possono diventare strumenti potenti e impossibili da sostituire. Non a costo zero, però. Devi investire tempo e risorse economiche. Devi esserci, magari in prima persona. Oppure devi dedicare una risorsa interna per gestire i gruppi, per lasciare contributi e rispondere alle domande.

Per approfondire: 7 modi intelligenti per aumentare i fan della tua pagina Facebook.

Il gruppo non fa magie: la tua opinione?

Il gruppo su Facebook non è un’entità magica. Non cresce e non si sviluppa solo perché fuori dalle logiche della pagina Facebook: ha bisogno di controllo ed equilibrio, altrimenti diventa fonte di spam. Sei d’accordo? Tu hai aperto un gruppo Facebook? Aspetto la tua opinione nei commenti.

Riccardo Esposito

Riccardo Esposito, blogger per MediaBuzz. Si occupa di scrittura online dal 2008: ha iniziato in agenzia e ora passa 14 ore al giorno davanti al monitor del suo iMac. Il suo blog personale: My Social Web

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