4 motivi per fare content marketing (sul serio)

4 motivi per fare content marketing (sul serio)
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Molte aziende ragionano in termini di content marketing. E molte aziende investono una buona parte dei propri capitali nella creazione di contenuti in grado di portare dei risultati concreti. Ecco, quali sono i risultati?

Dipende dagli obiettivi. Ormai è chiaro un punto: fare content marketing vuol dire pianificare, non puoi improvvisare. Chi lascia scorrere i contenuti sul blog senza un progetto, senza un obiettivo, rischia di dissipare il proprio investimento. Solo un’azione diretta verso obiettivi concreti porta risultati misurabili.

A volte, però, mancano le motivazioni concrete. Perché puntare sul content marketing? Perché un’azienda dovrebbe investire parte dei propri utili per lavorare sulla creazione dei contenuti? Ho preso spunto dalla mia esperienza personale, quella che mi porta ogni giorno a valutare la condizione delle PMI, e posso elencare almeno 4 buoni motivi per investire nel content marketing.

1. Il content marketing funziona sempre

Esatto. Ci sono mille strade diverse per promuovere il tuo business. Strade che possono sfruttare caratteristiche e leve particolari di una determinata piattaforma. Ma la creazione dei contenuti è qualcosa che funziona sempre. O almeno dovrebbe funzionare sempre. La certezza matematica per chi lavora nel settore del web marketing è qualcosa che non esiste.

Ma tra le tante incertezze di questo mondo c’è un punto da sottolineare: la qualità oggettiva di un contenuto. Prendi come esempio i casi virtuosi di native advertising come quelli proposti da Netflix: un lavoro del genere mantiene il suo valore nel tempo, può portare traffico per anni e lavorare sulla brand awareness anche quando sarà sommerso negli archivi della piattaforma. Un contenuto di qualità – che sia un video, un articolo o un’infografica – non passerà mai di moda. Al massimo dovrà essere aggiornato.

2. I contenuti si possono adattare alla situazione

Hai pubblicato un articolo. Ne hai pubblicati tanti. E lo hai fatto sul tuo blog, ma hai anche investito tanto in native advertising grazie a un attento lavoro di blogger outreach e digital PR. Ma il tempo passa, le conoscenze cambiano e il tuo lavoro è diventato obsoleto. Questo è un problema? No, i contenuti possono essere aggiornati. Anzi, devono essere aggiornati.

content marketing

Vecchi articoli fonte di traffico e lead – Fonte

Certo, per i contenuti visual si tratta di una situazione a parte. Ma per quelli testuali puoi lavorare su una rielaborazione e un arricchimento dei contenuti. Questa operazione ti permette di mantenere il lavoro sempre attuale e di portare traffico di qualità verso i tuoi obiettivi. Questo significa più lead generation e più conversioni da misurare con gli strumenti adeguati.

Questa è un’altra caratteristica fondamentale del content marketing: i risultati si possono misurare.

Hai creato un ebook per fare lead generation attraverso il download? Hai tutti gli strumenti utili per monitorare l’andamento della campagna. Lo hai pubblicato per aumentare le visite del sito? Google Analytics può darti tutte le informazioni utili. Forse lo hai pubblicato per ottenere link di qualità. E anche questo punto può essere monitorato.

3. Il content marketing si diversifica

E lo fa per cogliere nel miglior modo possibile tutte le anime della tua realtà aziendale, del tuo essere professionista in un determinato settore. Sei ferrato nel settore visual? Hai mille modi per sviluppare la tua strategia attraverso immagini, video, mini video, infografiche, meme. Vuoi lavorare sui contenuti testuali? Ci sono i branded content, i post, le pubblicazioni cartacee. E poi c’è lo storytelling che attraversa la tua attività.

Parlare di content marketing è come esprimere la tua voce: non c’è preclusione di mezzi e strategie, non devi per forza attenerti a una regola precisa quando scegli la soluzione giusta per la tua realtà. Ma il content marketing si diversifica anche per quanto riguarda gli obiettivi.

Quale step vuoi raggiungere? Vuoi ottenere più link di qualità? Vuoi arricchire la tua newsletter con contatti di qualità? Vuoi fare in modo che il tuo brand venga riconosciuto da una determinata nicchia? Vuoi aumentare le visite? Perfetto, la soluzione è nel content marketing. Anzi, nella sua diversificazione.

4. Il content marketing è inbound marketing

Un’azienda che punta sull’inbound marketing si chiama fuori dall’ormai esaurito circuito dell’interruption marketing per puntare sulla creazione di contenuti capaci di farsi trovare dai clienti. Non sei tu a interrompere la fruizione del contenuto, ma diventi il contenuto.

Diventi tutto ciò che le persone cercano online.

In quest’ottica il contenuto si evolve e diventa qualcosa di diverso dal solito articolo, dal native advertising testuale, dal video o dall’infografica. Diventa qualcosa che cerca di portare il potenziale cliente verso la conversione: un webinar gratuito, una versione promo di un tool, un case study per mostrare i risultati di una ricerca.

4 motivi per fare content marketing (sul serio)

Il funnel inbound marketing – Fonte

Il lavoro di chi crea contenuti non ha solo uno sviluppo orizzontale, ovvero dedicato all’ampiezza dell’argomento, ma attraversa anche la verticalità del funnel per raggiungere il cliente nella sua reale esigenza.

Curioso di vedere esempi del nostro lavoro? Campagne di Content Marketing.

La tua opinione

Questa è la mia opinione, questo è il mio modo di definire il content marketing: un mondo in continua evoluzione che permette al tuo business di evolversi. Condizione essenziale: un buon investimento. Fare content marketing è solo scrivere un post e pubblicarlo a costo zero su WordPress? Sei d’accordo?

Riccardo Esposito

Riccardo Esposito, blogger per MediaBuzz. Si occupa di scrittura online dal 2008: ha iniziato in agenzia e ora passa 14 ore al giorno davanti al monitor del suo iMac. Il suo blog personale: My Social Web

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