4 caratteristiche di un grande visual storytelling

4 caratteristiche di un grande visual storytelling

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Proprio qualche giorno fa ho pubblicato l’intervista a Francesca Sollo dedicata allo storytelling turistico, una sezione del grande filo dedicato alla grande trasformazione del marketing. Anzi, di una grande riscoperta dei messaggi e delle tecniche legate alla narrazione.

Perché questo è uno dei linguaggi preferiti dall’uomo: il normale susseguirsi degli eventi capaci di intrecciare emozioni e informazioni. Da sempre la storia è stata veicolo di significati differenti, nascosti ma non troppo. E in un’epoca in cui si sviluppano le tecniche di inbound marketing, lo storytelling diventa strumento fondamentale per confezionare non semplici messaggi pubblicitari.

La pubblicità non funziona più, o almeno non funziona nella sua forma tradizionale. Oggi lo storytelling incorpora il messaggio in una storia e la rende contenuto adatto ai gusti del target. Questo grazie anche, e soprattutto, alle immagini. Ovvero dei codici che inviano messaggi precisi in tempi minimi.

L’immagine emoziona, colpisce con forza, ma ha bisogno di cure. Ecco 4 caratteristiche fondamentali – suggerite dal sito curve.gettyimages.com – di un contenuto visual capace di accendere la fiamma dell’interesse e creare nuove occasioni di engagement.

Per approfondire: 5 consigli per iniziare a fare storytelling

1. Autentico

Fare visual storytelling con una foto autentica vuol dire parlare al cuore delle persone. Perché il tuo pubblico vuole proprio questo: fiducia, attenzioni, conferme. Il visual deve essere reale, deve riprendere soggetti che possono comunicare un passato e un presente. Ma soprattutto deve puntare a emozioni reali.

Guarda l’esempio di Dove. Un artista deve disegnare il volto di una persona che non può vedere, e lo fa solo con le indicazioni della persona stessa. Poi si fa aiutare dalle indicazioni di chi la conosce. Alla fine il risultato è molto differente. Il tutto rimanda a un concetto di bellezza autentica, umana, quotidiana che ci fa stare bene.

2. Valori genuini

Oggi c’è tecnologia ovunque. Tutto assume un contorno asettico, preciso, schematizzato. Forse è per questo che c’è ancora una grande attenzione per le immagini che riescono a comunicare autenticità, contatto umano, valori, genuinità, competenze artigianali e tradizioni. Ci piace vivere nel futuro ma la nostra emotività è ancora legata all’esperienza reale.

3. Rilevanza culturale

Siamo ancora fermi al principe azzurro con i capelli biondi e gli occhi azzurri? Guardati intorno, porta i piedi per terra. Sei nel 2015, in una realtà multiculturale. E devi raccontare una storia che parli anche del modo in cui le persone sono capaci di superare le diversità.

Rispettare la rilevanza culturale del proprio target significa creare una storia attenta alle diversità, capace di bypassare limiti e capace di coinvolgere in modo autentico e diretto. Ovviamente alla base di queste decisioni c’è un attento studio del target. Questa pubblicità della Cheerios, ad esempio, ha ottenuto un grande successo anche se in America ha subito diverse critiche a sfondo razziale.

Archetipi

Ovvero dei punti di riferimento per qualsiasi narrazione. Gli archetipi esistono da sempre, e aiutano il narratore a creare una storia facile da comprendere. Allo stesso tempo danno a chi ascolta, vede o legge il giusto grado di libertà interpretativa. Ci sono diversi archetipi – l’eroe, il ribelle, l’innocente – e ognuno può essere utilizzato per rappresentare degli attributi (fonte immagine).

4 caratteristiche di un grande visual storytelling

Lavorare con gli archetipi, con le emozioni reali, con una visione autentica della realtà. Le qualità oggettive di un’immagine sono chiare: deve essere grande, ben fatta, curata, adattata agli obiettivi del messaggio. Questi dettagli sono importanti ma deve esserci spazio anche per le emozioni. Questi sono quattro aspetti imprescindibili: ne vuoi aggiungere altri?

Riccardo Esposito

Riccardo Esposito, blogger per MediaBuzz. Si occupa di scrittura online dal 2008: ha iniziato in agenzia e ora passa 14 ore al giorno davanti al monitor del suo iMac. Il suo blog personale: My Social Web

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